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FRANCO BATTIATO

Alcuni lettori ricordano la puntata del programma SUPERCLASSIFICA SHOW nella quale intervenne, ospite del salotto di Maurizio Seymandi, Franco Battiato. Battiato arrivò con un tappeto, Seymandi gli disse: "abbiamo solo un minuto per presentare il disco", Battiato continuava a guardare l'orologio, disse qualche parola poi venne interrotto da Maurizio Seymandi: "basta il tempo è scaduto...".  Negli anni '90 Battiato e Seymandi girarono la puntata sulla terrazza Martini.

 

 

"IL VUOTO", IL NUOVO ALBUM DI BATTIATO

CERCO UN CENTRO DI GRAVITA' PERMANENTE

di Gigi Vesigna
 


Si sente un corpo estraneo nel mondo della musica, ma continua a farla. Ancora alla ricerca del senso della vita.
 

Non c’è angolo della musica che non si sia divertito a esplorare, lui, che i critici chiamano "maestro". Ha venduto tre milioni di copie con un solo disco, La voce del padrone, che conteneva la celeberrima Centro di gravità permanente; ha vinto il Festival di Sanremo regalando ad Alice Per Elisa e ha scritto per Giuni Russo Un’estate al mare, canzone apparentemente commerciale, spiritosamente demenziale, che è stata un successo clamoroso. Sempre lui, che ha scritto tre o quattro opere liriche, per una delle quali, L’Egitto prima delle sabbie, gli è stato attribuito nel 1977 il premio Stockhausen come miglior composizione per pianoforte.       Eccolo qui Franco Battiato, l’asceta, quello che un critico ha definito "lo sciamano della canzone d’autore" e Gianni Borgna, esperto musicofilo, ha "bollato" come "arabo mitteleuropeo", mentre il pianista jazz Giorgio Gaslini ha gratificato come uno che fa "musica totale".

«Di me ne hanno dette tante, spesso divertenti e qualche volta persino azzeccate. Credo che il mondo della musica mi consideri una specie di corpo estraneo, forse proprio perché la musica la conosco bene, anche se mi rendo conto che non ho mai finito di impararla».

«So dove vai a parare…».

La copertina del suo nuovo album.

«Oggi più di allora, i fabbricanti di musica non hanno ancora capito che la loro nave sta affondando, che si comportano come l’orchestra del Titanic, che suonava mentre la nave affondava. La tecnologia è avanzata, ma loro non se ne rendono conto. Chi compra più un disco, quando lo può scaricare dal computer, usare l’Ipod o persino ascoltare la musica sul telefonino? Pensa che dove vivo posso creare musica con un computer, un grande schermo e due tastiere. Poi, certo, vesto il tutto, come in questo album, con l’appoggio determinante della Royal Philarmonic Orchestra di Londra, e dei ragazzi del gruppo che mi accompagna nelle tournée, i PCS, i quali quest’anno saranno al Festival di Sanremo: a proposito hai già sentito la loro canzone?».

«Sono contento per loro, soprattutto perché hanno vestito di pop i miei ultimi concerti».

«La musica può essere pensata a tavolino o ti può sgorgare dentro tanto impetuosa che sei costretto a scriverla e pensi che sia giusto farla conoscere. Di dischi ne ho venduti tanti: all’epoca di Centro di gravità permanente e di Cuccurrucuccu paloma ho venduto tre milioni di copie, ma erano altri tempi. L’importante, però, è esserci ogni tanto».

Il titolo del nuovo album, Il vuoto, è spiegato dallo stesso Battiato nella presentazione del disco: «È un vuoto che vuol dire libertà, l’esatto contrario dell’horror vacui tanto in voga in questi strani giorni. Il vuoto di senso dell’esperienza sociale che diventa un senso di vuoto in quella personale e si trasforma in un cieco iperattivismo, in un continuo imporsi e anteporre la propria libertà supposta a qualunque interferenza esterna». Si può riassumere nel verso che è la chiave per comprendere il pensiero di Battiato: «Tu sei quello che tu vuoi, ma non sai quello che tu sei».

Sono nove i nuovi pezzi che il cantautore propone nel suo album, tutti vestiti da una musica straordinaria. Tra l’altro, mi ha raccontato che durante l’incisione, a Londra, ha ottenuto un suono particolare, che si avverte benissimo anche al primo ascolto, portando gli archi ai limiti dell’atonalità. Ci trovi tutto il suo mondo, una spruzzata di Beatles in Stati di gioia, l’idiosincrasia per i luoghi comuni. In Era l’inizio della primavera ha adattato la musica di Cajkovskij a un testo di Tolstoj. «Qui», spiega, «il testo era in russo: l’ho tradotto in inglese e poi in italiano. Ma trovavo banale la parola amore, e l’ho trasformata in "umore" e il verso fila benissimo: "La primavera cominciò all’ombra di betulle come risposta al mio umore, lanciavi un’occhiata era l’inizio tra noi due, piangevo prima di te"».

<Mi fa piacere, ma devo dirti che tutti quelli che hanno ascoltato l’album hanno manifestato le stesse preferenze, è stato davvero quasi un plebiscito. Io, però, amo tutte le canzoni».

Una dichiarazione d’amore per il cantautore più colto, per l’"arabo mitteleuropeo" che, anche stavolta, dopo tanto silenzio ha centrato il bersaglio.

                                                                                                                                                      Gigi Vesigna

 

 

IL RITRATTO DI FRANCO BATTIATO

di Maurizio Seymandi

Franco Battiato è nato a Jonia, oggi Riposto, in provincia di Catania, 23/3/1945,: lascia la Sicilia a 17 anni per trasferirsi a Milano, suona la chitarra e compone le prime canzoni, il suo primo 45 giri La torre/Le reazioni non ha sucesso, meglio va un brano presentato a Un Disco per l’Estate, E’ l’amore. Sul finire degli anni ’60 dopo altri insuccessi (Bella ragazza, Marciapiede, Vento caldo) pubblicati per la Nuova Enigmistica Tascabile, decide di ritirarsi momentaneamente dal mondo discografico, trascorre un lungo periodo di studio e di ricerca, nel quale approfondisce la conoscenza della musica classica (Bach, soprattutto) e dirige la sua creatività verso la musica elettronica. Dal 1971 al 1978 presenta degli album sperimentali con assemblaggi di testo e voci, e testi esoterici: Fetus (1971, un disco sperimentale, già la copertina è un manifesto: la fotografia di un feto a simboleggiare la vita in senso universale), Pollution (1972, album programmatico in linea con i grandi fermenti ecologici), Sulle corde di Aries (1973, il tema dominante è la filosofia orientale), Clic (1974, album dedicato a Stockhausen), M.lle Le Gladiator (1975), Feedback (1976), Battiato (1977), Juke-box (1978), L’Egitto prima delle sabbie (1978), con questi brani Battiato si rivolge ad iniziati. In questi album sono però presenti alcuni temi del futuro Battiato fra i quali l’individuazione di un oriente culturale dai contorni mistici e poetici, situabile in senso lato in Asia minore, ma che apparirà poi come una sorta di trasposizione inconscia di una Sicilia fisicamente abbandonata e mitizzata nella memoria. Con il brano L’Egitto prima delle sabbie vince il premio Stockhausen. Nel 1979 ha inizio la svolta pop-leggera: L’era del cinghiale bianco (1979, l’animale nel linguaggio esoterico-storico della tradizione celtica è il simbolo dell’autorità spirituale), Patriots (1980),   i suoi testi sono vere e proprie alchimie letterarie, frutto di un gioco intellettuale raffinatissimo, allegro e crudele insieme, vi si trova di tutto: i Beatles e il ballo liscio, Carducci e Socrate, le rivoluzioni fallite e tutto lo “stupidario politico” degli anni passati. Collabora con il maestro Giusto Pio e con La voce del padrone (1981), supera il milione di copie raggiungendo le vette alte della hit-parade.  Trova anche il tempo per occuparsi di altri artisti: Alice (la sua Per Elisa vince il Festival di Sanremo 1981, successivamente Battiato scriverà per lei altri pezzi che compariranno nell’album della cantante Gioielli rubati), Giuni Russo, Milva, continua intanto il successo dei suoi album: L’arca di Noè (1982), Orizzonti perduti (1983), Echoes of the sufi dances (1985), Mondi lontanissimi (1985).  Il 27 aprile 1987 debutta al Teatro Regio di Parma con un’opera lirica, Genesi, dove, su temi desunti dalla Bibbia, ha modo di attuare contaminazioni felicissima fra elettronica e orchestra, voci di impostazione lirica ed interpreti pop, registrati nell’album Genesi (1987). Nel 1988 proprio mentre giornalisti e critici iniziano a parlare di un suo possibile abbondono del mondo della musica leggera, Battiato pubblica l’album Fisiognomica, cui segue Giubbe rosse (doppio live del 1989, compendio della sua carriera di cantautore).

Nel 1990 scrive la colonna sonora del film-tv Benvenuto Cellini, nel 1991 pubblica l’album Come un cammello in una grondaia, dove riesce a far convivere la tragica denuncia di Povera Patria, con riarrangiamenti di opere classiche di Brahms, Beethoven e Bach. Nel 1992 presenta l’opera lirica di ispirazione mistica Gilgamesh, dedicato all’eroe orientale. Nel 1993 è la volta di Cafè de la paix, nel 1994 Messa arcaica, che l’autore presenta in molte chiese, e l’album live Unprotected. Poi il ritorno alla musica leggera, con L’ombrello e la macchina da cucire (1995), Battiato studio collection (1997), L’imboscata (1997), Battiato live collection (1998), Gommalacca (1998), e Fleurs (1999), che contiene sue riletture di La canzone dell’amore perduto, Era de maggio, Amore che vieni amore che vai e di altri classici. Con gli anni ’90 si è aperta una nuova fase della carriera di Battiato, segnata dall’avvio della collaborazione per i testi con il filosofo Manlio Scalambro, a partire dal 1994 con l’opera Il cavaliere dell’intelletto. Lo studioso fornisce alle liriche delle canzoni una forte intensità poetico-letteraria proiettando il lavoro di Battiato su un terreno ancora più alto: il corpo delle canzoni ne risulta potenziato e il moralismo che aleggiava in alcune canzoni ne risulta potenziato e il moralismo che aleggiava in alcune canzoni dell’artista siciliano ora appare giustificato dallo sforzo poetico-filosofico di forte tensione. Nel 2000 Battiato cambia etichetta discografica e passa con la Sony, pubblica: Campi magnetici (2000), Ferro battuto (2001), Fleurs 3 (2002), che contiene sue riletture di Ritornerai, Il cielo in una stanza, Impressioni di settembre e di altri classici. Nel 2003 Battiato pubblica Last summer dance, e si propone anche come regista del film Perduto amore, che racconta una vicenda fra musica, Sicilia e Milano scritta assieme a Sgalambro. E’ la storia della formazione di un giovane che, a metà degli anni ’50, parte dalla Sicilia e arriva a Milano, dove entra nel mondo della musica ma vorrebbe volare alto sul cielo della letteratura. Il film pare autobiografico anche se Battiato precisa: “non ho descritto la Sicilia della mia infanzia, non cioè della psicologia greve, anche se si scrive delle cose che si conosce”. Il film, sceneggiato dallo stesso Franco Battiato con il fido collaboratore, il filosofo Manlio Sgalambro, avrà quali interpreti: Luca Vitrano, Minni Bruschetta, Donatella Finocchiaro, Rada Rassimov, Corrado Fortua,  e la partecipazione straordinaria di Elisabetta Sgarbi, di Morgan dei Bluvertigo, di Gabriele Ferzetti, dello stesso Manlio Sgalambro (nel ruolo di un professore), nonché di Francesco De Gregori (nel ruolo di un musicologo che parla di catarsi e sciamani). La colonna sonora del film è composta da noti brani degli anni ’50 e ’60: Cinque minuti e poi… dei New Dada, Prigioniero del mondo di Lucio Battisti, Perduto amor di Adamo, La terza luna di Neil Sedaka, Non arrossire di Giorgio Gaber.  Battiato è riuscito nell’ardua impresa di avere sul set  un personaggio notoriamente schivo come Francesco De Gregori: “non è stato difficile – precisa Battiato – in musica abbiamo già lavorato assieme”. Possiamo allora concludere che il regista Battiato continuerà nella carriera cinematografica?” Battiato risponde: diciamo che adesso mi piacerebbe fare un film su Beethoven. Certo, prima però devo vedere come andrà questo…”

La tendenza del nuovo millennio è ormai quella di coloro che vengono dalla musica leggera che si danno al cinema o al musical (Dalla, Cocciante, Ligabue, e appunto Battiato) uscendo dai confini della forma-canzone. Battiato già preaannuncia un nuovo film sugli ultimi giorni di Beethoven: “non penserei mai alla Nona, ma al quartetto op.135”.  Già in passato Celentano ha interpretato decine di film come attore e si è anche diretto in quattro pellicole (Superapina a Milano, Yuppi Du, Geppo il Folle, Joan Lui) e Ligabue (Radio Freccia e Da Zero a Dieci). Nell’estate 2003 Battiato parte per un tour che lo porta in giro per l’Italia, in Spagna e in Svizzera, a metà concerto Battiato cede microfono e palco a Manlio Salambro, suo inseparabile collaboratore, per lo spazio di tre canzoni: l’ormai celebra cover di Me gustas tu di Manu Ciao, la versione sgalambrizzata di Accetta il consiglio di Linus, e Non dimenticar le mie parole di Bracchi-D’Anzi. Nell’ottobre 2003 esce Last Summer Dance, un nuovo album live. Artista colto, musicista sensibilissimo e poliedrico, affascinato dalle forme più spettacolari di comunicazione del mondo contemporaneo, Battiato, che dall’inizio degli anni ’90 ha lasciato una Milano che non riconosce più ed è tornato a vivere in Sicilia, in un dorato eremo in provincia di Catania, è uno dei cantautori meno meno etichettabili del panorama musicale italiano, in virtù del suo crescendo di esperienze, del suo eccletismo e di cambiamenti radicali. Nel 2007 è uscito il nuovo album IL VUOTO, e si prepara alla realizzazione di un nuovo film, NIENTE COME SEMPRE.

 

FLEURS 2

Esce il 14 novembre FELURS 2, conclusione della trilogia iniziata nel 1999 e proseguita nel 2002 con FLEUS 3 (eccentricità d'artista Franco aveva saltato il 2 che viene ora proposto). "Quando decisi di fare un brano di cover venivo dal successo di GOMMALACCA, il mio manager del tempo mi dette del pazzo; nelle sue stime il disco avrebbe potuto arrivare nella migliore delle ipotesi a 10.000-15.000 copie, mentre invece ne vendette 300.000 dando il via a un effluvio di progetti analoghi di cui mi sento in qualche modo responsabile". Fra i brani contenuti in FLEURS 2: ERA D'ESTATE di Sergio Endrigo, IT'S FIVE O' CLOCK degli Aprhodite's Child, BRIDGE OVER TROUBLE WATER di Simon & Gardfunkel, SITTING ON THE DOCK OF THE BAY, Ottis Redding duetta con Anne Ducros.  Inoltre due brani di Juri Camisasca (IL CAMELO DE ECTH e LA MUSICA MUORE), ET MAINTENANT di Gilbert Becaud, IL VENAIT D'AVOIR 18 ANS di Dalida (condivisa con l'iraniana Sepiteh Raisadt), IL SUO VELOCE VOLO, cover di FRANSKESTEIN di Anthony Johnson, CON PIU' TI AMO di Alain Barriere, e, inoltre, l'inedito TUTTO L'UNIVERSO UBBIDISCE ALL'AMORE in duetto con Carmen Consoli, e l'omaggio a Giuni Russo in L'ADDIO.