HOMENEWSTVRADIOMUSICChi siamo

GIANFRANCO FUNARI IL GIORNALAIO PIU' FAMOSO D'ITALIA


di Agostino Rosa

Il nostro Massimo Emanuelli ricostruisce la vita di Gianfranco Funari grazie ai ricordi degli amici d'infanzia del popolare conduttore televisivo, dei suoi collaboratori e di coloro che l'hanno conosciuto professionalmente. Dall'infanzia romana agli esordi come croupier prima a Saint Vincent, poi in Asia.  Quindi il ritorno a Roma alla fine degli anni '60, l'esordio come cabarettista, il trasferimento al Derby Club di Milano (molti i particolari inediti). Da coloro che gli sono stati vicino fino alla fine (Morena Funari, Alessandra Sestito, Marco Falorni, Andrea Pensotti) a coloro che lo hanno conosciuto agli esordi come Franco Califano, Tony Santagata, Boris Makarescu, Roberto Marelli, Gerry Bruno, Giancarlo Guardabassi, senza dimenticarsi di tanti altri fra i quali vi sono Luigi Bacialli, Piero Chiambretti,  Carlo Freccero e tanti altri. La svolta di Funari personaggio televisivo anchor man avviene grazie ad Enzo De Mitri, quindi viene raccontato il Funari nazionalpopolare, il tribuno del popolo.  Anche qui altri retroscena inediti e poco noti: le cause del suo esilio dai grandi network, il mondo delle tv locali ed altri aspetti della controversa ma libera vita di Funari.   Massimo Emanuelli ricorda il suo primo incontro con Funari risalente al 1977 ai tempi di Radio Ambrosiana, lo ritroverā dieci anni dopo, nel 1987, all'apice della popolaritā, altri cinque anni di frequentazioni, poi, nel 1992, un nuovo diradarsi degli incontri.  Senza dietrologia Emanuelli spiega che la causa vera del diradarsi degli incontri non fu una diversa visione della politica italiana ma il ritorno di Funari a Roma.  Un nuovo incontro nel 1996 quando Funari ritorna a Milano, da allora fino a pochi mesi prima della morte, Emanuelli racconta le sue interviste fatte a Funari, per L'Opinione delle Libertā, per MESTIERI ARTIGIANI (Telenova), e le lunghe discussioni sulla politica.  Emanuelli ricorda Gianfranco Funari come "maestro di vita e di libertā" ma non ricorda, forse per dimenticanza, un episodio risalente al maggio 2006.  Io allora ero un allievo del professor Emanuelli, il Parlamento doveva eleggere il Presidente della Repubblica, io domandai: "Prof. ma chi candiderebbe lei Presidente della Repubblica?"  Emanuelli rispose immediatamente: "non un politico ma un uomo libero: Gianfranco Funari".  Allora non compresi se Emanuelli scherzava o se parlava sul serio, quando gli ricordai quell'episodio ai funerali di Funari chiedendogli se scherzava o parlava sul serio Emanuelli mi rispose: "seriamente era un uomo indipendente, nč a destra nč a sinistra, ma mai sarebbe passata una tale candidatura da parte dei grandi elettori. QUindi sotto sotto scherzavo".  Io ricordai ad Emanuelli che la sua dichiarazione fece ridere (come altre) molti dei miei compagni. Emanuelli ricorda Funari come maestro di vita e di libertā ma credo, che debba a Funari anche molta dell'ironia che talvolta metteva nelle sue lezioni serie. Se Funari č stato contagiato dal "virus della politica dopo un passato da croupier e da cabarettista", anche Emanuelli č stato contagiato da Funari (oltre che nello spirito d'indipendenza e di onestā intellettuale) dall'essere ironico, era quel qualcosa in pių che rendeva le sue lezioni divertenti, pur affrontando argomenti seri.    Leggendo il libro GIANFRANCO FUNARI: IL GIORNALAIO PIU' FAMOSO D'ITALIA spesso si scoppia a ridere. soprattutto quando č Gianfranco Funari a parlare, una COMMEDIA UMANA (come voleva intitolare Funari un suo lavoro parafrasando la DIVINA COMMEDIA di Dante) passando dai gironi infernali dei politici, al Paradiso.  Si perchč Funari sarā li, condannato all'ergastolo, come aveva detto: "se in Paradiso danno l'ergastolo, io lo prendo".

www.grecoegrecoeditori.it

GUARDA IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE MILANESE DEL LIBRO CHE PRESTO SARA' PRESENTATO IN ALTRE CITTA' ITALIANE. 

http://www.youtube.com/watch?v=hgmpiWnVf8A