Ettore Andenna
UN MITO DIMENTICATO
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Ettore Andenna è stato per me, allora adolescente, dapprima una voce
amica, Radio Montecarlo era a quei tempi troppo “ardita” per un bambino di dieci
anni. Poi è stato un volto, un personaggio da imitare, giovanissimo studente
delle scuole medie partecipai a Il Dirodorlando, mitica trasmissione per i
ragazzi condotta da Ettore Andenna, regia di Cino Tortorella, in redazione
Davide Rampello, attuale Presidente della Fondazione Triennale. Se oggi insegno,
scrivo e mi occupo di televisione, lo devo anche a quell’esperienza televisiva.
Ma che cosa faranno i giovani d’oggi che fanno comparsate in trasmissioni idiote
quanto loro?

ETTORE ANDENNA AI TEMPI DI RADIO MONTECARLO
Ettore Andenna nasce a Milano il 13 giugno 1946, milanese da parte
materna e paterna, da oltre tredici generazioni, ci tiene a precisare. La sua
prima scuola milanese è il Collegio San Carlo, in Corso Magenta, qui frequenta
le scuole elementari, le medie e il liceo: “fui bocciato alla maturità perché
insufficiente in matematica, fisica, francese, e scienze, il mio sogno era
quello di fare l’ingegnere. In seguito ho frequentato i corsi di avviamento alla
regia al Filodrammatici, mente di giorno vendevo automobili.” Nel 1967 arriva a
Radio Montecarlo, l’esordio avviene il 12 dicembre, in pochissimo tempo Andenna
diventa una delle voci storiche dell’emittente monegasca, alternativa alla Rai,
con Jocelyin, Awana Ghana ed Herbert Pagani.
Nel 1972-73 l’esordio in televisione, Andenna conduce Scacco al Re, programma
per ragazzi in onda il sabato pomeriggio, nelle stagioni 1973/74 e 1974/75 è la
volta del Dirodorlando, un programma cult, che tutti i quarantenni ricordano
ancora oggi. Nel 1973 Andenna si sposa con Diana Scapolan, ex miss Europa e miss
cinema Italia, che gli darà quattro figli: Giovanni, Giaele, Gian Luigi e
Gabriele. Nel 1975 Andenna collabora con
TeleAltomilanese, una delle prime
emittenti private italiane. A
TeleAltomilanese Andenna lancia come autore e
presentatore "Settimo Round", la prima trasmissione pubblicitaria della
televisione italiana con partecipazione diretta dei telespettatori. Nel 1976
“mamma Rai” chiama Andenna per condurre Giochi sotto l’albero, versione
natalizia di Giochi senza frontiere, tale esperienza si ripeterà nel 1977 e
1978, in questi ultimi due anni conduce anche Questa pazza pazza neve, e,
insieme a Milly Carlucci, l’edizione estiva dei Giochi. Nel novembre 1977
Andenna prende parte al battesimo di
Antenna 3
Lombardia, idea e presenta programmi come Fil rouge, e, soprattutto,
La bustarella,
programma entrato a pieno diritto
nella storia della televisione italiana.


ETTORE ANDENNA CON ENZO MELI (AI TEMPI DI TELEALTOMILANESE), CINO TORTORELLA, DIANA SCAPOLAN, ETTORE ANDENNA ED ENZO MELI AI TEMPI DI ANTENNA 3 LOMBARDIA
Il programma dura sette anni consecutivi, per un totale di 280 puntate, la
trasmissione viene definita la ‘Cro-magnon’ delle tv private italiane. La
bustarella andava in onda il giovedì sera, e in qualche caso, al Nord, Andenna
batte Mike Bongiorno. Un altro programma cult di Andenna versione prima
Antenna 3
Lombardia: è Classe di ferro, gara fra scolaresche.
All’inizio degli anni ’80 Andenna viene nominato Direttore generale di
Telemontecarlo: “allora Tmc costava 8 miliardi e ne incassava 40, rimasi in tale
carica fino al 1982, anno in cui l’emittente venne ceduta dai proprietari alla
brasiliana Rede Globo e alla Rai”. Nel 1984 Andenna si candida nelle fila del
Psdi deputato al Parlamento europeo, si può dire che è uno dei primi personaggi
dello spettacolo ad entrare in politica. Ma Andenna, a differenza di molti altri
personaggi, dello spettacolo e non, che brillano per le loro continue assenze
dalle aule parlamentari e per la loro incompetenza, è il nono su 612 deputati
europei come presenze, presenta anche settantun proposte di legge, e due, che
portano naturalmente il suo nome, vengono approvate; è membro della commissione
di controllo sul bilancio e della commissione Informazione, cultura e sport. Nel
1984 lavora a Rete A dove propone Montecitorio, un programma che riprende la
formula de La bustarella, ma che sarà sospeso a causa della satira, ritenuta
troppo irriverente alle istituzioni.
Nel 1989, nonostante sia stato invitato a ricandidarsi addirittura dal
segretario generale del Parlamento europeo, lascia Strasburgo per tornare in
Rai. Nel 1991 Andenna lascia Milano per trasferirsi nel Monferrato dove avvia,
fra Asti e Casale, un’azienda agricola: “48 sono gli ettari della tenuta – mi
dice – 3 dei quali occupati dal vigneto. Produco 11.000 bottiglie all’anno di
vino: 7.000 di grignolino e 4.000 di barbera.”
Dal 1991 al 1996 Andenna conduce Giochi senza frontiere, instaurando un nuovo
stile che viene tuttora seguito dai conduttori di tutte le nazioni europee
partecipanti alla trasmissione. È infatti il conduttore che ha presentato più
puntate di "Giochi senza frontiere" nel mondo, contandone al suo attivo ben 103.
Ma Ettore non si dimentica delle tv locali: nella stagione 1994/95 conduce
infatti su TeleNorba il varietà Piazza d’uomo con Fabrizia Carminati. Nel 1997
presenta da Dublino l’ultima edizione dell'Eurofestival a cui la Rai, e quindi
l'Italia, abbia partecipato. Sempre nel '97, in veste di Gran Cerimoniere,
inaugura i Campionati del mondo di sci alpino del Sestriere. Ancora nel 1997
viene chiamato dalla Fiat come Gran Cerimoniere trilingue (Andenna è poliglotta:
parla correttamente inglese e francese, a differenza di molti attuali conduttori
odierni che non sanno nemmeno parlare in italiano corretto…) ai Campionati del
mondo di sci alpino del Sestriere. Il 7 febbraio 1998 viene chiamato
direttamente dal Vaticano per presentare, con Rosanna Vaudetti, una mondovisione
con Papa Giovanni Paolo II. Approfondendo con la famiglia il suo impegno
cristiano ha brillantemente condotto negli ultimi anni il concorso nazionale
"Cantiamo la Vita" (organizzato dall’omonimo movimento) e le celebrazioni del
decennale dell’Associazione "Il Mio Dio Canta Giovane" dimostrando un’ottima
conoscenza del gospel e della canzone religiosa contemporanea. Fra il 1999 e il
2000 idea il programma Bar in piazza, andato in onda sulle tv locali e su
Mediaset, un programma di intrattenimento e di promozione pubblicitaria delle
Pagine Utili, che mette a confronto tutti i bar d'Italia. Al centro dello
spettacolo di piazza la competizione tra i bar più importanti di una cittadina
in rappresentanza di quattro differenti vie o quartieri: ogni squadra propone il
suo "team" di animatori, imitatori, giocolieri, prestigiatori, fantasisti.
Andenna diventa quindi titolare dello spazio di televendite del mezzogiorno di
Canale 5 e per cui conduce, il 23 e il 30 giugno 2000, "Le stelle del
Mediterraneo" con Katia Noventa su Rete 4. Delle televendite Andenna è stato uno
dei pionieri: per quasi un decennio si è occupato di gioielli, mobili, pellicce,
tappeti e case.
Poi feste di piazza, qualche concorso di bellezza (ad esempio Miss Padania), dal
2000 al 2002 è direttore generale di Mc Sat, la televisione digitale-satellitare
in chiaro del Principato di Monaco, quindi acquista Canale 11 (la vecchia
TeleMonzaBrianza), con l’amico Cino Tortorella vorrebbe dare vita a Family Tv,
canale per bambini, ma viene oscurato. Da allora il silenzio, poche comparsate
(a Quelli che il calcio…), non solo Family Tv, ma anche Andenna viene oscurato:
“Rimprovero fortissimamente alla Rai di avermi utilizzato solo come presentatore
dei Giochi, che comunque ho amato moltissimo, guadagnando per l’intera stagione
dei giochi quanto Frizzi per una puntata di una sua trasmissione. Ho sempre
considerato una grossa ingiustizia che la Rai non mi utilizzasse per altri
programmi. Nel 1997 hanno voluto rivoluzionare i Giochi e io ho rinunciato a
farli. Ho ricevuto molti telegrammi di solidarietà. Mi dispiace che dal 2000 non
si facciano più".
Nel 2005 finalmente il ritorno ad Antenna 3, è come tornare al primo amore:
tutte le mattine, dal lunedì al giovedì, l'appuntamento è con Telemattina dalle
8.05 alle 9. Un programma di intrattenimento, attualità e curiosità
magistralmente condotto da Ettore Andenna.
Come è possibile che oggi in Rai e in Mediaset non ci sia spazio per un
conduttore come Ettore Andenna, che ha alle spalle 37 anni di carriera, con
oltre 7000 trasmissioni radiotelevisive di tutti i generi, per ragazzi, giochi
generalisti, sportive (oltre ai Giochi è stato per 14 anni anche
radiotelecronista di gara automobilistiche e di rally). “Questo domanda non la
devi fare a me – mi dice – la dovresti fare a coloro che mi hanno cacciato…” A
questo punto mi accorgo di avere provocato Andenna, gli dico che il suo non è
l’unico caso di grande esiliato e gli cito Enzo Tortora: “"Con Tortora ho
lavorato tanti anni fa nelle TV private: mi piacevano il suo linguaggio, la sua
cultura, il suo modo di presentarsi alla gente. Lui mi guardava con affetto,
come un allievo. Più che un modello è un sogno irraggiungibile". Ricordo ad
Andenna che Tortora fu esiliato perché definì la Rai “una libreria con gli
scaffali vuoti” e ammiro estasiato la sua biblioteca: “sono 3500 volumi, li ho
letti tutti, sono voracissimo”. : “e pensare che oggi conducono persone che non
hanno mai letto un libro in vita loro…” A questo punto Andenna è un fiume in
piena: “Vorrei sapere da te, che scrivi di televisione, il tuo parere su cosa ho
fatto in 35 anni di televisione di così pessimo da essere ormai radiato da
qualsiasi circuito pubblico e privato. Per quattro anni non sono stato invitato
neanche da Telebarletta (se esiste), mi sono state offerte solo televendite e
nonostante ciò hanno trasmesso repliche di mie trasmissioni vecchie anche di
vent'anni, settimanalmente, con la gente che svariate volte al giorno mi chiede
che fine ho fatto, mettendomi in una situazione di imbarazzo, ma anche di grande
tristezza. Una volta vigeva un sistema meritocratico, ora è subentrato un
sistema di riconoscimento in base all'accostamento politico, ma per me che ci
sia al governo la cosiddetta sinistra o la cosiddetta destra non cambia
alcunché. Dov'è l'errore? O devo considerare le mie oltre settemila trasmissioni
radiotelevisive una mistificazione durata per oltre un quarto di secolo e
mettermi l'animo in pace?” Consiglio ad Andenna di scrivere a Maurizio Costanzo:
“penso che in tutta Italia siamo rimasti in tre a non essere ancora stati
invitati al programma di Maurizio Costanzo. Uno non lo conosco, l’altro sono io,
il terzo sei tu".
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Nel settembre 2006 Ettore Andenna è tornato su Antenna 3 Lombardia con LA BUSTARELLA, ribattezzato GRAN BUSTARELLA SHOW, "staremo insieme fino a giugno" si leggeva nel comunicato stampa inviatoci. Ma poco prima di Natale il programma è stato interrotto. Molti lettori ci hanno inviato email chiedendoci il perchè. Premesso che nessun giornalista di www.storiaradiotv.it può decidere sui palinsesti delle emittenti, crediamo di aver capito le ragioni della sospensione, non le abbiamo spiegate perchè è soltanto una nostra ipotesi e perchè facciamo soltanto critica televisiva. Noi ricostruiamo la storia delle televisioni (ed Antenna 3 Lombardia è stata e resta una storica televisione, come Ettore Andenna è stato ed è uno storico conduttore) non vogliamo entrare in discorsi che esulano dal nostro operato.
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