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EUROPA RADIO

Emittente di Milano, nata nell'aprila 1976 per iniziativa di Sergio Leotta e del Conte Claudio Bellavitis, dapprima la sede era in via Carlo Ravizza, quindi si trasferì in via Bergognone, infine in via Tortona 14, direttore artistico Popi Bonnici, la frequenza era 88,3000 mhz, fra i collaboratori Micky Micheli (oggi a www.radioblabla.net), Luca Rambaldi e Benny Bove (poi a Radio Kiss Kiss).

Europa Radio nasce nell'aprile 1976 a Milano, sugli 88,330 MHz, fondata da Claudio Savoldi Bellavitis (Klaus) e da suo zio. All'inizio è una radio commerciale apparentemente come tante se ne trovano nel presto affollato etere cittadino, ma presto si costituisce una fortissima identità, che negli anni a seguire la renderà unica nel panorama musicale milanese e forse italiano. La radio meneghina diventa probabilmente la prima stazione tematica italiana: solo Jazz e musica affine, 24 ore su 24. Ad animarla e condurla sono due cultori del genere che l'hanno rilevata poco dopo l'inizio delle trasmissioni dai fondatori: Elda Botta (scomparsa qualche anno fa), donna di grande cultura che dà il taglio artistico alla stazione e Sergio Leotta che si occupa prevalentemente degli aspetti tecnici. L'emittente ha inizialmente gli studi in Via Bergognone 31; poi, nel 1983, si trasferisce nella vicina Via Tortona 14, in una bella casa di ringhiera vicino ai Navigli, dove rimarrà fino alla chiusura. La nuova sede è spaziosa ed accogliente ed è dotata di studi dove gli artisti del jazz possono addirittura esibirsi con sessioni dal vivo (l'emittente arriverà ad avere una propria band: la Europa Radio All Star Jazz Band di Duccio Castelli, ancora in attività cfr. foto). Europa Radio è una stazione di grande carisma, dal pubblico elitario, appassionato al jazz ed alla grande musica americana anni '40, '50, '60 in generale. Come ha dichiarato recentemente Sergio Leotta: "Questa scelta di qualità è nata dalla volontà di combattere il dilagare di trasmissioni tutte inesorabilmente uguali, dal desiderio di portare avanti un discorso di informazione musicale e culturale per un pubblico che sa apprezzare un particolare ed esclusivo stile musicale, oltre che dall'amore per la buona musica". Negli anni '70 e '80 la stazione forma "un pubblico fedele, di fascia culturale medio/alta e di audience costante", ricorda Leotta, e ciò anche grazie al fatto che "Europa Radio ha potuto creare nel tempo un archivio di oltre 15.000 ore di repertorio musicale esclusivo e per lo più inedito, che non si può ascoltare sintonizzandosi su altre emittenti". Elda Botta e Sergio Leotta si sono avvalsi del contributo dato dagli interventi "in diretta" ai microfoni di Europa Radio "da parte di grandi jazzmen presenti sulla scena internazionale e di critici, giornalisti, programmatori e tecnici tutti accomunati da una grande passione per la buona musica". I brani che Europa Radio proponeva all'ascolto non formavano una playlist casuale, ma erano "frutto di una scelta pensata e ordinata, spesso accostando diverse interpretazioni dello stesso brano per dar modo agli ascoltatori di confrontare fra loro le diverse esecuzioni". "Un mix musicale intelligente, piacevole, rilassante e non interrotto dalla pubblicità" e ciò anche perché l'emittente, negli anni d'oro, si finanziava grazie ai contributi economici degli ascoltatori, che volentieri si facevano carico delle spese, oppure attraverso sponsorizzazioni di poche, grandi, società che volevano che il proprio messaggio non si perdesse nel chiacchiericcio degli spot che imperversavano sulle radio omologate. La stazione aveva però una sofferenza congenita: grandi problemi di sintonizzazione l'affliggevano dalla nascita. Il ripetitore principale per Milano (88,300 MHz), sito in periferia, sulla Torre di Via don Rodrigo (foto) non riusciva (nonostante l'altezza del palazzo che lo ospitava) a garantire un dignitoso ascolto nelle aree opposte della città e ciò anche in conseguenza della particolarità della musica trasmessa, sensibile per natura ai disturbi, causati in particolare dalla limitrofa frequenza 88,150 MHz di un'altra antica stazione milanese, Radio Milano Palmanova, posta sul versante opposto della città. Operando a soli 150 KHz di interdistanza, le due emittenti meneghine collassavano nell'ascolto in prossimità dei rispettivi punti di emissione (tanto che, per un certo periodo a cavallo tra gli anni '70 e gli anni '80, Europa Radio testò l'utilizzo della frequenza 88,450 MHz, salvo poi ritornare su quella originaria a seguito delle lamentele di terzi). In realtà, almeno dalla seconda metà degli anni '80, molti problemi di interferenza Europa Radio li creava da sé, avendo attivato una serie di impianti isofrequenziali assolutamente incompatibili. Dopo aver tentato infruttuosamente nel 1979 l'installazione di un impianto dalle scarse potenzialità a 88,300 MHz a Lainate (Milano), nel tentativo di illuminare il nord-ovest della provincia, Europa Radio aveva deciso di potenziare il proprio servizio attivando altri due relay a 88,300 MHz: l'uno a Brunate (Co) per il servizio sull'area metropolitana di Como e l'altro in quota, a 1100 metri s.l.m., a Civiglio (Co), da dove trasmetteva con diversi Kw in direzione del capoluogo lombardo (quindi compromettendo l'ascolto del proprio impianto cittadino, che in molte aree della città finiva per avere un'intensità di segnale uguale o inferiore a quello montano, rendendo di fatto inudibile il programma). Le difficoltà di ricezione unite ad una certa stanchezza dei fondatori e ad alcune difficoltà economiche sopravvenute per disaffezione del pubblico, avrebbero poi condotto alla sofferta decisione del 1998 di cedere le frequenze. L'emittente, infatti, aveva iniziato a manifestare pubblicamente la propria sofferenza economica e strutturale. Dichiarava in un'intervista al Corriere della Sera del 28 agosto 1996 Elda Botta: "Per sette anni Europa Radio si e' mantenuta da sola: una sede modesta, poca potenza, niente pubblicita' e musica selezionata anche grazie ad interventi diretti dei musicisti e degli ascoltatori. Poi visto il numero sempre crescente di appassionati abbiamo fatto un salto di qualita': nuova sede, sala di registrazione. Pensavamo che, se i fans avessero contribuito con sole 50 mila lire a testa, avremmo potuto fornire musica per 24 ore al giorno senza il fastidio delle pubblicita' commerciali. Non ci siamo riusciti. Abbiamo allora offerto delle sponsorizzazioni mirate ma anche in questo caso l'idea accolta con favore da alcune grandi societa' ha dovuto poi subire l' aggressione della televisione. Ora, dopo vent'anni, dobbiamo spegnere". "Eppure - ricordava la fondatrice - da Europa Radio sono passati grandi jazzisti sia italiani sia stranieri. Nella sua piccola sala di registrazione sono maturati progetti che hanno poi percorso l' Italia. Anche il grande Gorni Kramer amava passarci qualche ora conversando in diretta con gli ascoltatori. E lo storico violinista Joe Venuti quando arrivava a Milano non mancava mai di fare un salto alla radio e cosi' facevano il lirico Chet Baker e Hugo Pratt, il disegnatore ma anche jazz fan e lui stesso musicista, e altri intellettuali. Negli archivi di Europa Radio ci sono migliaia di ore di registrazione, esclusive jam session realizzate dal vivo che farebbero la gioia di ogni collezionista". Così, in breve, la frequenza di una delle più antiche e caratteristiche radio milanesi finì alla nascente GR Parlamento RAI, che, peraltro, rilevò anche la frequenza 88,150 MHz di Radio Milano Palmanova e la 88,300 MHz di Radio Ritmo da Campo dei Fiori, sopra Varese (ponendo fine a due storici contenziosi). Ancora oggi gli antichi impianti 88,300 MHz di Civiglio (foto) e di Como (quello isofrequenziale di Milano è stato opportunamente disattivato) veicolano i programmi di GR Parlamento evocando la memoria di Europa Radio ai nostalgici. Sergio Leotta, chiusa l'esperienza radiofonica via etere, si è trasferito in Costa Azzurra. Ma il richiamo del medium è stato evidentemente troppo forte visto che, a sorpresa, dall'anno scorso Europa Radio è resuscitata via web dalla Francia, dove può essere ascoltata in streaming. Potenza del Jazz.

Massimo Lualdi

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