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GINO PAOLI

Gino Paoli (Monfalcone, Gorizia, 29/3/1934): figlio in un ingegnere navale genovese, cresce a Genova dove il padre, ingegnere navale, si è trasferito per lavoro. Il giovane Paoli fa il pittore “bohemienne”, il grafico pubblicitario, il jazzista, componendo canzoni a tempo perso. A Genova conosce Luigi Tenco, diventano amici e costituiscono complessi improvvisati di cui fa parte anche Bruno Lauzi.  Paoli vive con amici intellettuali e artisti squattrinati, vive alla giornata saltando spesso i pasti, leggendo i romanzi di Henry Miller, di Celine, la poesia di Sbarbaro, si incontra spesso con Umberto Bindi, Joe Sentieri, Gianfranco Reverberi, musicista e autore di canzoni, che lo mette in contatto con la casa discografica Ricordi. Nel 1959 escono un paio di suoi 45 giri e si fa notare con le canzoni La tua mano e Dedicato a te. Paoli si trasferisce a Milano, frequenta l’ambiente di Galleria del Corso, il 1960 l’anno della sua affermazione come autore e come interprete: è l’anno de La gatta, Grazie, Sassi, e Il cielo in una stanza, che anche Mina incide e porta al primo posto fra i dischi più venduti. Nel 1961, sull’onda di questa affermazione, osa partecipare al Festival di Sanremo, presenta in coppia con Toni Dallara Un uomo vivo, ma Sanremo non è la ribalta adatta a lui, anche se vi ritornerà nel 1964 con Ieri ho incontrato mia madre, e nel 1966 con La carta vincente.  Paoli Anna con cui si sposa, fanno vita bohemienne, vanno ad abitare in una mansarda in via Boccadasse, che gli ha suggerito la canzone La gatta.  Fra il 1961 e il 1965 Paoli porta al successo: Senza fine, Sapore di sale, Che cosa c’è, Gli innamorati sono sempre soli, Me in tutto il mondo, interpretate da Ornella Vanoni, Il cielo in una stanza interpretata da Mina.  Paoli incide anche Non andare via (cover di Ne me quitte pas del suo mito Jacques Brel che ha nel frattempo conosciuto). I suoi album sono: Gino Paoli (1961), Le cose dell’amore (1962), Basta chiudere gli occhi (1963), Gino Paoli allo studio A (1965), Gino Paoli & The Casuals (1967). Nonostante il successo ottenuto la vita di Paoli è molto travagliata, nel 1962 mentre guida la sua auto ha un incidente nel quale perde la vita un suo amico d’infanzia, la vicenda ricorda quella de film Il sorpasso di Dino Risi, uscito in quel periodo, il 12 luglio 1963 Paoli si spara al cuore, salvandosi per puro miracolo. Sono anni travagliati anche dal punto di vista sentimentale: lasciata la moglie ha un flirt con Ornella Vanoni, prima, e con Stefania Sandrelli, poi, A causa della gelosia per Stefania Sandrelli sorgono fra Paoli e il suo amico Luigi Tenco screzi che non si risaneranno più. Il suicidio di Tenco chiude un’epoca per Paoli: ha inizio un periodo di difficoltà artistiche, di mortificante routine nei night, nelle balere e nei piano-bar. L’avvento della musica beat e della canzone di protesta relegano Paoli in un limbo, anche se le sue canzoni, divenute ormai dei classici, gli consentono di fare molte serate. Negli anni ’70 Paoli ha un calo di popolarità, si ritira a Levanto, dove gestisce una sala da ballo, fa anni di routine nelle balere, la sua canzone è superata dal beat, dalla canzone commerciale, e dai nuovi cantautori. Passato dalla Ricordi alla Rca, quindi alla Cgd, pubblica i seguenti album: Le due facce dell’amore (1971), Rileggendo vecchie lettere d’amore (1971), Amare per vivere (1972), I semafori rossi non sono Dio (1974), Ciao, salutime un po’ Zena (1975), Il mio mestiere (1977), La ragazza senza nome (1978), Il gioco della vita (1979). 

Gli anni ’80 ci restituiscono un Paoli rivitalizzato che torna ai fasti degli anni ’60, grazie alla sua nuova campagna Paola Penzo, conosciuta durante una serata in un locale dell’Emilia Romagna.  Gli album dei primi anni ‘80’ sono: Ha tutte le carte in regola (album che contiene le canzoni di Piero Ciampi, omaggio all’amico-poeta ucciso dal cancro, del 1980), La luna e il signor Hyde (1984), Averti addosso (1984), Paoli ritrova il carisma di un tempo e scopre di avere seguito presso i giovani, che l’età ha reso ancora più vigoroso, spopola con il 45 giri Una lunga storia d’amore, nel 1985 effettua una tournèe con Ornella Vanoni durante la quale viene inciso il doppio album Vanoni Paoli Insieme (1985), i vecchi brani non sentono l’usura del tempo, ma sono attualissimi e apprezzati anche dalle nuove generazioni. Altri grandi successi: Cosa farò da grande (1986), I grandi successi di Gino Paoli (1986), Sempre (1988), L’ufficio delle cose perdute (1988), Gino Paoli ’89 (1989). Nel 1989 Paoli ritorna a Sanremo presentando il brano Questa volta no, nello stesso anno viene eletto deputato nelle fila del Pci, si batte per una legge in favore della musica italiana. Nel 1989 torna a Sanremo con Questa volta no. Il Paoli degli anni ’90, pur molto diverso da quello di trent’anni prima, riconquista il posto di caposcuola dei cantautori italiani: in Matto come un gatto del 1991, che contiene il grande successo Quattro amici, propone un duetto con Vasco Rossi, segno di continuità fra il passato e il presente della canzone italiana. Grande successo anche per il live Senza contorno solo per un’ora (1992), e per gli album King Kong (1994), Amori dispari (1995), Appropriazione indebita (un omaggio alla grande canzone internazionale del 1996), Pomodori (1998), Per una storia (2000), Se (2002). Nel 2002 torna a Sanremo con il brano Un altro amore. Compiuti i 70 anni, a cinquanta dall’inizio della carriera, si ritrova con Ornella Vanoni con la quale pubblica il libro Noi due una lunga storia, cui segue il cd Ti ricordi? No, non mi ricordo e una serie di concerti. Nel dicembre 2004 Paoli viene premiato con il Grillo d’Oro, la massima onoreficenza di Genova.   Nel 2005 esce doppio cd-dvd Vanoni-Paoli live, proposta dell’emozionante concerto con 26 brani indimenticabili delle loro carriere e brevi monologhi e una chicca: il duetto inedito di T’innamorerai, canzone misconosciuta presa dal vecchio repertorio di Paoli.     Gino Paoli è sempre sulla braccia, e resta uno dei protagonisti della scena cantautorale italiana, ha scritto ed interpretato le più belle canzoni d’amore degli ultimi 50 anni, ed ha contribuito in maniera decisiva al rinnovamento in senso realistico del componimento-canzone. La sua carriera è strata straordinaria, anche se costellata da momenti difficili. Canzoni come Il cielo in una stanza, La gatta, Sassi, Senza fine, e Che cosa c’è sono fra i più grandi successi italiani di tutti i tempi e sono state riproposte con successo da decine di famosi interpreti italiani e stranieri. Ma anche brani più recenti, come Averti addosso, Quattro amici, Una lunga storia d’amore e Un altro amore, sono ormai dei classici.  Nel 2006 è uscita la raccolta CANZONI DA AMARE.