Eugenio Fianrdi
INNAMORATO DEL BLUES E DELLA RADIO
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Eugenio Finardi fu uno degli animatori di Radio
Milano Centrale, storica
emittente milanese dalla quale nacque successivamente
Radio Popolare. La canzone
La radio gli venne in mente mentre usciva dagli studi dell’emittente milanese,
tornato a casa la scrisse di getto. La radio si può considerare il simbolo delle
emittenti libere degli anni ’70, Finardi la eseguì anche dal vivo negli studi di
Radio Milano Centrale.

Eugenio Finardi nasce a Milano il 16/7/1952, cresce in una famiglia d’arte
(padre italiano tecnico del suono e madre americana cantante lirica). “Amavo la
musica già prima di nascere. Sono stato assalito dalla musica quand’ero
nell’utero di madre, un soprano che non ha mai smesso di inton
are arie. La
musica è componente innata della mia vita, quasi una condanna”. Nel 1960 Eugenio
ha nove anni ed esordisce con una canzone per bambini, Palloncino rosso fuoco.
Adolescente Eugenio, con Alberto Camerini e Walter Calloni, da vita al gruppo Il
Pacco che si esibisce nei locali dell’hinterland milanese e del nord Italia. Fra
il 1969 e il 1970 inizia a suonare imitando con la voce e con l’armonica il
decano del blues americano John Mayall, all’inizio degli anni ’70 esegue pezzi
alla Joe Cocker con il complesso di Marino Marini al Wanted di Milano. Incide il
suo primo album, in inglese, nel 1973 con la Numero Uno, la casa discografica di
Battisti. Entra quindi in contatto con Claudio Rocchi e gli Stormy Six, darà
anche vita al gruppo di effimera durata Il Pacco. Nel 1974 pubblica non gettate
alcun oggetto dai finestrini con la collaborazione di Alberto Camerini (chitarristista
poi anch’egli cantautore) per la Cramps, una delle cosidette “etichette
alternative”. Inizia a fare serate, il suo primo successo di folla è al concerto
del Parco Lambro del 1975.
Fra il 1975 e il 1976 esplode a Milano il boom delle radio libere, Eugenio
trasmette ed è uno degli animatori di Radio Milano Centrale, storica emittente
milanese dalla quale nacque successivamente Radio Popolare. La canzone La radio
gli venne in mente mentre usciva dagli studi dell’emittente milanese, tornato a
casa la scrisse di getto. La radio si può considerare il simbolo delle emittenti
libere degli anni ’70, Finardi la eseguì anche dal vivo negli studi di Radio
Milano Centrale.
Nel 1976 esce il secondo album di Finardi, Sugo, che contiene Musica ribelle ,
sorta di manifesto musicale delle “nuove generazioni”, nonché la già citata LA
RADIO. Seguono Diesel (1977), Blitz (1978), Roccando rollando (1979). Gli anni
’80 segnano una svolta per Finardi, si distacca dal politichese e presenta album
sentimentali, sempre musicalmente validi: Finardi (1981), Secret streets (1982),
Dal blu (1983), Strade (1984), Colpi
di fulmine (1985), Dolce Italia (1987), Il
vento di Flora (1989). Negli anni ’90 Finardi, continua, seppur con minore
successo rispetto ai decenni precedenti, ad incidere dischi: La forza dell’amore
(1990), Millennio (1991), Acustica (1993), Occhi (1996), nel 1999 presenta la
Festival di Sanremo Amami Laura. Nel 2001 pubblica La forza dell’amore 2 e Fado,
nel 2002 pubblica l’album Cinquant’anni, tredici brani meno noti del suo
repertorio, ma tuttavia degni di non cadere nel dimenticatoio. Alla fine del
2003 esce Lo spirito e il silenzio. Rocker della prima ora, cantautore
politicizzato negli anni ’70, Finardi ha abbandonato tale strada accorgendosi
come fossero velleitarie le idee di allora (subì contestazioni, “autoriduzioni”,
ecc.), e negli anni ’80 e ’90, pur senza perdere le proprie origini rockettare,
si è rivolto ad un repertorio più melodico. Nel 2005 esce Anima blues.
L’Eugenio Finardi del 2005 è un uomo maturo, con tre amori nel cuore: la musica,
la radio e Milano.
Milano oggi? “Purtroppo mi sembra culturalmente spenta. Ad esempio non ci sono
posti per suonare. Sono considerati grandi eventi quelli legati alla televisione
commerciale. La gente è in crisi, è evidente. Milano è sempre una città di
destra. Oggi sono arrivato a rimpiangere le amministrazioni del passato”.