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GIANFRANCO D'ANGELO RICORDA I BEI TEMPI DELLA TV DI DRIVE IN

di Francesca Fiocchi

A pochi giorni dal debutto teatrale con INDOVINA CHI VIENE A CENA? (al Teatro Manzoni di Milano per tutto il mese) Gianfranco D'Angelo ricorda i bei tempi della tv privata e del DRIVE IN.

La tv l'ha fatta tutta, in tutte le salse. Sempre con il sopracciglio alzato. La sua, è una satira sopraffina: politica, sociale, di costume. Frecciatine al vetriolo, battuta sempre pronta, personaggi indovinati. Irriverente senza essere sfacciato. Esilarante senza mai debordare. Sono ormai lontani i tempi del Derby Club, tempio del cabaret milanese, del Bagaglino, e dell'imperturbabile cocker Has Fidanken, quello con l'enorme papillon giallo canarino, baffetti da sparviero e cappello a cilindro che gli andava un pò largo, faceva il verso all'italiano medio. A pochi giorni dal debutto teatrale con INDOVINA CHI VIENE A CENA? (al Manzoni per tutto il mese), Gianfranco D'Angelo ricorda i bei tempi della televisione italiana. Interprete sopraffino del primo varietà veramente nuovo, innovativo, della storia della tv: era il 1983 e DRIVE IN diventava un fenomeno di costume e sociale. Che ha retto alla logica della controprogrammazione per ben 5 anni, rendendo la prima serata, la domenica di Canale5, un appuntamento imperdibile. Fare tv significava essere seri professionisti: bastava poco per incollare il pubblico allo schermo.  Oggi non si riesce neanche con produzioni milionarie!
Flop clamorosi, dislocamenti impazziti. Cosa sta succedendo alla nostra amata-odiata tv?

E' difficile dare giudizi. Oggi, il varietà televisivo è cambiato perchè gli sponsor sono diventati fondamentali nella programmazione. Prima si tendeva a fare una tv di qualità, con certi requisiti meno legati alla logica dell'audience. In questi tempi se una trasmissione fa duecentomila spettatori in meno di un'altra, ossia il 2-3% di share, si cerca di riacquistare con qualsiasi mezzo quei due-tre punti di distacco: urla, scenate, parolacce, trash a non finire pur di coprire quella differenza. E' questo che fa male alla tv. E poi si "scopiazza" troppo. Da IL GRANDE FRATELLO sono usciti 10 o 12 reality è assurdo!  Forse ci hanno preso per un popolo di voyeristi!

Eppure qualcosa funziona!

In realtà siamo tutti un pò curiosi. La gente, il più delle volte, guarda un programma per curiosità, anche se magari non gli piace, e intanto quel programma fa audience. Sinceramente trovo la tv di oggi scadente nel settore del varietà, non la guardo molto.

Ma ci sarà un programma che le piace!

BALLANDO CON LE STELLE, con tre edizioni al suo attivo, è allegro, leggero, insomma fa spettacolo. Ma se si ripete per quattro anni di seguito, senza mai rinnovarsi, diventa stucchevole, noioso: ha perso audience perchè è ripetitivo.

Per Baudo, oggi, mancano professionisti. Che ne pensa?

Lui, è un grandissimo professionista. E ha ragione.  Un pò come al governo: se alla Sanità ci mettono un ingegnere nucleare, seppur bravissimo, non ci capisce nulla. Se si mette come direttore uno che fino a poco tempo prima faceva tutt'altro, è un guaio, e si rischia di non essere professionali.

Troppi sforamenti. Che ne pensa? STRISCIA ha qualche responsabilità?
Succede solo a noi il nostro è il paese dei fantasisti, dei campanelli. Siamo un pò frivoli. Ci si morde l'uno con l'altro per strappare lo 0,50% di audience e si va all'infinito, incuranti del telespettatore che meriterebbe più rispetto. Il meccanismo è semplice: la situazione di potere dipende dai numeri, più audience fai, più potere hai. Quanto a STRISCIA ho avuto il piacere di fare la prima edizione con Ezio (n.d.r. Greggio). Non punterei il dito contro Ricci: è una bella trasmissione satirica, ha fatto, e fa, denunce importanti, ha una sua utilità. Alle volte va un pò fuori dalle regole, vabbè.  E allora che dire di AMICI, finisce alla una. Tutti fanno così, non è giusto dare la responsabilità solo a STRISCIA.

Chi l'ha più divertita in questi anni?

Walter Chiari, involontariamente ho preso qualcosa da lui. Raccontava le barzellette in maniera unica. Le coloriva, gli dava corpo, faceva le voci. Aveva la straordinaria capacità di far ridere già durante il racconto, un pò come fanno i monologhisti. Un grande.

Ha 23 commedie al suo attivo. Una che rifiuterebbe?

IL PARADISO PUO' ATTENDERE, con l'ex Miss Italia Manila Nazzaro. E' manata un pò di regia, me ne sto rendendo conto ora che lavoro con un grande regista. Il teatro va fatto con le persone giuste.

 

IL RITRATTO DI GIANFRANCO D'ANGELO

 

Gianfranco D'Angelo ha lavorato per TeleAltomilanese, per Antenna 3 Lombardia e per Tgs Telegiornale di Siclia, il suo più grande successo è comunque legato a DRIVE IN.

Gianfranco D'Angelo nasce a Roma il 19 agosto 1936, fa disparati lavori: venditore di giornali, rappresentante di commercio, manovale, lavora per il Totacalcio, fa il commesso di supermercato e l'impeigato alla Sip, alla soglia dei trent'anni la svolta: si dedica al cabaret, esordisce al Bagaglino di Roma dove riscuote i primi successi, poi è la volta del Derby Club di Milano. Il successo conseguito nel cabaret gli apre le porte per il grande schermo, D'Angelo interpreta ruoli di carattere in alcuni musicarelli e in alcune commedie trash all'italiana degli anni '70: ZUM ZUM ZUM LA CANZONE CHE TI PASSA PER LA TESTA di Bruno Corbucci (1968), LADY BARBARA di Mario Amendola (1971), QUATTRO MARMITTONI ALLE GRANDI MANOVRE di Alberto Albertini (1974), L'INSEGNANTE di Fernando Ciceri (1975), LA LICEALE di Michele Massimo Tarantini (1975). Nel 1971 ha intanto esordito  in teatro in ALLELUJA BRAVA GENTE di Garinei e Giovannini, al fianco di Renato Rascel e Gigi Proietti, è sempre del 1971 la sua prima apparizione sul piccolo schermo in FOTO DI GRUPPO con Raffaele Pisu, poi sarà la volta di MILLELUCI (1974) con Mina e Raffaella Carrà, DOVE STA ZAZA'  e MAZZABUBU' con Gabriella Ferri,.  Nella seconda metà degli anni '70 ancora cinema in ruoli di carattere: LA COMPAGNA DI BANCO di Mariano Laurenti (1976), LA DOTTORESSA DEL DISTRETTO MILITARE di Nando Cicero (1976), LA PROFESSORESSA DI SCIENZE NATURALI di Michele Massimo Tarantini (1976), KAKIENTRUPPEN e NERONE di Pier Francesco Pingitore (1977), L'INSEGNANTE VA IN COLLEGIO di Mariano Laurenti (1978), SCHERZI DA PRETE di Pier Francesco Pingitore (sempre del 1978). Ma D'Angelo è ormai lanciato verso la tv,  fra il 1978  e il 1979 compare a TeleAltomilanese nell'ambito del programma Playboy di mezzanotte ,poi interverrà ad alcuni spettacoli di Antenna 3 Lombardia. Nel 1978 D'Angelo è fra i mattatori de LA SBERLA su Rai1, con Gianni Magni e Daniela Poggi, regia di Giancarlo Nicotra.  Ancora qualche film fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 (LA SETTIMANA BIANCA di Mariano Laurenti, GIOVANE BELLE. PROBABILMENTE RICCHE di Michele Massimo Tarantini, RIMINI RIMINI UN ANNO DOPO di Bruno Corbucci e Giorgio Capitani), ma il suo destino è ormai televisivo. Nel 1980 partecipa a SIGNORI SI PARTE per la regia di Romolo Siena, nel 1981 C'ERA UNA VOLTA ROMA con Pippo Franco, cui segue TILT con Stefania Rotolo, prima regia italiana di Valerio Lazarov, quindi è  mattatore in MA CE L'AVETE UN CUORE? e in SIGNORI SI PARTE, nel 1982 è la volta di SOTTO LE STELLE.   Nel 1983 passa a Italia1 e la sua comicità esplode con DRIVE IN dove veste i panni di un imbonitori da circo insieme al famoso cane Has Fidanken, con i suoi monologhi taglienti e i suoi personaggi centrati D'Angelo è protagonista del primo varietà veramente nuovo della televisione italiana, l'esperienza di DRIVE IN durerà fino al 1988.  Sempre nel 1988 D'Angelo conduce la prima edizione di STRISCIA LA NOTIZIA con Ezio Greggio (allora il programma andava in onda su Italia1).  Il 17 ottobre 1988 è una data importante per la storia della televisione:  Gianfranco D'Angelo compare sullo schermo e annuncia: "Buonasera da Gianfranco D'Angelo, buonasera da Ezio, eccoci qui al primo appuntamento con STRISCIA LA NOTIZIA il giornale radio di Italia1" dando così inizio ad uno dei programmi più longevi dell'attuale televisione. D'Angelo lascerà la conduzione nelle stagioni successive, ma fu lui, assieme a Greggio, a dare il via a questa trasmissione culto.  Nella stagione televisiva 1988/89 D'Angelo conduce con Ezio Greggio e Lorella Cuccarini ODIENS su Canale5.  Nel 1989 è la volta di TELEVIGGIU' su Italia1, un varietà parodia della televisione commerciale fin dal titolo. TeleViggiù è infatti una piccola emittente privata che si è messa in testa di fare la guerra alle reti del Biscione. D'Angelo interpreta il presidente della piccola emittente, che si ricorda soltanto dei collaboratori poco efficienti come un venditore (interpretato da Sergio Vastano), uno strano inventore che ha come idolo Daniele Piombi, un esperto di misteri d'Oriente, un conduttore di talk-show di casi umani, e un assistente servile pronto a tutto. Nella stagione 1990/91 è nel cast di TELEMIKE condotto da Mike Bongiorno su Canale5, nel 1992 è protagonista della sti-com di Canale5 CASA DOLCE CASA per la regia di Beppe Recchia, nella stagione 1992/93 è nel cast di PAPERISSMA, ERRORI IN TV in onda su Canale5;  nel 1994/95 è nel cast de IL QUIZZONE in onda su Italia1. Nel 1996 è la volta di RETROMARSH varietà satirico in onda su TeleMontecarlo, quindi il ritorno in Rai al fianco di Raffaella Carrà in CARRAMBA CHE SORPRESA.     Intanto D'Angelo è tornato in teatro con NIENTE SESSO SIAMO INGLESI, CHI FA PER TRE e GLI UOMINI SONO TUTTI BAMBINI, nel 1997 partecipa alle trasmissioni LA FESTA DELLA MAMMA e alla quarantesima edizione dello Zecchino d'Oro, nel maggio 1999 affianca Michele Cucuzza e Katia Ricciarelli nel varietà di Rai1 SEGRETI E... BUGIE. Nel nuovo millennio Gianfranco D'Angelo è lontano dalla televisione. Sposato, con due figlie, Daniela e Simona, anch'esse attrici, D'Angelo è uno dei comici della "vecchia guardia".