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 GIANFRANCO FUNARI IL GIORNALAIO PIU' FAMOSO D'ITALIA

 

di Alberto Marta

Si è tenuta lunedì sera presso la Mondadori di via Marghera a Milano la presentazione dell’ultimo libro di Massimo Emanuelli dedicato alla vita e alla figura Gianfranco Funari il giornalista o il giornalaio, come si definiva lui stesso, più irriverente e geniale d’Italia.

“Gianfranco Funari il giornalaio più famoso d’Italia” ripercorre la vita del cabarettista e showman romano da quella più conosciuta degli esordi al Derby Club all’approdo in televisione a quella più privata che si è spesso intrecciata con quella dell’autore stesso.

La serata moderata dal giornalista di Telelombardia Roberto Poletti ha visto la presenza dell’autore affiancato dal giornalista Gigi Vesigna e da Enzo De Mitri, grande amico di Funari che intuì per primo il suo talento televisivo.

Seguendo una scaletta cronologica sono intervenuti nel corso dell’evento attori amici e colleghi che hanno portando testimonianze e ricordi sull’uomo che ha lasciato un segno indelebile nel modo di fare televisione e di comunicare alla gente. Ha iniziato Roberto Marelli, attore milanese che incontrò Funari a Roma: “ero a lavorare nella capitale e una sera Funari concluse il suo spettacolo in cabaret dicendo: “aho ve saluto vado al Norde a cercare fortuna, e spero di trovarla.  Funari, che, come ha ricordato Emanuelli, prima di fare il cabarettista, aveva fatto il rappresentante di acque minerali e il croupier in Asia, fin da bambino era già Funari, ricordando alcuni aneddoti sui tempi della scuola che gli aveva raccontato Gianfranco. Boris Makaresko, compagno di scena al Derby Club di Milano, con lui e Tony Santagata era in cartellone il 30 aprile 1969 Funari. Makaresko ha ricordato la profeticità che possedeva Funari ricordando la frase: “C’è un morto nell’armadio a moro” pronunciata pochi mesi prima della tragedia che colpì Aldo Moro…”  Gigi Vesigna, direttore storico di Tv Sorrisi e Canzoni, oggi giornalista di Famiglia Cristiana e Presidente del Gran Premio Rai, autore della prefazione di GIANFRANCO FUNARI IL GIORNALAIO PIU’ FAMOSO D’ITALIA ha ricordato il Funari direttore de L’INDIPENDENTE: “ero già da parecchi anni direttore di SORRISI e quell'esperienza la provò anche lui, brevemente, quando fu nominato direttore responsabile di un quotidiano che si chiamava L'INDIPENDENTE, e che, proprio perchè tale, ebbe vita brevissima. Allora le nostre discussioni diventarono realistiche perchè anche lui aveva dovuto vedersela con la "prepotenza" della pubblicità e il "dogma" del marketing. Fu in quell'occasione che decise di "laurearsi" inventandosi la facoltà di "giornalaio". Lui si che i giornali sapeva come venderli."   Enzo De Mitri critico televisivo de LA NOTTE di Nino Nutrizio presentato da Emanuelli come un galantuomo, colui che lanciò Funari. De Mitri nella sua rubrica TIRO AL BERSAGLIO SULLA TV lodava TeleMontecarlo e invitava l’emittente monegasca a seguire l’articolo 21 della Costituzione italiana, contattato dalle sorelle Cauvigny, allora direttrici dell’emittente, per condurre un programma, De Mitri rifiutò perché a parer suo un critico televisivo non può fare a sua volta televisione.  “Suggerire Funari era come suggerire Maradona – ha ricordato De Mitri – era già Funari, un grande.

La capacità di trattare di temi di attualità e politici in modo chiaro e diretto a volte anche violento e volgare è stata ricordata anche da Alberto Tagliati, giornalista, direttore di HISTORIA, intellettuale, come Emanuelli professore di storia, di greco e di latino, un giorno incontra Funari e si da al trash mantenendo però la sua cultura e la sua classe. Tagliati ha lavorato a CONFESSIONI, ha diretto GRAND'HOTEL, EVA, L'OCCHIO, STOP,   ed è stato la spalla di Funari dal 1987 al 2005 (dai tempi di MEZZOGIORNO E'). Dopo l'esperienza con Funari conduce (da solo) SABATO 4 su Rete4 per la regia di Pino Callà, ed interviene a CI VEDIAMO IN TV di Paolo Lmiti.

La presentazione è stata conclusa con un invito a prendere parola da parte del pubblico, invitate ad intervenire proprio come insegnava Funari: far parlar a ggente.  Fra coloro che hanno preso parola un signore (oggi ottantenne) che ha ricordato: "Io fui uno dei primi ospiti di Funari ai tempi di ABOCCAPERTA, non avevo alcuna raccomandazione, Gianfranco mi fece parlare da cittadino, e mi invitò parecchie volte in tv".

A ricordare poi il suo rapporto con la politica e nei confronti di alcuni politici, fatto di odio e amore è stato lo stesso autore attraverso citazioni dello stesso Funari.

La presentazione di questo libro è divenuta un tributo a Funari, un tributo vivace e soprattutto umoristico grazie anche all’intervento di Luciano Lutring, il “solista del mitra” che incalzato ha raccontato in dialetto milanese le sue rocambolesche avventure, e dell'ex sindaco di Milano, il giornalista Paolo Pillitteri: "sono venuto per salutare Vesigna, De Mitri ed Emanuelli, che conosco da anni, e per dare un tributo a Funari un personaggio che rimarrà nella storia della televisione, bene ha fatto Emanuelli a ricordarlo".

Molto spazio al Funari cabarettista, al Funari su reti alternative a Rai e Mediaset, poco spazio al Funari politico, sia per l’assenza di personaggi politici, che per l’inspiegabile fuga del moderatore Roberto Poletti. A una domanda di una delle “sciure Maria” fan di Poletti (e di Funari): “ma perché Poletti è andato via?” ha risposto Emanuelli: “Se Funari era Funari, Poletti è Poletti, sono fatti così: geniali ma imprevedibili, prendere o lasciare”.

L’invito ad acquistare il libro è venuto da tutti i partecipanti per conoscere meglio lo straordinario e avvincente personaggio di Gianfranco Funari.

GUARDA UNA SINTESI DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

http://www.youtube.com/watch?v=hgmpiWnVf8A

www.grecoegrecoeditori.it

DAL QUOTIDIANO ROMANO IL TEMPO 21/3/2009

Biografia. Massimo Emanuelli (giornalista che conosceva Funari dal 1977, il primo che ha intervistato Morena nel 2005, da poco diventata signora Funari) racconta il popolare conduttore

Funari, la storia di un tribuno
 

Gianfranco Funari, il burbero benefico della televisione italiana, un vero animale da piccolo schermo, talento prodigioso, cavallo di razza, personaggio carismatico, populista e provocatore, inventore di generi della tv generalista.

Ha salutato per sempre il suo pubblico una mattina del luglio scorso, a 76 anni. Al funerale tanta gente comune, pochi amici e vip. Sulla sua lapide, l'ultima battuta: «Ho smesso di fumare». nel luglio scorso gravemente malato. E mentre la moglie Morena fa la contadina in un reality show esce in libreria «Gianfranco Funari - il giornalaio più famoso d'Italia» di Massimo Emanuelli (Greco&Greco Editori) che ricostruisce la vita del grande uomo di spettacolo grazie ai ricordi degli amici d'infanzia, dei suoi collaboratori e di coloro che l'hanno conosciuto professionalmente. Dall'infanzia romana agli esordi come croupier prima a Saint Vincent, poi in Asia. Quindi il ritorno a Roma alla fine degli anni '60, l'esordio come cabarettista, il trasferimento al Derby Club di Milano (molti i particolari inediti). L'ascesa e il declino, il successo e le malattie. In una sola parola: l'uomo.