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FRANCESCO MATTEINI

Francesco Matteini nasce a Firenze il 6 giugno 1955. inizia l'attività giornalistica, nel 1975 nella redazione di Radio Libera Firenze e, dal febbraio del 1976 anche in quella di Tele Libera Firenze. Nel 1980 è tra i fondatori del quotidiano di Firenze "La Città". Nel 1982 diventa giornalista professionista. Dal 1982 al 2007 collabora a "La Stampa" di Torino. Nel 1988 passa al quotidiano "La Nazione". Nel 2008 (fino al luglio 2013) è al "Corriere Fiorentino". Da anni è commentatore sportivo delle emittenti fiorentine Radio Blu e Lady Radio. Del suo lavoro ha detto: “Il giornalismo è cambiato molto da quando ho iniziato. Ho vissuto in prima persona l’avvento dell’emittenza privata, con lo 'sdoganamento' avvenuto dopo la sentenza della Corte Costituzionale che nel 1976 dichiarò illegittimo il monopolio Rai. Ho contribuito al nascere dell’editoria locale, fondando insieme ad altri colleghi il quotidiano La Città. Passato alla Nazione, ho vissuto il tramonto della macchina da scrivere e l’avvento dei computer. Fino ad arrivare al connubio carta stampata siti web. Fare il giornalista oggi è una domanda che non ha una risposta univoca. È giornalista chi scrive su un giornale o confeziona un gr o un tg. Ma lo è anche chi fa il portavoce di un politico. C’è un fiorire di uffici stampa a cui ci si rivolge per pubblicizzare anche una recita scolastica. Ci sono tantissimi giornalisti-fai-da-te che aprono siti che trattano dei temi più svariati, senza conoscere neanche l’abc di questa professione. E molti altri che invece lo fanno come estremo tentativo di non restare, oltre che disoccupati, anche fuori dal giro. Perché il giornalista vive di contatti. L’agenda del telefono è il suo forziere. Meglio o peggio di un tempo? Francamente non saprei. Certo, oggi la professione è molto parcellizzata. C’è meno 'scuola di bottega' e maggiore preparazione teorica (scuole di giornalismo e facoltà universitarie dedicate). Il sindacato sta pian piano estinguendosi. Il settore sta attraversando una crisi senza precedenti. C’è anche più concorrenza fra mezzi diversi, più che fra testate. Un fenomeno che ha aspetti positivi e negativi. In fondo non ha senso chiedersi se la professione sia cambiata in meglio o in peggio. Certamente è cambiata e sta ancora cambiando. Ma indietro non si torna. Conviene impegnarsi per governare i mutamenti, non rimpiangere il passato”. (Ruggero Righini).