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GIORGIO BETTI

IL PIONIERE DELL'EMITTENZA PRIVATA PIACENTINA

 

Ogni città italiana ha avuto un pioniere televisivo, un precursore dei tempi, per la città di Piacenza il pioniere è stato Giorgio Betti, a lui si deve il primo tentativo di dare vita ad un’emittente privata a Piacenza. 
Giorgio Betti nacque a Sant’Antonio a Trebbia, in provincia di Piacenza, il 2 agosto 1921, Dall'età di 6 anni studia in un Seminario dei Padri Gesuiti vicino a Bettola conseguendo la licenza ginnasiale, successivamente conseguì anche il biennio da contabile e tentò come privatista la maturità classica presso il liceo Gioia di Piacenza, all'età di 17 anni pubblicò il suo primo articolo su LA LIBERTA', il quotidiano storico di Piacenza. In un'intervista rilasciata alla stessa LA LIBERTA' alla fine degli anni '90 il suo fraterno amico Alberto Cavallari, di qualche anno più giovane ha ricordato che "Betti mi introdusse alla lettura di D'Annunzio e Gozzano".  Arruolato in guerra Giorgio Betti fu spedito in Africa, precisamente in Libia, dove fu fatto prigioniero dagli inglesi, successivamente venne mandato in prigione in America, a Camp Sutton, dove imparò correttamente l'inglese e collaborò quindi con IL PROGRESSO ITALO-AMERICANO.  Dopo l'8 settembre Betti venne arruolata nell'esercito americano nei rangers forestali e contemporaneamente seguì alcuni corsi economici all'Università di Chicago. Tornato in Italia nel 1947 venne assunto a Milano, alla Remington.

Willhelm Pressburger, un suo amico ebreo-tedesco, di professione traduttore, gli diede il numero di telefono di un amico ebreo austriaco che stava a Roma e he si occupa di cinema:  Fred S. Wallach. Sia di Pressbuger che di Wallach rimase molto amico fino alla morte.  Giorgio Betti esordì nel cinema come contabile in TRAPEZIO con Burt Lancaster e Gina Lollobrigida;   succesivamente diviene direttore di produzione.  Fra i suoi film ci sono BEN HUR, STORIA DI UNA MONACA, ZROBA IL GRECO, IL COLONNELLO VON RYAN.  Il figlio Giorgio Berti junior ci ha ricordato che fu suo padre a fare da tramite fra il regista Robson e Frank Sinatra, poichè i due non si parlavano, con Sinatra Giorgio Betti era amico fin dai tempi di ORGOGLIO E PASSIONE, dopo un primo momento di dissidio a causa dei due caratteri non facili. 

Betti era quindi un cineasta che viveva fra Piacenza, Roma (anche allora capitale del cinema) e gli Stati Uniti d'America.  All'inizio degli anni '70 Betti divenne l'amministratore di un'importante società, la Sapro Film. Costituitasi il  29 ottobre 1966 a Roma come società a responsabilità limitata con sede in largo Ettore De Ruggiero numero 16, fondatori Giovanni Vari, Romano Giovanni, Massimo Bianchini, Leopoldo Savona.  La società – leggiamo nello statuto della stessa – ha per oggetto, sia per proprio conto che di terzi, la produzione e la distribuzione di pellicole cinematografiche, lungometraggi, cortometraggi e documentari, l’acquisto e la vendita di pellicole cinematografiche italiane e straniere in Italia e all’estero, ed il noleggio della stesse; la gestione di sale cinematografiche, teatri di posa, stabilimenti e sviluppo e stampa, e tutto ciò che concerne l’attività cinematografica…   La società – leggiamo sempre nello statuto – potrà compiere operazioni commerciali, industriali, finanziarie, mobiliari e immobiliari, che sia necessarie ed utile per il conseguimento dell’oggetto sociale. Potrà altresì assumere partecipazioni ed interessi in altre società e ditte, nazionali ed estere, aventi scopo analogo, affine, e comunque connesse, sia direttamente che indirettamente, ivi compresa l’assunzione di rappresentanze, dirette ed indirette, di case cinematografiche e straniere.  Primo amministratore unico della Sabra venne nominato Sergio Angelini, il 13 luglio 1970 presso il Tribunale Civile di Roma viene notificato da un cancelliere il trasferimento di sede della Sapro (ora in via Agrigento 19) e la nomina del nuovo amministratore unico, Giorgio Betti.

In data 26 ottobre 1973 Betti scrive all’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza per organizzare una rassegna cinematografica e chiede la disponibilità della sala S.Vincenzo e il patrocinio del Comune.  Alla rassegna – scrive Betti – hanno dato la loro adesione Gian Vittorio Baldi, Pier Paolo Pasolini, Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Bresson, il professor Walter Alberti, direttore della Cineteca Italiana della città di Milano, il professor Sandro Anasttasi, direttore della rassegna del Film Nuovo Messina-Taormina, il professor Cristian Depiure, professore di cinema all’Università la Sorbona.

 

1975  sul set del film MARCIA TRIONFALE, Giorgio Betti è fra Franco Nero e Marco Bellocchio. La fotografia è stata scattata da Filiberto Prati, figlio di Ernesto e fratello di Leonardo, i fondatori di TeleLibertà.

 

Giorgio Betti visse sempre fra Roma (dove ha svolto il suo lavoro) e Piacenza, dove tornava a casa per passare i week-end, Betti aveva un sogno: quello di dare vita ad una televisione cittadina, la televisione l'aveva vista in America, in Italia c'erano ancora due canali e in bianco e nero in mano allo Stato, in America c'erano da oltre 40 anni le tv private.    Siamo all’inizio degli anni ’70 di li a poco sarebbe scaduta la convenzione fra lo Stato italiano e la Rai per il servizio radiotelevisivo, in qualche città italiana sono già partite alcune radio private e tv via cavo, le quali hanno già subito sequestri.  Giorgio Betti pensa di creare una televisione a Piacenza, una tv cittadina al servizio della città, e ne parla ad alcuni amici.  A Roma vi sono alcuni pionieri: Furio Porzia e Guglielmo Aricieri, grazie ai fondatori delle prime tv via cavo romane Betti conosce Pietrangelo Gregorio, l’inventore di TeleDiffusione Italiana – TeleNapoli, Betti torna a Piacenza ed inizia a lavorare al progetto su mandato della Clita (Cooperativa Lavori Intellettuali Tecnici e Artisti).  Giorgio Betti si assume gli oneri (pochi o nulli) e gli oneri (molti per quel periodo durante il quale trasmettere via cavo e via etere era considerato un reato) per dare vita a Tele Piacenza. Oneri consistenti nella progettazione tecnica, in quella artistica, e nei rapporti con la neonata Federazione Italiana Televisioni Via Cavo.  Il 26 maggio 1973 Giorgio Betti partecipa alla prima assemblea della Federazione, assemblea che si svolge a Palazzo Sheridan in quel di Venezia. “Incontrai Giorgio Betti a Roma – ricorda Maurizio Seymandi - a presentarmelo fu Giustino Caporale,  Betti già alla fine degli anni ’60 parlava di tv privata, a Roma aveva appreso o conosciuto Pietrangelo Gregorio, l’inventore della prima tv privata italiana (TeleDiffusione Italiana – TeleNapoli) e aveva deciso di dare vita ad una tv piacentina.”.  Gigi Vesigna diventato direttore di TV SORRISI E CANZONI nel 1973 ricorda di avere incontrato Giorgio Betti a Milano, SORRISI stava effettuando alcuni servizi sulle tv alternative alla Rai (allora soltanto la Tv Svizzera, TeleMontecarlo e TeleCapodistria, le tv straniere in lingua italiana) e decise di realizzare il famoso articolo LA TV CORRE SUL FILO dedicato alle tv via cavo.  Tele Piacenza compare nell’elenco delle tv in attesa di essere costituite sia su TV SORRISI E CANZONI che su altre testate. Sabra Film Tv Piacenza, con sede legale in via della Ferma 14 a Piacenza, compare anche in LE TV LIBERE, primo censimento di tv via cavo costituite o in via di costituzione pubblicato sul numero 0 di MILLECANALI.

 

GIORGIO BETTI (IN SECONDA FILA DIETRO IL CAMERAMAN DI TELE TOSCANA) ALLA PRIMA ASSEMBLEA DELLA FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI TELEVISIONI VIA CAVO.  

Betti con entusiasmo si è lanciato nell’impresa investendo anche i propri soldi, ma purtroppo non trova alcun sostegno a Piacenza, Il 29 settembre 1974 Betti comunica alla Clita che “dopo aver partecipati a sette convegni nazionali sul problema della tv via cavo, l’ultimo dei quali in quel di Pordenone, Tele Piacenza non ha ancora preso il via. La stampa nazionale, tutta presente a livello di quotidiani e di settimanali ha ampiamente riferito”. Betti chiede di essere consiglio e comunica che Tele Piacenza sarà presente al Salone della Tecnica di Torino in un apposito box per mettere in onda i propri programmi, uno dei quali verrà presentato come prodotto della Clita.  Ma, nonostante il lavoro di questo pioniere, Tele Piacenza non partirà e in data 30 ottobre 1976, mentre in altre città italiane le emittenti locali stanno nascendo come i funghi, la Clita sarà liquidata. Betti non si da comunque per vinto e qualche mese dopo la liquidazione della Clita viene contattato da due imprenditori piacentini, i fratelli Magni, che stanno per far nascere Rtp, Radio Televisione Piacenza, la tv dei piacentini. Rtp fu la prima tv privata piacentina, e Giorgio Betti la costruisce tecnicamente, Rtp Piacenza nacque nel settembre 1977 e Giorgio Betti – ricorda Gigi Vesigna – fu anche il regista di alcune trasmissioni di Rtp - la televisione dei Piacentini.  Il duo Dotto-Piccinini nel libro IL MUCCHIO SELVAGGIO parla di una Tele Piacenza che “a mezzanotte si vede anche a Milano” confondendo Tele Piacenza cavo (mai nata) e Rtp, ma comunque riconoscendo indirettamente a Betti la paternità dell’idea della prima emittente piacentina.  Rtp però non avrà molta fortuna e chiuderà i battenti all’inizio del 1979, nel frattempo Betti era stato contattato da Ernesto e Marcello Prati, i fondatori di TeleLibertà, per dare il via a questa emittente che nascerà di li a poco, e che ancora oggi è l’emittente storica cittadina.

Fra gli altri lavori realizzati da Giorgio Betti in campo cinematografico AVALANCHE EXPRESS con Lee Marvin, Robert Shaw e Linda Evans, sempre per Mark Robson. Successivamente fece alcuni sopraluoghi per NOVECENTO di Bertolucci, per il quale fece la scelta di alcune comparse. Giorgio Betti morì a Piacenza nel 1986. Betti è stato un precursore dei tempi, il pioniere dell’emittenza privata piacentina, ancora oggi nella sede di TeleLibertà sono in mostra  alcune vecchie macchine del cineclub di Betti.