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GABRIELE LANFREDINI, IL SIGNORE DELL'ARTIGIANATO MILANESE

di Massimo Emanuelli

 

Gabriele Lanfredini nacque a Milano il 31 agosto 1922, nell’immediato dopoguerra fondò l’Unione Artigiani della Provincia di Milano, dal 1949 fu segretario generale dell’Unione Provinciale della Clai (Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane), e dal, 1954, segretario generale della stessa Clai. Per oltre cinquant’anni Lanfredini è stato l’anima della Clai e dell’Unione, e il più tenace e determinato difensore dei valori espressi dei valori espressi dai mille mestieri artigiani. In Camera di Commercio, dove era membro della Giunta, ha portato la sua passione e competenza.  Componente e voce dell’artigianato nel consiglio generale della Fondazione Fiera di Milano e nel Cnel, grande difensore degli interessi della categoria. I “suoi” artigiani hanno sempre avuto in lui un appoggio sicuro, in tanti anni di lavoro ha anche saputo farsi voler bene. Lanfredini ha tolto l’artigianato da un ruolo di subalternità ed inferiorità, contribuendo ad accreditare le piccole imprese come tessuto connettivo del Paese.  A Lanfredini si deve la legge quadro sull’artigianato.  Il 7 dicembre 1969 l’allora sindaco di Milano Aldo Aniasi conferì a Gabriele Lanfredini la benemerenza civica (medaglia d’oro) del Comune di Milano. Due anni prima sempre lo stesso sindaco Aniasi aveva conferito la civica benemerenza anche all’Unione Artigiani della Provincia di Milano.

Chi è stato vicino a Gabriele Lanfredini lo ricorda come una persona che ha sempre lavorato con passione ed entusiasmo al servizio degli artigiani. Non ha mai risparmiato energie, infaticabile e superattivo, era sempre presente ad ogni riunioni.  Lanfredini è stato un vero signore, uomo d’altri tempi per il suo stile e la sua sensibilità. Gran diplomatico, bibliofilo, persona di grande cultura ed umanità, attento al mondo che cambiava e ai mezzi di comunicazioni. Lo avevo conosciuto anni fa in radio, quando conducevo un programma sulla scuola, era intervenuto con il suo entusiasmo riuscendo a coinvolgere alcuni giovani radioascoltatori ad intraprendere la professione artigiana. Ultimamente mi aveva voluto con sé come collaboratore, ed era riuscito a farmi evadere dallo studio e dai libri, e a valorizzarmi in diverso ambito professionale. Era così riuscito ad avvicinare anche me al mondo artigiano, mi aveva fatto scoprire artigiano anche come giornalista e scrittore. Lavoratore che, lontano dalla grande industria editoriale, deve autoprodursi e autodistribuirsi in mezzo a mille difficoltà, proprio come gli artigiani. La parola artigiano evoca lavoro, fatica e sudore, e pertanto mi sono sentito anch’io artigiano.

Venerdì 25 luglio Lanfredini uscendo dall’ufficio aveva salutato tutti i suoi collaboratori: “ci vediamo lunedì”, ha sorriso e si chiuso la porta alle spalle, ma Lanfredini è morto sabato 26 luglio 2003

I funerali di Gabriele Lanfredini si svolsero giovedì 31 luglio 2003 presso la Chiesa di Via Mac Mahon, nella zona dove abitava da anni, e dove era popolarissimo, non solo in ambito artigiano, così come lo era in zona di Porta Ticinese, dove è ubicata la sede dell’Unione Artigiani, in piazzetta Pattari, dove l’Unione aveva avuto la propria sede per molti anni, e in tutta Milano.  Ai funerali di Gabriele Lanfredini erano presenti l'allora Prefetto di Milano Bruno Ferrante, gli assessori all’artigianato Cosma Gravina e Roberto Predolin, il Presidente della Camera di Commercio Carluccio Sangalli, tutti i suoi artigiani e i suoi collaboratori. All’Unione Artigiani ne hanno sempre parlato con stima ed affetto, affermando che è stato per tutti un modello e che ben difficilmente sarà dimenticato. Gabriele Lanfredini venne commemorato in consiglio comunale dal consigliere Stefano Pillitteri, la provincia di Milano era presente nella persona dell’assessore Cosma Gravina e con un gonfalone, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha fatto pubblicare un necrologio sul Corriere della Sera.

Con Gabriele Lanfredini scompare dal mondo artigiano italiano uno dei personaggi più singolari che abbia saputo fondere capacità professionali e manageriali con l’impegno sindacale, ma scompare anche un grande personaggio che ha fatto moltissimo non soltanto per il mondo artigiano ma per la cultura milanese. Gabriele Lanfredini, pur essendo riuscito a collaborare con lui soltanto per circa un anno e mezzo, è stato uno dei grandi personaggi con i quali ho collaborato, e da cui ho imparato molto, sia professionalmente, che umanamente. 

Come tutti gli artigiani Lanfredini faceva tutte le cose con amore.  Affabile, sorridente, indomito, è stato un grande esempio, non lo dimenticherò. Alla memoria di Gabriele Lanfredini sono state intitolate la sala dell'Unione Artigiani (dove fra l'altro viene registrato il programma MESTIERI ARTIGIANI e il programma in onda su TeleReporter), un premio e una Fondazione.