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FERNANDO MENICHINI

di Massimo Emanuelli

Fernando Menichini nasce a Firenze il 26 aprile 1963, fin da piccolo manifesta un grande interesse per la tv:. "I miei primi ricordi televisivi da telespettatore sono il programma dei ragazzi alle 17,00 su Rai 1 e l’indimenticabile Carosello, poi a letto ovviamente, come consuetudine. A volte, raramente i miei genitori mi permettevano di guardare lo show del sabato sera. Già da quei programmi più che seguire la trasmissione, guardavo le cose dal punto di vista tecnico, le inquadrature le scene, la regia.".  A metà degli anni '70 arrivano le emittenti private, la prima emittente nella quale Menichini si imbatte è Canale 48 di Firenze:  "Non mi perdevo una puntata della storica trasmissione de IL GIRLLO CANTERINO". Nell'autunno 1977 per caso Menichini si trova negli studi di Canale dei Bambini: "seguivo spesso su quell’emittente, nella programazione pomeridiana, una trasmissione dal nome “Pomeriggio insieme con..” nella quale venivano invitati i ragazzi a parlare delle problematiche giovanili anche con interventi telefonici in diretta. Durante lo svolgimento del programma invitavano i ragazzi a casa a partecipare alla trasmissione, cosi presi la cornetta del telefono e chiamai. La settimana successiva venni invitato. Era la prima volta che venivo ripreso in TV si immagini l’emozione per un ragazzo di appena 14 anni. Dopo la trasmissione, che tra l’altro si sviluppò sul tema degli effetti della televisione sui ragazzi, mi fecero visitare la stazione TV. Rimasi cosi affascinato da questo mondo, che in verità mi aveva sempre attratto, che domandai di poter ritornare. Cosi iniziai a passare qualche pomeriggio alla settimana. Non ero l’unico a frequentare l’emittente, si era formato un gruppo eterogeneo di ragazzi che si ritrovavano a passare i pomeriggi li, di li a poco iniziai a prendere le telefonate  per  una trasmissione in diretta di musica con dediche - il mitico “Disco Bimbo”- da prima a titolo gratuito, poi decisero di pagarmi con la formula della ritenuta di acconto, ci alternavamo ovviamente durante la settimana tra noi ragazzi. Eravamo tutti studenti."    Mentre fa il centralinista di DISCO BIMBO Menichini osserva i tecnici che lavorano, e impara il mestiere  "l'occasione di fare per la prima volta il cameraman fu in sostituzione di un tecnico che si era ammalato e per tanto il regista mi chiese se me la sentivo di fare le riprese, non me lo feci ripetere due volte. Era una cosa che sognavo da tempo, fin da quando avevo 10 anni poter manovrare una telecamera professionale vera. Avevo 15 anni! Da quella volta iniziai a fare il cameraman. Successivamente nell’Ottobre 1978 venni assunto a tempo indeterminato".  

Quindi si può dire che Fernando Menichini ha imparato il lavoro sul campo, a quel tempo non c'erano scuole, e fino a pochi anni prima c'era solo la Rai, non esisteva ancora tale professione...

"E’ vero.  Dopo la Rai non cera nulla, ma eravamo armati da uno spirito che ci permetteva di superare, anche con trovate geniali, qualsiasi ostacolo. Imparai come ho anzidetto, guardando prima da casa lo svolgersi dei programmi televisivi, poi all’interno della stazione TV chiedendo di volta in volta spiegazioni e consigli a chi vi lavorava, ma la verità sta anche e soprattutto, come posso dire,  nel fatto che “tecnici si nasce non si diventa” se posso citare, riadattata, una frase del grande Totò. Io me la sentivo nel sangue questa professione ero predisposto. Non so se mi sono spiegato..."

Di aneddoti ne avrà molti da raccontare, ce ne può dire un paio?

"Mah! Le dirò spesso ne accadevano, alcuni comici, altri tragici, li al C.d.B. vivevamo alla “garibaldina” sempre con il moschetto in mano e lo zaino sulle spalle. Non sapevamo mai cosa ci poteva accadere. Nulla poteva essere programmato, questo per me era molto positivo. Ritornando alla domanda uno tragico fu quando esplose un palazzo a Pisa e in 5 minuti decidemmo di partire per fare una diretta dal luogo della tragedia nella mia Tesi è citato. Per farla breve fu un impresa sopratutto dal punto di vista tecnico poiché  Pisa non era facile da collegare direttamente  su Firenze con il ponte radio, mancava la cosiddetta “portata ottica”, ma con una trovata geniale noi riuscimmo dove altri, ben più tecnicamente attrezzati, non potevano fare. Sempre in quel contesto Leonardo Conti ed io per 24 ore consecutive ci alternavamo tra le riprese e gli aiuti a scavare tra le macerie del palazzo crollato. Pochi credo avrebbero fatto ciò. Un altro fu in occasione del premio letterario Bancarella a Pontemoli nel 1978 dove vidi il mito dei giornalisti dell’epoca Romano Battaglia, che pensava di stravincere con il suo libro visto che in lizza c’erano scrittori sconosciuti. Invece vinse una donna e lui non si piazzò nemmeno tra i primi tre. Salì sul palco afferrò il microfono ed inveì sul vincitore, sulla giuria apostrofandoli in tutti i modi. Era la mia terza volta che effettuavo una ripresa in esterno, si figuri l’emozione. Ripresi tutta la “performance” del giornalista, ma il conduttore della trasmissione “Un libro per Voi”, per la quale ero stato mandato, pensò bene di non mandarla in onda, peccato."

Un suo ricordo di Mauro Montagni, è ancora in attività (non ci risulta), come ebbe l'idea di fare Canale dei Bambini?

"No,  Montagni non è più in attività come una volta anche se credo mantenga in vita una piccola tv dal nome Firenze Tv. Il Signor Montagni, come ci tiene a farsi chiamare, è una persona squisita. Un imprenditore intelligente ed audace, ma generoso con i suoi dipendenti. Un uomo di altri tempi, a lui  francamente devo molto. Montagni stava per cedere la sua prima creatura “Canale 48” che pensò di dar vita ad un’altra stazione TV, ma questa volta di tipo tematico, come oggi ce ne sono tante. Una TV dedicata ai giovani  fatta dai giovani poiché all’epoca non esistevano. La scelta cadde appunto su una Tv  rivolta al panorama giovanile. Fu una scelta originale ed azzeccatissima. Pensi che io ero uno dei più giovani come età."

Il famoso furgone di regia mobile (ricordato da alcuni nostri lettori via email) ci può ricordare qualcosa?

"Ma è davvero famoso questo furgone allora? Il nostro furgone di regia mobile fu comprato, già allestito, da Teletoscana 1 di Calenzano. Il proprietario di Teletoscana 1 un certo Palandri di Prato lo aveva esportato dall’Inghilterra e trasformato in regia mobile, in origine tale furgone era impiegato per  la consegna del latte, se vedete certi film o telefilm inglesi del 1970 lo riconoscete è un Ford Transit modificato a tre posti anteriori con un grandissimo parabrezza. Il nostro furgone è stato uno dei pochi in Toscana ad essere inquadrato come professionale. C’era tutto, 2 videoregistratori di cui uno a bobina da 1 pollice Ampex. Poteva gestire fino a 4 telecamere a colori, mixer video con effetti elettronici, poteva sincronizzarsi con la stazione TV base, aveva un generatore di corrente e un trasmettitore tv per il ponte radio per le dirette autocostruito, 4 microfoni, un parco luci invidiabile da 25kw, aria condizionata. Lo chiamavamo “Il Bimbo” Con questo mezzo abbiamo realizzato tantissime dirette in tutta la Toscana. A differenza di altri furgoni il nostro pur essendo professionale si poteva spostare da un posto ad un altro con facilità, pensi che in occasione di un uomo che si era gettato in Arno nel 1981 ci spostammo con il furgone mentre la diretta andava in onda da un ponte ad un altro per seguire le ricerche."

Ci può raccontare qualche altro aneddoto da lei vissuto dietro le quinte? "Ne cito due soli, ma comici, il primo accadde sul finire della mia permanenza a Teleregione durante le riprese per la realizzazione della sigla di un programma “Aloha Disco Show” un giovanissimo  e incontentabile Carlo Conti stava mettendo a dura prova i nostri nervi con continue richieste e modifiche ad un certo punto, durante una pausa, un mio collega esasperato si rivolse a me esclamando “Certo che questo Conti è proprio un rompi... ecc ecc “ io diventai bianco in volto poiché mentre pronunciava la frase dietro di lui si materializzò la persona interessata al commento. Credo che non avesse capito che stavamo parlando di lui o almeno spero dal momento che non ci disse nulla. Il secondo accadde dopo il termine di una trasmissione di televendita “PlayShopping” un cameraman a cachet che si portava sempre con se la consorte davvero inguardabile chiese insistentemente al vignettista Alberto Fremura, ospite fisso della trasmissione, se poteva disegnare una caricatura della moglie, da buon livornese che era gli rispose ad alta voce “ma che vuoi che disegni, è già una caricatura!” tutto lo studio lo sentì con risata generale"

Perchè finì Canale dei Bambini? 

"Voglio precisare che C.d.B. finì come identificativo della stazione non come spirito che ci aveva sempre motivato. Il C.d.B.  dovette necessariamente cambiare nome, in quanto il palinsesto nel tempo non aveva più una programmazione orientata ad un pubblico giovane, trasmettevamo corse al trotto, al galoppo, tennis, calcio, trasmissioni sull’arte pittorica, trasmissioni promozionali ecc. ecc, secondo la pubblicità che ci passava l’agenzia non era orientata ad un pubblico giovanile, pellicce, automobili, cucine componibili ecc. ecc. Insomma sarebbe stata una forzatura voler ancora chiamare la stazione Canale dei Bambini. In un primo momento aggiungemmo, oltre a Canale dei Bambini, la scritta “e dello sport”, poi durante l’estate del 1979 mettemmo in ponte l’idea di trovare un nome nuovo. Brevemente da prima si pensò a realizzare addirittura 2 emittenti TV , ma poi venne scartata per gli eccessivi costi di gestione. Ci concentrammo sul trovare un nome facile, prestigioso e che rispecchiasse pienamente il genere della nostra tv. Alla fine optammo per Teleregione Toscana. più semplicemente Teleregione . Perfetto, meglio di così non potevamo scegliere. Il problema grosso era legato al fatto che in quegli anni molti apparecchi tv erano senza memoria dei programmi ovvero multicanale, ma a ricerca manuale. Un cambio di nome significava una scomparsa per il teleutente. A questo ovviammo con una martellante campagna di spot che informavano del cambio del nome e sulla nuova programmazione."

Nel 1980 Menichini viene "prestato" per tre mesi, insieme ad un altro tecnico, per avviare i programmi di Canale 10 Videotoscana: "due videoregistratori, 3 monitor, 1 Tbc ed 1 modulatore, il titolare era uno sconosciuto milanese che si chiamava Silvio Berlusconi...   ultimati gli impianti la stazione prese il nome di Canale5.".  Nel 1982 Menichini passa a Tele37, come arrivò a questa emittente?

"Lo sapete l’ambiente televisivo è in fondo piccolo, specie quello fiorentino, dopo l’esperienza di Teleregione  collaborai dal Settembre 1983  per un anno con Tele37 dell’Arch. Oreste Poli, poi decisi di terminare gli studi e abbandonai il settore con la speranza di farvi rientro con un diploma. Mai decisione fu tanto errata."  

Anche su Tele37  avrà qualche aneddoto da ricordare: "A dire il vero di aneddoti ce ne furono pochi, in quanto, a differenza di Teleregione, la produzione di programmi in proprio era molto inferiore e perciò il contatto con il pubblico e con i conduttori era pressoché inesistente. Posso citare di una leggenda che si narrava. Forse pochi sanno che la prima sede di Tele37 era in un ex convento di suore in via B. da Maiano, la stessa dove fu girato il Film Le sorelle Materassi. Gli ambienti erano vastissimi. L’edificio era a forma di L a 2 piani. Solo una piccola parte era impiegata per gli studi televisivi Orbene si narra che la notte si sentiva il rumore dei passi del fantasma di una suora che camminava nell’immenso corridoio al primo piano nell’ala non utilizzata dalla TV. Io di notti ce ne ho passate diverse a lavorare, ma di questo fenomeno in verità non ho mai sentito nulla." 

Menichini intanto consegue il diploma di Perito in Elettronica Industriale, ma ormai è uscito dal mondo della televisione, lo dice con rimpianto: "Una volta uscito per poter terminare gli studi medi superiori, e tentare il salto di qualità, non c’è stato modo  di rientrare. E’ un cerchio chiuso. Se esci non puoi più rientrare. D’altra parte non avevo scelta, o lavoravo, o terminavo gli studi. Scelsi la seconda...  Dopo quella bella ed indimenticabile esperienza e un recente passato politico mi occupo di compra vendita di automobili, ma ciò non toglie ritornerei volentieri a lavorare in TV. Nei ritagli di tempo restauro vecchie radio e tv, insomma in definitiva non riesco a stare lontano da quelle macchine infernali."

E in effetti la televisione e Canale dei Bambini, la "sua" televisione, sono state anche l'argomento della tesi di laurea di Fernando Menichini "Mi sono laureato in Scienze Politiche indirizzo Politico Sociale, Relatore il Prof. G. Bechelloni. Il titolo della Tesi è Storia della Tv privata, il caso in Toscana di Canale dei Bambini. Francamente ero indeciso di proporre al Professor Bechelloni  questa tematica, ma lui invece approvò con entusiasmo poiché, come disse in fase di esposizione agli altri relatori, si trattava per la prima volta di un’esperienza diretta dell’analisi del fenomeno delle TV così dette libere. Il Prof. Bechelloni è un sostenitore di questo tipo di analisi, quasi tutti i suoi testi sono incentrati su questo metodo, e mi dette praticamente carta bianca e per questo gli sono riconoscente."

Il nome degli autori, sceneggiatori, scenografi, addetti alle luci, al suono ecc, registi, tecnici, produttori non viene ricordato, soltanto noi "addetti ai lavori" guardiamo i titoli di testa, i titoli di coda ecc. con attenzione, non trova che sia frutto dei tempi (ahimè disgraziati) dove qualsiasi cretino che appare in video è un divo, un tempo la Rai aveva collaboratori come, tanto per fare qualche nome, Cesarini da Senigallia, Marcello Marchesi, Maddalena Yon, ecc. che costruivano le trasmissioni sui personaggi ma anche fra i conduttori vi era maggiore professionalità.  Per le tv private il discorso è diverso, almeno per quanto riguarda le emittenti di cui conosco la storia, ma credo valga lo stesso discorso per tutte.  Vi era più improvvisazione, il mestiere ce lo si doveva inventare, ma vi era la possibilità di sperimentare, innovare, come ci ricordava anni orsono il compianto Beppe Recchia, proprio perchè le tv private erano povere di mezzi, scenografie, macchinari, il pubblico faceva la funzione coreografica ecc.

"Aggiungerei anche Romolo Siena, Nanni Loi ed Eros Macchi tra i registi Rai. Si concordo pienamente. Anni fa scrissi su un giornale a diffusione regionale un articolo dal titolo “A’ ridatece Bernabei” Ovvio che si trattava di una serrata analisi di confronto e critica su quello che lei ha citato nella domanda. E’ vero eravamo all’arrembaggio (o allo sbaraglio?), tutti, nessuno escluso. Scarsi mezzi, ma tanta voglia di “fare televisione”. Chi pensava di lavorare con competenze strette non poteva far parte di noi. Io stesso ho fatto il centralinista, preparavo lo studio TV, taravo le telecamere, facevo le riprese, il regista, il montaggio r.v.m., la realizzazione di apparecchi autocostruiti per l’emittente (tipo quadri ad incroci, prolunghe microfoniche e per telecamere, impianti illuminazione, progettazione regia ed emissione ecc ecc,) allestimento dirette tv con il furgone di regia mobile, assistente e luci per le riprese (c.d. reggifaro), portavo i palinsesti settimanali alle testate giornalistiche fiorentine. Una volta per malattia del conduttore anche speaker del programma “Disco Bimbo” per una puntata. Questo secondo me non era negativo, anzi ci permetteva di risolvere qualsiasi problema da soli senza aiuti esterni.

Quali sono stati (a parte quelli per cui ha lavorato) gli altri pionieri dell'emittenza privata fiorentina e toscana (registi, editori, conduttori)?

"Il “rivale” di Montagni era l’eclettico Mauro Ballini, scomparso anni fa, patron di TLF (Tele Lbera Firenze.) ma in verità all’inizio TLF era per metà di Mauro Montagni, poi per divergenze anche politiche Montagni fu liquidato da Ballini con una serie di appartamenti a Maratea. Ballini era famoso, nel nostro settore, per aver gestito l’emittente TLF con la formula dello scambio pubblicitario. In pratica comprava materiale e lo pagava con spot pubblicitari che mandava in onda sull’emittente, cioè mi spiego, acquistava per esempio mobili e poltrone per gli uffici e li pagava facendo una programmazione di spot pubblicitari. E così anche per tutto il resto. Geniale a dir poco. Di personaggi che hanno contribuito nel panorama fiorentino e che conosco personalmente ne cito solo tre, come Franco Ligas con il quale ho collaborato per tanto tempo negli ippodromi e nelle cronache di tennis adesso ad Italia 1, Enzo Baldini, giornalista adesso del tg3 Regione Toscana, Carlo Conti  del quale non c’è bisogno di dire nulla. Un ultimo personaggio senz’altro famosa è la Cesara Buonamici di TLF, adesso a Canale 5, ma non ho mai avuto occasione di conoscerla personalmente".

Oggi Fernando Menichini guarda la televisione?

"A dir la verità poco sia per gli impegni di lavoro, sia perché non mi piace più il modo di fare programmi. Il mio ridotto palinsesto personale consiste nell’ascoltare la rassegna stampa la mattina su Radio Radicale, il Tg delle 20,  Otto e Mezzo su La7, Porta a Porta di Rai 1 e/o Matrix di Canale 5. A volte qualche trasmissione di carattere storico."

Grazie dottor Menichini, per avere vissuto i tempi pionieristici dell'etere toscano, per essersi laureato (credo fra i primi in Italia) con una tesi su una televisione locale, un posto a pieno diritto nella storia delle tv regionali, e pertanto nel nostro sito, lo merita a pieno diritto.