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ADDIO AD ENZO DE MITRI, IL GIORNALISTA GALANTUOMO, L'"INVENTORE" DI GIANFRANCO FUNARI,

UN GRANDE MAESTRO ED AMICO

di Massimo Emanuelli

Enzo De Mitri era nato a Galatone, in provincia di Lecce nel 1936, dopo gli studi liceali e dopo avere viaggiato in Europa, iniziò a collaborare con il giornale locale La voce del Sud, presentandosi all'allora redattore capo e proponendo in venticinque puntate Le avventure di un giovane autostoppista, diario del suo viaggio in Europa. Iscrittosi alla facoltà di giurisprudenza di Bari, conosce Pinuccio Tatarella che lo fa lavorare come giornalista, ma anche come strillone, a Puglia d’oggi, contemporaneamente Enzo lavora per Mercoledì sport, testata per la quale si occupa delle partite delle squadre di calcio della serie C.   All'inizio degli anni '60 il giovane De Mitri approda a Milano ed inizia a collaborare con la rivista Milan-Inter diretta da Amos Zaccara, testata che poi si diventerà supplemento bisettimanale de  Il Corriere Lombardo, quotidiano milanese del pomeriggio edito da Pesenti e diretto da Egidio Sterpa. E proprio al Corriere Lombardo De Mitri si fa le ossa come cronista occupandosi fra l'altro dell'esplosione dell'aereo nel quale perderà la vita il Presidente dell'Eni Enrico Mattei, della rapina di via Montenapoleone e di altri fatti della cronaca milanese dei tempi.  Nel 1966, quando Pesenti prende la decisione di chiudere Il Corriere Lombardo, De Mitri passa al "concorrente" La Notte diretta dal mitico Nino Nutrizio. De Mitri per La Notte si inventa la critica televisiva, con l'onestà intellettuale che lo contraddistingueva nel corso di un'intervista radiofonica che gli feci, Enzo però precisò: "prima di me c'erano stati Nino Doletti, Ugo Cesareo, Angelo Gandarossa, Ugo Buzzolan, Sergio Saviane e Achille Campanile, io la feci per primo su un giornale del pomeriggio e con taglio popolare".  Tutte le persone che oggi hanno superato gli "anta" ricordano i pallini che Nutrizio aveva ideato per i film e De Mitri per la tv, Enzo cura due rubriche: Televisti (critiche fatte con l'occhio del telespettatore e non del giornalista) e Voi lo pensate noi lo scriviamo, rubrica di intervento dei lettori.  De Mitri fu fra i primi a scrivere di radio e televisioni alternative al monopolio Rai: dalle tv via cavo (la mitica Telebiella e i suoi cloni), alla Tv della Svizzera Italiana, Telecapodistria e Telemontecarlo,  Enzo infine fu anche molto attento al fenomeno delle radio locali che a Milano nascevano come i funghi.  E fu proprio grazie ad una di queste emittenti, Radio Ambrosiana, che io, studente delle scuole medie, ebbi l'onore di conoscere il grande De Mitri.  Facevo allora il "negro" per questa radio della quale ero ascoltatore e mascotte, mettevo in ordine i dischi, curavo l'archivio, preparavo la scaletta per i conduttori, facevo il fattorino.  Un giorno mi recai con la mia professoressa e la classe III A per una visita scolastica nella redazione de La Notte, la sera prima dissi a mia madre che avrei dato l'adesivo della radio al dottor De Mitri, mia madre mi disse di non disturbarlo.  Nonostante i consigli di mia madre, assidua lettrice della stesso De Mitri, lasciai l'adesivo sulla scrivania di Enzo con un bigliettino "Radio Ambrosiana, dallo studente Massimo della III A.   III A era anche il titolo della mia prima assurda e pacchiana trasmissione, di fatto chiacchiere al telefono fra compagni di scuola, anche se poi, a distanza di anni, posso considerare questa sciocchezzuola la preistoria de L'ANGOLO DELLA SCUOLA, il programma per studenti ed insegnanti che da diversi anni (non consecutivi) propongo su un circuito di radio locali (in qualche stagione su radio nazionali) e, con l'avvento della rete, su diverse webradio.   Passò qualche giorno dalla mia visita scolastica nella redazione de La Notte, De Mitri telefonò a Radio Ambrosiana, ringraziò per l'adesivo e comunicò di essere in ascolto.  Radio Ambrosiana puntava molto su Gianfranco Funari, allora noto cabarettista del Derby Club con qualche comparsata in tv, ma non ancora anchor man, il cabarettista romano sta per partire con un programma intitolato FAMO PARLA' A GGENTE.  De Mitri telefonò al mitico 02.433833 della radio e chiese informazioni sul palinsesto naturalmente il personaggio di punta era Funari, ma Enzo ascoltò anche altre trasmissioni compresa la mia, che andava in onda proprio prima del programma condotto da Gianfranco. La settimana successiva Enzo scrisse su La Notte un articolo nel quale tesseva le lodi dell'emittente e dello stesso Funari.  Parallelamente De Mitri proseguì a scrivere in maniera positiva sulle emittenti alternative al monopolio di Stato, soprattutto di Telemontecarlo, ma anche di altre emittenti private nate via etere nel frattempo: TeleAltomilanese, Antenna 3 Lombardia, Antenna Nord, Milano Tv ecc.  De Mitri aveva da poco intervistato Josette Cauvigny, direttrice di Telemontecarlo che aveva preso la decisione di rinnovare il palinsesto (già allora molto innovativo) con conduttori che provenissero da altre esperienze, non prettamente radiofoniche e televisive. L'intervista si concluse con un invito alla signora Cauvigny a fare alcune trasmissioni che rispettassero l'articolo 21 della Costituzione italiana: la Rai infatti era allora ingessata e politicizzata (allora...) e i cittadini non avrebbero potuto esprimersi, questa libertà per De Mitri si sarebbe potuta trovare in Telemontecarlo.  La Cauvigny propose allora allo stesso De Mitri la conduzione di un programma dal titolo articolo 21 con intervento del pubblico, ma Enzo rifiutò in quanto, a parer suo, scrivendo di televisione su un giornale molto letto come La Notte sarebbe stato poco elegante fare televisione (lezioni di etica mai imparata da molti colleghi presenzialisti in tv, sui giornali e ovunque).  La Cauvigny, pensando che tutti gli altri giornalisti della carta stampata avrebbero rifiutato l'offerta chiese a De Mtri di suggerirgli un conduttore, ed Enzo suggerì Funari.  Quando io ricordai questo episodio in occasione della presentazione del mio libro Gianfranco Funari il giornalaio più famoso d'Italia, Enzo rispose serenamente: non fu poi un grande merito, suggerire Funari allora era come suggerire ad un presidente di una squadra di calcio l'ingaggio di Maradona, Funari era già Funari.   Ma l'avere "lanciato" Funari non fu la sola scoperta di De Mitri, altre ce ne furono, la più nota quella di un giovane presentatosi a lui nella redazione de La Notte con la voglia di fare il giornalista: Urbano Cairo.  Urbano Cairo e Funari sono sempre stati riconoscenti a De Mitri, dote rara l'amicizia e la riconoscenza, De Mitri per anni, una volta andato in pensione, collaborò con lo stesso Funari. Intanto a La Notte se era andato il fondatore e direttore Nino Nutrizio, al suo posto si avvicendano altri direttori, Pesenti cede a Rusconi e negli anni '80 De Mitri, pur continuando a curare la rubrica Televisti, viene ridimensionato e a metà degli anni '80 cessa la rubrica storica.  Poco dopo De Mitri viene chiamato da Gigi Vesigna per scrivere su Tv Sorrisi e Canzoni, la rubrica Televisti approda quindi sul settimanale più letto dagli italiani. Per Sorrisi Enzo cura anche la rubrica Filo diretto con… De Mitri e l’Operazione a video spento. In piena era telecratica, in cui l’essere umano trascorre davanti al teleschermo tantissime ore, e in cui il vedere la tv è diventata la maggiore attività dopo il sonno e il lavoro, De Mitri cerca di convincere le famiglie italiane, almeno per una settimana, a rinunciare alla televisione. Ogni settimana De Mitri verifica e relaziona con un servizio le serate senza tv delle famiglie italiane. Dai risultati dell’iniziativa emerge che le famiglie italiane senza tv riscoprono giochi come la tombola e le carte, i dialoghi fra figli e genitori, il nucleo famigliare si riscalda: insieme è bello anche senza tv. Ancora Aldo Grasso copierà De Mitri chiamando A video spento, una trasmissione radiofonica da lui curata negli anni ’90. Nel 1988 alla direzione de La Notte arriva Cesare Lanza (altro grande ed inseparabile amico di Enzo), e De Mitri, che continua a lavorare per Sorrisi, riprende a scrivere anche su La Notte con la rubrica Tiro al bersaglio sulla tv.

Fra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 ci fu il mio secondo incontro con De Mitri, nella redazione di Tv Sorrisi e Canzoni, io ero allora un giovane insegnante neolaureato, e facevo ricerche sulla storia della tv, Enzo si ricordò vagamente di quel ragazzino dell'adesivo di molti anni prima, ma poi, vendendomi lavorare in archivio mi lodò per la volontà spronandomi ad insistere, solo così avrei ottenuto tante soddisfazioni. 

Nel 1993 su Sorrisi parte la prima rubrica abbinata ad un telefonino, attraverso tale rubrica De Mitri trascrive le telefonate che riceveva dai lettori telespettatori che commentavano la televisione. Nel 1994 Vesigna lascia la direzione di Sorrisi, dopo oltre vent’anni di direzione e quasi trenta di lavoro, De Mitri non collabora più con il colosso di Corso Europa. Non fui l’unico, con le dimissioni di Vesigna, persino Mina, che era stata voluta da Vesigna per una rubrica settimanale, non scrisse più. De Mitri nel frattempo era andato n pensione, qualche mese di riposo e poi viene chiamato da Vesigna che si lancia nella nuova avventura de Il Telegiornale, un quotidiano televisivo, “davamo le notizie analizzando i fatti dei tg della sera prima”. Un quotidiano popolare che però, come tutti i precedenti tentativi nella storia del giornalismo italiano, non avrà fortuna e chiuderà i battenti dopo un mese. In quel frangente ebbi l'onore di avere Enzo come collega. Il Telegiornale fu il primo ed unico quotidiano della storia del giornalismo italiano che mise sotto la testata l’articolo 21 della Costituzione e che abbia dato ai lettori un numero verde dove potevano chiamare.

Dopo lo sfortunato episodio de Il Telegiornale, De Mitri torna a fare il pensionato, ma per poco: inizia infatti a scrivere per L'indipendente, gestione Luigi Bacialli e Gianfranco Funari, ma anche in quell'occasione, come in tutte le occasioni di giornalismo libero ed indipendente, la nostra avventura dura. Dopo un altro periodo di forzato riposo è ancora Funari a richiamare De Mitri nella redazione di Stasera c'è Funari su Odeon Tv.  L’esperienza si ripete per diverse stagioni, ma intanto sempre grazie ad una telefonata, De Mitri ritorna al suo primo amore, la carta stampata, pur continuando a collaborare con Funari. De Mitri viene chiamato da Gigi Moncalvo per conto di Umberto Bossi, gli chiedono di occuparsi di critica televisiva per La Padania. La scelta di De Mtri, che accettò di collaborare dopo averci pensato a lungo, venne non compresa da alcuni suoi colleghi, ma Enzo, lo possono testimoniare anche Gigi Moncalvo e, soprattutto i suoi fedeli lettori, scrisse sempre liberamente quello che voleva, unico pegno che pagò fu la trasformazione di Televisti, nel padano Te l’è vist.

Anch'io nel mio piccolo optai per un'analoga scelta accettando di collaborare con L'Opinione delle Libertà, un giornale politico di antiche origini fondato da Camillo Benso, conte di Cavour, che ebbe poi fra i collaboratori Benedetto Croce e Giovanni Malagodi, trasformato nel 1992 da Arturo Diaconale in  quotidiano del partito liberale, sopravvissuto con molte traversie alla morte del partito. Punto di riferimento dell'area liberal-democratica e moderata, sarebbe stato il giornale ideale per De Mitri, un galantuomo, liberale nel senso nobile della parola, un gentleman inglese. Il destino però volle che al posto di Enzo, già a La Padania, arrivai io. Mi occupai di televisione, cinema, cultura, recensione libri e per diversi anni fui inviato a Palazzo Marino per l'edizione milanese della domenica. Avevo una rubrica settimanale I personaggi milanesi, nella quale ricostruivo la biografia ed intervistavo i grandi milanesi di nascita e di adozione, telefonai ed Enzo e gli dissi che volevo occuparmi di lui, all'inizio pose la questione di essere abituato a fare interviste ma non ad essere intervistato, ma alla fine per me fece un'eccezione. Enzo venne a trovarmi nella nostra redazione milanese ci fu una bella rimpatriata con Gigi Vesigna, Maurizio Seymandi, Roberto Marelli, Paolo Pillitteri, gli amici di sempre. Con molto imbarazzo da parte mia Enzo disse a  Paolo Pillitteri, mio condirettore, hai scelto un ottimo giornalista e, soprattutto, una persona perbene, è lui la nostra memoria storica della tv, non i docenti universitari baroni e cattedratici che l'hanno cacciato per far posto a raccomandati.  Dalla mia definizione di Enzo "liberale nel senso nobile della parola" nacque allora un duetto goliardico fra me e il condirettore che giustamente ricordava come liberale e socialista fosse un era un insulto negli anni '70 e '80, mentre poi liberali e socialisti si sono definiti proprio i post-fascisti e i post-comunisti che usavano in senso dispregiativo anni prima quelle parole.

Nel 2006 quando cessò la mia collaborazione con l'Opinione e passai a Millecanali, Enzo nel frattempo, lasciata La Padania, aveva ripreso a collaborare con Gianfranco Funari, e proprio da Gianfranco ci si incontrava spesso.  Negli ultimi anni Enzo aveva scoperto la rete, collaborando con un altro grande del giornalismo, Cesare Lanza, e col suo www.lamescolanza.it e, infine, partecipando alla nascita di www.storiaradiotv.it

Nella primavera 2009 Enzo De Mitri ha fatto quella che credo sia stata la sua ultima uscita pubblica, in occasione della presentazione del mio libro Gianfranco Funari i giornalaio più famoso d'Italia.

http://www.youtube.com/watch?v=hgmpiWnVf8A

Dopo quella sera i nostri incontri si erano diradati ma non annullati, Enzo aveva infatti lasciato Milano per vivere fra Lomazzo e Galatone, ma telefonicamente e via mail mi dava sempre preziosi suggerimenti nel coordinamento del sito www.storiaradiotv.it inviandomi anche articoli e ricordi.  Uno degli ultimi contatti e un ulteriore attestato di signorilità e di stima di Enzo nei miei confronti risale a due anni orsono. Contattato da Massimo Boldi per ripristinare una verità storica che a Massimo stava a cuore, De Mitri, già ammalato, suggerì a Boldi il mio nome quale "esempio di storico e giornalista onesto".  Sempre puntuale, fino all'ultimo nell'inviarmi gli auguri per Natale, per Pasqua e per il mio compleanno, Enzo è stato lucido fino alla fine, si è spento il 30 agosto 2012. Siamo vicini al figlio Ivar e alla figlia, alla moglie e ai famigliari. Ciao Enzo, grazie di tutto, non ti dimenticheremo.

Enzo De Mitri

IL SIGNOR TV

di Massimo Emanuelli

DA L'OPINIONE DELLE LIBERTA' 25.3.2002


Enzo De Mitri è stato per anni critico televisivo a La Notte, un giorno si presenta a lui un giovane desideroso di imparare il mestiere del giornalista, si chiama Urbano Cairo...  Per trent'anni De  Mitri è il critico televisivo de LA NOTTE, quindi tiene anche una rubrica su TV SORRISI E CANZONI, Enzo De  Mitri ha dato molti spunti anche a Gianfranco Funari di cui è stato il primo ad intuire le sue capacità di "animale televisivo", quella con Funari è un'amicizia che dura ancora oggi".


Enzo De Mitri nasce a Galatone, in provincia di Lecce, nel 1936. “Mio padre era ufficiale; il mio amore per il giornalismo nacque quando frequentavo la seconda liceo, un professore di filosofia mi invitò a leggere Il trattato sulla tolleranza di Voltaire, incuriosito, perché allora tolleranza dava l’idea delle famose case di tolleranza, iniziai a leggere questo libro che era appena stato stampato in Italia con la prefazione di Palmiro Togliatti. Il libro parla di una famiglia che ospita amici di varie religioni (ebrei, protestanti, cattolici) e viene perseguitata per questo. Scattò in me un senso di giustizia e la voglia di vedere altri paesi. Decisi allora di andare in autostop per l’Europa; dopo avere girato per due mesi, passando per Parigi, Londra, Amsterdam, Stoccolma, arrivai fino in Finlandia, ma non mi fecero entrare in Unione Sovietica. Da allora iniziai ad avere un’avversione per il totalitarismo, quando quasi tutti in Italia si professavano comunisti”. Tornato in Italia De Mitri inizia a collaborare con La voce del Sud, giornale locale, venticinque puntate di Le avventure di un giovane autostoppista, diario del suo viaggio in Europa. Ma a causa del viaggio esami di riparazione a settembre: “fortunatamente i professori mi interrogarono più che sulle materie, sul mio viaggio…” Ultimato il liceo De Mitri fa l’ufficiale dei paracadutisti, indi si iscrive alla facoltà di giurisprudenza di Bari: “mentre ero studente universitario, un assistente mi indirizzò a Pinuccio Tatarella che mi fece lavorare a Puglia d’oggi, un giornale che non solo scrivevo, ma anche impaginavo e vendevo facendo lo strillone. Mi accorsi allora quanto fosse importante la comunicazione erano i venditori ambulanti (che strillavano le notizie) a fare le fortune di vendite del giornale. Contemporaneamente lavorai a Mercoledì sport, dove mi affidarono le pagine della serie C di calcio, allora la Puglia aveva molte squadre in serie C, io facevo tutti i servizi chiamavo le stazioni dei carabinieri, mi facevo raccontare la partita e poi facevo i servizi firmando con pseudonimi. L’editore non mi concesse l’aumento perché pensava che gli articoli fossero scritti da più persone.”
All’inizio degli anni ’60 De Mitri prende la decisione di trasferirsi a Milano: la città era allora un sogno, la prima immagine di Milano fu quella dell’ufficio postale di piazza Cordusio, che mi diede una sensazione di pulizia e di efficienza, analogo all’ufficio di Trafalgare Square a Londra, vi era inoltre un rapporto fra cittadini e vigili di grande rispetto, allora si potevano tenere la macchina coi finestrini aperti e con la marcia disinserita in modo da permettere a chi sopraggiungeva di spingerla se ostruiva il passaggio, nessuno lasciava la macchina in mezzo alla strada, o in seconda fila. Arrivai a Milano con 52.000 lire, allora lo stipendio mensile di un insegnante era di 60.000 lire, una posto letto costava 20.000 a notte, dormivo in Via San Maurilio in una stanza a due letti, nell’altro vi era un giovane meridionale immigrato a Milano per lavorare alle poste. Avevo comprato una macchina da scrivere svedese con la quale copiavo indirizzi e rimediavo dei soldi, feci veramente la fame, i soldi, più che per magiare, li usavo per pagare i taxi con i quali andavo a fare i servizi giornalistici. Comunque il mangiare non era per me il problema principale, ricordo che avevo comprato una scatoletta di trippa e per non far vedere alla padrona di casa che avevo fame tentai di scaldare la scatoletta con il ferro da stiro, poi cercai di mangiarla ma faceva così schifo che rinunciai.
La mia prima redazione milanese è quella di Milan-Inter diretta da Amos Zaccara, gli mostrai quello che avevo fatto in precedenza e Zaccara chiamò un taxi per mandarmi a San Siro ad intervistare Ghezzi, il portiere della nazionale. De Mitri si occupa quindi di sport, si trasferisce quindi in Via Lecco, zona porta Venezia, camera ammobiliata, ma stavolta da solo. Nel frattempo feci un corso di formazione alla Ibm ed ebbi la possibilità di iniziare a lavorare in un’azienda di frigoriferi che mi avrebbe dato uno stipendio fisso, allora meta di tutti. Io chiamai Zaccara e dissi: direttore se lei mi assicuro la metà dei soldi che mi da attualmente rimango con lei, da quel momento iniziai a guadagnare 20.000 lire al pezzo. Poco dopo Milan-Inter diventò supplemento bisettimanale de Il Corriere Lombardo, quotidiano milanese del pomeriggio edito da Pesenti e diretto da Egidio Sterpa. Diventai praticante e venni assegnato alla cronaca, una delle mie prime inchieste fu l’esplosione dell’aereo del presidente dell’Eni Mattei, fu uno dei primi ad intervistare il contadino di Bescapè che aveva visto esplodere l’aereo, contadino che fecero poi sparire… Mi occupai inoltre della rapina di Via Montenapoleone, e di altri fatti della cronaca milanese. Ad esempio le gesta del bandito Cavallero, scrissi che era impossibile attribuire a lui una rapina a Milano e venti minuti dopo un’altra a Torino. Un anno dopo, quando Cavallero venne arrestato, disse al commissario di polizia: “voglio parlare con De Mitri, l’unico che ha capito”. Cavallero mi fece capire che anche l’entità delle somme derubate non corrispondevano, a parer suo, parte dei soldi se li prendevano i carabinieri e gli impiegati delle banche…”
Ricordo anche di aver fatto un’inchiesta sulla scuola, al fine di pubblicizzare il giornale, domandai a studenti ed insegnanti quali fossero le loro esigenze innovative, ne venne fuori una riforma da loro voluto, pubblicai il servizio e mi contattò il Prof.Cavallini, preside di un liceo, zio di Vittorio Sgarbi, che mi disse: quanto vogliono studenti ed insegnanti c’è già: è la riforma Gentile…
Allora i quotidiani milanesi del pomeriggio nostri concorrenti erano: La Notte, Stasera, l’edizione milanese di Paese Sera, e Il Corriere d’Informazione, dovevamo battere la concorrenza con notizie accattivanti e scoop, ma molto merito l’avevano anche gli strilloni, io e Sterpa volevamo assumere lo strillone de La Notte che riusciva a far del quotidiano di Nutrizio il più venduto. Quello de La Notte era lo strillone che più amavo: strillava titoli di una propria prima pagina da lui improvvisata e il giornale gli spariva dalle braccia: allora pensavo che in un giornale tutto mio avrei voluto quello strillone come redattore capo.
Nel 1966 Pesenti prese la decisione di chiudere Il Corriere Lombardo, in quel momento ero a Londra per i mondiali di calcio, era l’anno nel quale l’Italia venne eliminata dalla Corea, era la Londra dei Beatles, di Mary Quant, di Radio Carolina, la prima radio pirata. In tribuna mi chiamò Giulio De Benedetti, allora direttore de La Stampa, che mi presentò a
Nino Nutrizio, il quale mi chiese di passare con lui a La Notte, che avrebbe rilevato il Corriere Lombardo. Per un paio d’anni De Mitri continua ad occuparsi di cronaca e di sport anche per La Notte, fino a quando Nutrizio lo invita a scrivere di spettacolo. Nutrizio aveva già avuto la felicissima intuizione di mettere i pallini di gradimento ai film che si proiettavano nelle sale cinematografiche, decise poi di estendere l’interesse anche al teatro e alle altre forme di spettacolo. Io fui il primo a parlare del fenomeno dei Legnanesi, del circo di Mosca che per la prima volta veniva in Italia, curavo inoltre una rubrica di teatro per ragazzi, novità per quei tempi, tutti gli altri giornali poi iniziarono ad occuparsi del fenomeno del teatro per ragazzi.
Verso la fine degli anni ’60 Nutrizio mi convinse a tenere una rubrica fissa sulla televisione allora i critici non erano ancora di moda. Aldo Grasso era allora un liceale e forse ancora non sapeva cos’era la televisione…, lo stesso Corriere della Sera – ricorda sempre De Mitri - dedicava alla televisione uno spazio grande quanto un pacchetto di sigaretta, poi in Via Solferino chiamarono il regista Sandro Bolchi per commentare la tv.
La felice intuizione di Nutrizio fu quella di fare, primo in Italia, un’intera pagina dedicata ai programmi televisivi. Allora la critica televisiva praticamente non esisteva, c’erano solo Nino Doletti che aveva una rubrica su Il Tempo, Ugo Cesareo su L’Unità, Angelo Gandarossa su Il Messaggero e il grande Ugo Buzzolan su La Stampa, Sergio Saviane su L’Espresso e Achille Campanile su un altro settimanale. Di Buzzolan ho un grandissimo ricordo, fu l’unico a chiamarmi quando venni oscurato, prima ed unica volta nella mia vita. Nel 1990, quando Buzzolan morì, scrissi su La Notte “è morta la memoria storica della tv”.
Negli anni ’70 De Mitri, che intanto è andato ad abitare in via Principe Eugenio, cura quindi due rubriche, Televisti, e Voi lo pensate noi lo scriviamo, quest’ultima – ricorda De Mitri – era una rubrica di intervento dei lettori. Con Televisti scrivevo liberamente di televisione, da telespettatore, avevo subito detto a Nutrizio che non avrei mai fatto una rubrica di lodi a questo o a quel conduttore , ma che ne avrei parlato come un telespettatore, o teleutente, come allora si diceva. All’inizio degli anni ’70 De Mitri inizia a parlare della Televisione svizzera e di  Telecapodistria, l’allora ministro delle Poste propose di spegnere la Tv Svizzera, perché dava fastidio alla Rai; sulle colonne de La Notte De Mitri indice un referendum per evitare l’oscuramento della tv svizzera. Risposero ben sette milioni di persone, solidali con me e con i lettori furono Indro Montanelli ed Enzo Tortora (allora cacciato dalla Rai). Con la metà degli anni ‘70 De Mitri inizia ad occuparsi, sempre anticipando i tempi delle prime emittenti radiofoniche private (o pirata, come allora si diceva): Radio Milano International,
 Radio Stramilano, Radio Ambrosiana, Radio Montestella, per un’emittente o per conduttore avere una recensione di De Miti equivale alla consacrazione a livello locale. Un altro scoop memorabile di De Mitri è la pubblicazione di una lettera di una lettrice che chiedeva quale fosse lo stipendio dei dirigenti, dei giornalisti e dei conduttori Rai. La pubblicai, mi rispose Beniamino Finocchiaro Aprile, allora presidente socialista della Rai, comunicandomi il suo stipendio, nessun altro funzionario né conduttore lo imitò, qualche mese dopo Finocchiaro non venne riconfermato alla carica di presidente della Rai…
E’ sempre De Mitri, ad occuparsi di Telemontecarlo, Telaltomilanese, Antenna 3 Lombardia, Antenna Nord, Milano Tv, e delle storiche emittenti televisive private. Telemontecarlo – ricorda De Mitri – fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 era l’anti Rai, gettò semi innovativi nel modo di fare televisione. Se allora i due canali Rai trasmettevano due film alla settimana, Telemontecarlo ebbe la felice intuizione di trasmettere un film al giorno. Direttrice era Josette Cauvigny che prese la decisione di rinnovare il palinsesto, voleva nuovi conduttori. Iniziò a proporre Awana Ghana, Ettore Andenna e Jocelyn che lavoravano a Radio Montecarlo, ma la Cauvigny voleva anche dei conduttori che provenissero da altre esperienze. Uno dei primi ad essere contattato fu proprio De Mitri, “ma rifiutai gentilmente perché non volevo contaminazioni, scrivendo di televisione su un giornale come La Notte, allora molto letto, non avrei dovuto fare televisione. La Cauvigny allora, pensando che anche tutti gli altri giornalisti della carta stampata avrebbero rifiutato l’offerta si rivolse a personaggi non del giornalismo, contattò la campionessa di tennis Lea Pericoli, e l’allora cabarettista del Derby, Gianfranco Funari. Furono la Cauvigny e Telemontecarlo a lanciare il personaggio Funari, nel 1981 nacque Torti in faccia, programma che seguii fin dalla prima puntata e commentai per La Notte. Ricordo che una sera un partecipante alla trasmissione intervenne parlando bene del fascismo, Funari gli tolse la parola. Il giorno successivo scrissi su La Notte: Funari lei non si può permettere di fare una cosa del genere perché l’articolo 21 della Costituzione italiana dice che tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione”. Dopo mezz’ora dall’uscita del giornale Funari mi chiamò: “Ah dottò – mi disse – io nun sapevo questa cosa, sono andato a leggerme l’articolo 21 della Costituzione e le prometto che da questo momento sarà la mia bandiera”. E così è stato al punto che Funari da questo momento in poi inviterà nelle sue trasmissioni tutte le persone che vogliono esprimere il loro parere su qualsiasi cosa. Nacque allora un’amicizia che dura ancora oggi.
Nel frattempo (1979) Nutrizio ha lasciato la direzione de La Notte, alla direzione del quotidiano di piazza Cavour arriva Livio Caputo, nel 1984 vi è anche un cambio di editore: il vecchio Pesenti cede a Rusconi, De Mitri rimane titolare della rubrica Televisti. A metà degli anni ’80 alla direzione de La Notte arriva Pietro Giorgianni e per Mitri, inizia un momento difficile. “Evidentemente, avevo dato fastidio a qualcuno scrivendo qualcosa, fatto sta che dovetti sospendere la mia rubrica. De Mitri chiamato da Gigi Vesigna, allora direttore di Tv Sorrisi e Canzoni. Vesigna mi ha confidato di avere voluto De Mitri a collaborare con Sorrisi, “leggevo i suoi articoli su La Notte, e in moltissime occasioni non mi ero trovato d’accordo con lui, ma lo consideravo così bravo che non potevo privarmi del suo contributo.” Lo stesso De Mitri ricorda che Vesigna gli fece un’incredibile presentazione ai lettori di Sorrisi, paragonandolo addirittura allo scrittore napoletano Marotta, l’autore de L’oro di Napoli e de Gli alunni del sole. La rubrica Televisti pertanto si trasferisce su Tv Sorrisi e Canzoni. De Mitri ricorda gli anni di Sorrisi con affetto: “il giornale aveva raggiunto 3.000.000 di copie vendute, inoltre, essendo il giornale della famiglia, veniva letto in media da quattro persone, pertanto Sorrisi arrivava a coinvolgere un numero di persone, pari e in certi casi addirittura superiori alle trasmissioni televisive più seguite.” Erano i tempi della preistoria delle televisioni commerciali, che si erano da poco trasformate in network. Vesigna aveva creato all’interno di Tv Sorrisi e Canzoni una sezione Programmi radiotelevisivi, che produceva alcuni programmi da dare ad alcune emittenti, che non facevano produzioni proprie, ma si limitavano a mandare in onda film e telefilm. Il più famoso di questi programmi è stato indubbiamente Superclassifica show condotto da Maurizio Seymandi. Ricordo un programma da me ideato, prevedeva degli scherzi ad alcuni colleghi giornalisti come Piero Angela, Mario Pastore, ed Emilio Fede. Io chiamai Emilio Fede dicendo di essere un idraulico di avere visto il suo numero di telefono sull’agenda di mia moglie, finsi di essere adirato con lui… Poi nacque Scherzi a parte… Nel 1981 Canale5 propose il Mundialito, l’intellighenzia di destra e di sinistra disse che era una follia per un privato assicurarsi la diretta per tale evento, eravamo in conferenza stampa – ricorda De Mitri – e tutti i critici televisivi si pronunciarono in maniera contraria, Berlusconi disse: l’unico che ha capito tutto è De Mitri… Ricordo inoltre Sono innocente, altra trasmissione della prima Canale 5 a cui diedi molto spazio su La Notte, curata da Guglielmo Zucconi raccontava tutti i casi giudiziari di persone tenute in galera per decenni senza essere colpevoli e senza avere un processo.
Per Sorrisi oltre a curare la rubrica Filo diretto con…, De Mitri idea l’Operazione a video spento. In piena era telecratica, in cui l’essere umano trascorre davanti al teleschermo tantissime ore, e in cui il vedere la tv è diventata la maggiore attività dopo il sonno e il lavoro, De Mitri cerca di convincere le famiglie italiane, almeno per una settimana, a rinunciare alla televisione. Ogni settimana De Mitri verifica e relaziona con un servizio le serate senza tv delle famiglie italiane. Dai risultati dell’iniziativa emerge che le famiglie italiane senza tv riscoprono giochi come la tombola e le carte, i dialoghi fra figli e genitori, il nucleo famigliare si riscalda: insieme è bello anche senza tv. Ancora Aldo Grasso copierà De Mitri chiamando A video spento, una trasmissione radiofonica da lui curata negli anni ’90.
Nel 1988 alla direzione de La Notte arriva Cesare Lanza, De Mitri scrive per Sorrisi e riprende a collaborare con La Notte con la rubrica Tiro al bersaglio sulla tv.
Nel 1993 su Sorrisi parte la prima rubrica abbinata ad un telefonino, attraverso tale rubrica trascrivevo le telefonate che ricevevo dai lettori telespettatori che commentavano la televisione.
Nel 1994 Vesigna lascia la direzione di Sorrisi, dopo oltre vent’anni di direzione e quasi trenta di lavoro, De Mitri non collabora più con il colosso di Corso Europa. Non fui l’unico, con le dimissioni di Vesigna, persino Mina, che era stata voluta da Vesigna per una rubrica settimanale, non scrisse più. De Mitri nel frattempo è in pensione, qualche mese di riposo e poi viene chiamato da Vesigna che si lancia nella nuova avventura de Il Telegiornale, un quotidiano televisivo, “davamo le notizie analizzando i fatti dei tg della sera prima”. Un quotidiano popolare che però, come tutti i precedenti tentativi nella storia del giornalismo italiano, non avrà fortuna e chiuderà i battenti dopo un mese. Il Telegiornale fu il primo ed unico quotidiano della storia del giornalismo italiano che mise sotto la testata l’articolo 21 della Costituzione e che abbia dato ai lettori un numero verde dove potevano chiamare.
Dopo lo sfortunato episodio de Il Telegiornale, De Mitri torna a fare il pensionato, fino a quando non lo chiama il vecchio amico Gianfranco Funari, De Mitri scrive per L’indipendente, gestione Bacialli-Funari, anche qui l’avventura dura poco. Altro periodo di riposo e poi nuova chiamata da parte di Funari, “Gianfranco, che stato oscurato dai grandi network partì con l’entusiasmo che gli è proprio Odeon Tv, Stasera c’è Funari, e mi volle al suo fianco unitamente ad Alberto Tagliati”. L’esperienza si ripete per diverse stagioni, ma intanto sempre grazie ad una telefonata, De Mitri ritorna al suo primo amore, la carta stampata, pur continuando a collaborare con Funari. “Mi chiamò Gigi Moncalvo per conto di Umberto Bossi, mi offrirono di occuparmi di critica televisiva per La Padania. Ne parlai ad alcuni amici che mi dissero: tu con un giornale di partito?!”, o scrivi quello che vogliono loro e non sei più tu: o non duri una settimana”. Scrissi quanto volli, l’unico pegno, trasformare il mio Televisti, nel padano Te l’è vist. Anche su La Padania ho scritto in assoluta libertà, senza mai una censura. “Auguro grandi cose a Moncalvo neo direttore di Rai2, anche se temo che possa essere bloccato dalla burocrazia. I direttori che mi hanno voluto con loro mi hanno sempre riconosciuto un’assoluta autonomia nella scelta dei fatti da commentare, e, naturalmente, nei commenti stessi.”
Migliaia e migliaia di inchieste, articoli, interviste, De Mitri quale è stato il caso che l’ha più di tutti colpita? Ai tempi del Corriere Lombardo mi aveva chiamato una signora: «Ci siamo incontrati nel corso di quella sua inchiesta sulla scuola: lei è il solo giornalista che io conosca. Son venuti a casa, hanno preso mio fratello e lo hanno portato a San Vittore: è un caso di omonimia, corrisponde il nome e l’indirizzo, ma non il luogo e la data di nascita». Accerto, vado da Sterpa: un cittadino qualsiasi innocente che andava in galera allora faceva notizia, a nove colonne in prima pagina. In un paio di giorni o tre l’innocente torna libero, con tante scuse ufficiali. Se con un articolo, quattro parole, si riusciva a sanare un’ingiustizia, era sbagliato sognare di poter cambiare il mondo? Il mondo infatti è cambiato: a Milano non ci sono più strilloni, non ci sono più giornali della sera, le auto le lasciano in seconda e terza fila chiuse, i vigili sono di altra pasta e anche i cittadini. Di ingiustizie i giornali, la Tv, ne hanno denunciate, raccontate, in questo paio di decenni, molte: quanto a sanarle, anche quelle gigantesche come quella ai danni di Enzo Tortora mai: responsabili impuniti in uno Stato che premia i colpevoli e manda il conto agli innocenti. Con un articolo allora si aveva la sensazione di poter fare del bene: oggi sulla bilancia del bene le parole non pesano più, pesano solo se le usi per fare del male.
Come trova Milano oggi, De Mitri? Non mi riconosco più in questa città, non vi è più la vita notturna, una volta dopo aver visto i programmi televisivi tornavo in redazione e scrivevo il pezzo, poi andavo in qualche locale, la città era frenetica, oggi i locali la sera sono tutti chiusi, e i pochi aperti sono deserti. Inoltre nella Milano di oggi non mi riconosco perché non c’è più lealtà, la qualità è scomparsa, vale solo la quantità, vedo inoltre falsità e volgarità. Nella mia vita professionale ho avuto la fortunata di lavorare con delle grandissime personalità che non si dava le arie che si danno molti giornalisti attuali che grandi non lo sono certo. Una persona è grande anche perché è alla mano, non ti fa pesare il fatto di parlarti, chi, per dirla come i giovani, se la tira, è proprio una nullità”.

Questo il ritratto d Enzo De Mitri pubblicato anni orsono sull'OPINIONE, ho ritrovato De Mitri, con Gigi Vesigna,  con Maurizio Seymandi e con altri amici comuni, i suoi ricordi televisivi, ma anche le sue annotazioni intelligenti e acute sulla tv attuale, le ospiteremo su questo sito. 
Grazie Enzo!  De Mitri oggi vive fra Milano e Galatone, città in provincia di Lecce che gli ha dato i natali, ci invierà, di concerto con un altro protagonista dell'emittenza locale pugliese informazioni sulle emittenti della Puglia e della Basilicata.  Sul portale dell'architetto Resta, dedicato a Galatone e alla sua storia, l'architetto Resta ha ripreso citando la fonte il mio articolo, ed ospita anch'egli gli interventi di De Mitri. Grazie architetto, vogliamo anche lei nella famiglia di www.storiaradiotv.it

Da qualche mese Enzo De Mitri interviene su LA MESCOLANZA di Cesare Lanza. Caro Enzo maestro di giornalismo, infinite grazie. Enzo De Mitri oggi si dive fra Milano, Lomazzo e Galatone, ed è sempre con noi, nella famiglia di www.storiaradiotv.it