Francesco Baccini
SONO STUFO DI VEDERE CERTE FACCE ALLA TV
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di Massimo Emanuelli

Francesco Baccini è stato uno dei protagonisti del reality Music farm, è un
vero peccato che un bravissimo cantautore, ironico ed auitorinico, così anomalo
nel panorama del “cantautorato italiano”, abbia perso la faccia partecipando ad
una tale trasmissione. Eppure Baccini è l’autore di una stupenda canzone, Sono
stufo di vedere certe facce alla tv, che sarà senz’altro condivisa da molti dei
lettori del nostro sito.
Francesco Baccini nasce a Genova il 4 ottobre 1960, studente di pianoforte al
Conservatorio, dopo avere fatto lo scaricatore presso il porto di Genova,
esordisce quasi per gioco nei locali notturni della sua città con un repertorio
fra il parodistico e al cabarettistico, che si rifà un po’ ai Bleus Brothers e
un po’ ai Queen. Mette insieme un repertorio di stampa
cantautorale-cabarettistico. Nel 1987 vince il premio dell’originalità al
Festival di Loano, nel 1988 la Cgd gli fa incidere il suo primo disco, Mamma
dammi i soldi, sigla finale del Festival di Sanremo. Nell’autunno 1988 il Premio
Tenco lo invita a Sanremo per la Rassegna della canzone d’autore. Nel 1989
pubblica il suo primo album Baccini Cartoons, che contiene canzoni
autobiografiche ricche di humor (Fotomodelle, Figlio unico, Armani cambiami il
look, Penelope), l’album viene premiato dalla critica musicale. Si esibisce in
una tournèe teatrale. Spopola nell’estate 1990 con i Ladri Di Biciclette, con
Sotto questo sole. Nel 1990 pubblica l’album Il pianoforte non è il mio forte,
album che contiene la famosissima Le donne di Modena, e la stupenda Genova
blues, in duetto con Fabrizio De Andrè. Nell’estate del 1990 spopola con I
Ladri di Biciclette con Sotto questo sole (1990), nel 1992 esce l’album Nomi e
cognomi che contiene fra gli altri i brani:
Antonello Venditti, Diego
Armando Maradona, Adriano Celentano, Renato Curcio, Giulio Andreotti e
Margherita Baldacci. Nel 1993 esce l’album Nudo, titolo anche dell’omonimo
libro pubblicato per Bompiani, Baccini si esibisce anche con Enzo Jannacci in
Canzoni in allegria. Gli album che seguono: Baccini a colori (1996), Baccini
Best & Friend (1997, che contiene il brano Senza te, scritto con Giorgio
Conte e presentato al Festival di Sanremo), Nostra signora degli autogrill
(1999, che contiene fra gli altri Mio fratello, Preghierina, Ballata di un
ragazzo qualunque). Nel 2001 esce Forza Francesco, il cd contiene anche Vado a
vivere in Norvegia, Chissà chi sarò, Quelli come me, e la cover Ballata
dell’amore cieco di Fabrizio De Andrè. Uscito in prossimità della campagna
elettorale del 2001 il cd contiene l’ironica Devo diventare come (Berlusconi) è
censurato dalla casa discografica. Nel 2002 esce il doppio live La notte non
dormo mai, che contiene la hit Mani di forbici, nel 2003 esce La notte non
dormo mai. Nel 2004 Baccini mette in musica Orcoloco, fiaba-rock scritta da
Andrea G.Pinketts.
Baccini sceglie la sua ironia, contro lo strapotere della tv e il protagonismo
dei presenzialisti del tubo catodico, recuperando il gusto di mettere alla
berlina santi e peccatori, che aveva caratterizzato gli album più riusciti.
Baccini si distacca dai colleghi cantautori per una naturale indole
autoironica, infrequente fra i colleghi, dotato di una notevole padronanza
della scena, i suoi motivi sono racconti ironici, folgoranti flash di vita
quotidiana, cartoons teneri e surreali. Nel 2004 Baccini è fra i protagonisti
del reality Music Farm, nel 2005 pubblica Stasera teatro!. Nel 2006 duetta con Povia a Sanremo, nel 2007
esce l’album DALLA PARTE DI CAINO, l’album contiene IL TOPO MANGIA IL GATTO, metafora
su come, a volte, a dispetto dei rapporti di forza, le cose possono prendere
una piega imprevista. Altri brani: NAVIGANTE DI TE, CENTRO COMMERCIALE (in cui
ironizza sul consumismo di massa), IL CIELO DI MILANO, una canzone in cui
l’amore e Milano nella sua affascinante bruttezza si fondono in una INNAMORATI
A MILANO del XXI secolo.. Attualmente
Francesco Baccini è impegnato nelle riprese di un film storico sulla Resistenza
italiana,
Sono Stufo Di Vedere Quelle Facce Alla Tivvù-ù-ù
Sono stufo di vedere quelle facce alla tivvù-ù-ù-ù-ù-ù-ù-ù
sempre uguali sempre quelle che ti danno anche del tu-ù-ù-ù-ù-ù-ù-ù-ù
Baudo Frizzi e Fiorello mi si appanna il cervello
Maik Bongiorno e Castagna la solita lagna-a-a uuuuuh-yeahhhhh
sono stufo di vedere i comizi alla tivvù-ù-ù-ù-ù-ù-ù-ù
sempre uguali sempre quelle che ti danno anche del tu-ù-ù-ù-ù-ù-ù-ù-ù
Fini Bossi Maroni m’hanno rotto i coglioni
D’Alema e Casini fan paura ai bambini
ma poveri bambini…
Allora io…
accendo la radio, è più salutare
e leggo un bel libro che non fa mai male
e invito gli amici quando voglio parlare e quando voglio saltare…
accendo la radio, è più naturale
e leggo un bel libro che mi fa pensare
e guardo la luna quando voglio sognare e quando voglio cantare
ah-ah-ah-aha… uuuuuuh-yeahhhhhhhhhhhhhhhhh
Sono stufo di vedere quelle oche alla tivvù
quà-qua-qua-qua-qua-quàqquà-qua
tutte fighe, tutte uguali ma non sanno dire bù-ù-ù-ù-ù-ù-ù
Marini Ambra e Noriega, è più eccitante una …BIIIIIIIP
Anna Falchi e la Sciffer sono donne dipinte, sì
peccato che siano finte
sono stufo di vedere i processi alla tivvù-ù-ù-ù-ù-ù-ù-ù
giù valanghe di parole per il gol che non c’è più-ù-ù-ù-ù-ù-ù-ù-ù
mentre fuori per strada c’è qualcuno che crepa
qualcuno che piange e si dispera, magari si fa una…peraaaaa
Allora io…
accendo la radio, è più salutare
e leggo un bel libro che non fa mai male
e invito gli amici quando voglio parlare e quando voglio saltare
accendo la radio, è più salutare
e leggo un bel libro che mi fa pensare
e guardo la luna quando voglio sognare e quando voglio cantare a-a-à
Accendo la radio, accendo la radio, accendo la radio
accendo la radio, accendo la radio, accendo la radio
e spengo la tivvù…
Accendo la radio, accendo la radio… e fallo pure tu
Accendo la radio, accendo la radio… e spengo la tivvù…
Accendo la radio, accendo la radio… e fallo pure tu
Accendo la radio, accendo la radio… e spengo la tivvù…
Accendo la radio, accendo la radio… e fallo pure tu
Accendo la radio, accendo la radio… e spengo la tivvù…