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FRANCESCO CATALDO

Francesco Cataldo nasce a Milano il 17 ottobre 1964 da una famiglia di origini salernitane, quale è il tuo primo ricordo radiofonico?

"ne ho diversi e non saprei ordinarli cronologicamente, ricordo la radio della domenica mattina con "Voi ed io" con Enzo Cerusico e "Gran varietà" che ricordo con Johnny Dorelli. La Hit Parade di Lelio Luttazzi e il programma di Paolo Giaccio quello con la sigla con l'eco: "Supersonic... onic onic... dischi... ischi ischi.... a Mach 2, due due"."

E il tuo primo ricordo televisivo?

"Una specie di fiction durante la "Tv dei ragazzi" che si chiamava "Ciuffettino"."

Francesco è ancora un bambino quando i genitori tornano a Salerno dove scopre per la prima volta un'emittente radiofonica alternativa alla radio di Stato: è il 1975 e Francesco girando la manopola dell'fm si imbatte in Radio Salerno 1.

Come sei arrivato al mondo della radio?

"Un pomeriggio entrai a visitare Radio Onda Libera che trasmetteva dal Lungomare Colombo a Salerno, proprio alle spalle di casa mia, restai a guardare il ragazzo che metteva i dischi per ore. Poi lui uscì a fumare, la puntina grattava in fondo al disco, io aspettai un po', poi mi feci coraggio presi un disco lo misi sul piatto ci feci cadere su la puntina con un botto perché il cursore era rimasto alzato e trasmisi il mio primo disco: "Dance dance dance" degli Chic mix by Savarese. Il boss passò mi vide seduto lì, io feci per scusarmi e lui mi chiese: "Ma che, sai mettere i dischi tu?" risposi di sì e mi invitò a continuare ma "Prendili da qui che quelli sono già andati in onda". Nei giorni dopo sono tornato. Il primo giorno fu il 17 febbraio del 1977, più che lavoro era volontariato però ho collaborato per quasi due anni, poi passai a Radio Salerno 1 per una primavera-estate e tornai a Onda Libera fino alla fine dell'80. Mettevo i dischi, li annunciavo, dediche e richieste più che altro, facevo regia ad altri. Ricordo una signora che faceva un programma di lirica con lo pseudonimo di Tatiana, deliziosa.  L'editore era la famiglia Zinno e la frequenza era 97.700 Mhz, c'era Mike D'Urso, italo-americano di Philadelphia che monitorava la mia pronuncia ed è mio amico ancora oggi e Armando, figlio dell'editore, che faceva il programma dance."

Negli anni salernitani Francesco collabora anche con Radio Salerno 1 e con Radio Panorama, due emittenti locali del periodo.

All'inizio degli anni '80 Francesco torna con i genitori a a Milano:   "la mia famiglia dopo aver vissuto a Milano dove sono nato era tornare ai luoghi d'origine, ma non durò molto e per dare a me e alle mie sorelle migliori prospettive lavorative, scelse di tornare nella Grande Mela italiana".  Anche a Milano non hai perso la voglia di fare radio, con quali emittenti hai collaborato agli inizi?

"La prima fu una piccola radio a Locate Triulzi di cui non ricordo il nome, era nella discoteca Mitropa. Mah, sto invecchiando!"

Era forse Radio Line?

"Si era proprio Radio Line, credo di esserci andato tre o quattro volte in tutto, era l'inizio del 1981. Prendevo 1500 lire per un'ora di trasmissione, ne spendevo 1400 di autobus per arrivarci! E faceva sempre un freddo gelido."
 

Nel 1981 arrivi a Radio Derby:

"iniziai come tecnico poi mi lasciarono condurre l'intrattenimento musicale, quello che oggi chiameremmo flusso. Ero giovanissimo e facevo regia a Franco Moccagatta (ex conduttore di "Chiamate Roma 3131" che spesso mi coinvolgeva nella diretta, all'attore Piero Mazzarella, ad altri due attori, Leda Celani e Roberto Marelli, che addirittura mi portarono a fare un provino per il doppiaggio. Sapevo che avevo tantissimo da imparare e loro erano maestri inusuali rispetto ai disc jockey di riferimento del momento.   A Milano frequentavo l'ITIS quando compresi che per questo mestiere mi sarebbe servito a poco, così nel 1981 smisi nel 1981 e affiancai al lavoro in radio lo studio della recitazione con Gianni Mantesi".

Che ricordi hai di Radio Derby?

"C'era Augusto Abbondanza che conduceva un notiziario sportivo e un programma musicale, c'era Tony Vandoni che sarebbe diventato il capo promozione della BMG e adesso a Radio Italia gestisce i rapporti con le case discografiche. Lella Pareti che anni dopo passò all'Ufficio Casting di Mediaset con Gianna Tani.  C'era Franco Nisi fu lui a prendermi a lavorare lì, poi ha lavorato con Mike Bongiorno e come autore a Domenica In e al Festival di Sanremo. .... Eravamo un bel gruppo e un po' di noi lavorano ancora insieme."

Alla fine del 1982 il salto a Radio Italia solo musica italiana di Mario Volanti (unica voce dell'emittente): "Radio Italia nacque come radio di sola musica, ma Mario Volanti voleva che fosse "viva" cioè che fosse evidente che non c'era in onda un nastro registrato. Mettevo dischi per tre ore, ogni tanto annunciavo la stazione, l'orario e poi conducevo lo "Spazio quiz" un giochino per coinvolgere gli ascoltatori."

Contemporaneamente parte Musica e notizie, uno dei primi programmi autoprodotti in onda su un centinaio di radio locali:  "credo di essere stato uno dei capostipiti dell'home studio in Italia, iniziai nel 1981 comprando un mixer Power, due piatti Technics molto economici e un Sennheiser 441. Pubblicai un annuncio su Millecanali e iniziai ad essere contattato della prime radio che comprarono il programma: 45 minuti al giorno per 6 giorni a settimana."

Anni intensi per tutti, anche naturalmente per te, Francesco, oltre ad andare in onda sulla prima Radio Italia solo musica italiana e su cento radio locali con  Musica e notizie hai anche collaborato con Novaradio, se non sbaglio?

"Si, due o tre mesi, mi ricordo che concordai con Giuliano Coacci, ma non ricordo l'anno, azzardo un 1984, poi tornai quasi subito a Radio Italia "

Dal 1985 al 1987 Francesco lavora per la redazione di Radio 105 e prosegue la produzione in proprio del programma Musica e notizie, iniziato nel 1981 e in onda tutti i giorni su altre 100 emittenti italiane.

Nel 1993 Francesco torna a Radio Italia come conduttore di Radio Italia di sera, programma basato sulle lettere dei radioascoltatori, "in capo a qualche mese molti artisti cominciarono a raggiungerci in studio per presentare il proprio in quel particolare spazio in onda fino a mezzanotte: Radio Italia di sera fu il programma in cui iniziamo a realizzare i live in studio, e proprio da quell'esperienza durata fino al 1998 nacque Serata con trasformato ora in Radio Italia live".  Nel 1996 ad Aulla Francesco è il primo presentatore del premio Lamezia.

Dal 1999 al 2006 è voce di Radio 24, emittente per la quale conduce I primi e gli ultimi (classifiche di cd, libri, dvd, cinema), Amici di famiglia (radio utile sui temi di spettacolo, lavoro, pensioni, sanità, fisco) oltre ad essere stato la voce dei notiziari del Gr24.

Nel 2007 il ritorno a Radio Italia solo musica italiana come conduttore della fascia oraria da mezzogiorno alle 14,00 e su Radio Italia Tv alle 14 come conduttore di Tra la musica. Nel 2010 è stato l'unico inviato di un'emittente italiana (Radio Italia) alle Olimpiadi invernali di Vancouver in Canada. All'attività radiofonica affianca quella fuori campo per la televisione e la pubblicità collaborando ai programmi di Mediaset (Studio aperto, I misteri della notte, Cadillac, Jonathan, Ciak, Prima pagina e altre), di Discover Channel, Mtv Italia, Telepiù+ e Stream Tv in seguito confluite in Sky.

Francesco, in tutti questi anni di radio avrai senz'altro mille anedotti da raccontare, quale è il più curioso?

Ricordo sempre con un sorriso uno scherzo di Max Venegoni a 105. Un giorno avevo appena aperto le "Notizie flash" delle 13.00, sono seduto e ho appena iniziato a leggere la notizia ma lo sgabello si abbassa e più si abbassa più io allungo il collo e mi protendo verso il microfono perché mi si senta. Poi quando capisco di essere vittima di un sabotaggio mi alzo ma credo che tutti abbiano capito che stessimo ridendo.

Cosa avevano le emittenti pionieristiche che manca ai network di oggi?

Avevano la spensieratezza, l'indagine d'ascolto era una cosa importante ma non era l'unica cosa importante. C'era più cuore e meno marketing. Penso che mi piacerebbe di più se capovolgessi la domanda: cosa hanno i network che mancava alle prime radio! Se me lo chiedi te lo dico.

Cosa hanno i network di oggi che mancava alle emittenti degli anni '70 e '80?

Indubbiamente i mezzi: elettronici e finanziari. E la credibilità che, per forza di cose, le prime radio private non potevano avere.

Cosa ne pensi del fenomeno webradio? Un ritorno alle radio locali degli anni '70?

No, quello è un fenomeno andato. Le webradio sono una cosa diversa perché non c'è la violazione dell'etere, la sfida alla RAI monopolista. Però le webradio sono fondamentali poiché quasi sparite le radio locali chi vuole iniziare non ha una palestra in cui allenarsi e mettersi alla prova. E bussare alla porta dei network, se va bene è un suicidio. Artisticamente dico.

Cosa ne pensi di un sito come www.storiaradiotv.it che cerca di recuperare storie di radio, speaker, giornalisti sconosciute ai giovani ed apprezzate dai "nostalgici"?

Dietro un microfono e un mixer sono nate carriere importanti in molti altri settori dello spettacolo. Recuperare questi frammenti della nostra storia è un modo per comprendere meglio il panorama attuale dello spettacolo italiano. Credo sia questo il merito del sito che avete creato.