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ELDA LANZA: LA "SIGNORA DELLA TELEVISIONE ITALIANA"

di Massimo Emanuelli

 

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Elda Lanza nasce a Milano il 5 ottobre 1924 da una famiglia di estrazione borghese: "mio padre era un genio, suonava, dipingeva, viaggiava, parlava quattro lingue. Era un uomo charmant. Mia madre era una donna bellissima come un disegno di Antonello da Messina, aristocratica e repressa. Si sono separati quando io avevo tre anni e mezzo, non un gran che per farsene una ragione. Tutta la mia vita è dipesa, nel bene e nel meno bene, da quella loro decisione. Forse non sarei come sono se fossi cresciuta tra le loro braccia. Ma non lo saprò mai. La mia famiglia era socialista dai tempi di Turati, io sono cresciuta con queste idee, cultura e filosofia socialiste che ho sempre cercato di applicare alla mia vita e ai miei rapporti. Più avanti ho incontrato Bettino Craxi, a una riunione nella sede di Milano, e ho lavorato con Carlo Tognoli con lui mi sono anche presentata alle elezioni per il sindaco di Milano: Elda Lanza per le donne. Ho incontrato Sandro Pertini, al Quirinale: abbiamo chiacchierato, abbiamo mangiato una mela insieme, abbiamo riso. Una figura indimenticabile. Ricordo quegli anni con molto rimpianto. Essere socialisti significava essere dall'altra parte, con gli intellettuali, i lavoratori, gli studenti. Ho amato Pietro Nenni, ma anche Enrico Berlinguer  e Giorgio Amendola. Forse con il socialismo non c'entra, ma ho anche incontrato Papa Wojtyla, poco dopo la sua nomina Papa: emozionante, specie per me che non sono cattolica e comunque non praticante."

ELDA LANZA E' STATA CANDIDATA NELLE FILA DEL PARTITO SOCIALISTA ECCO UNA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO INVIATALE DALL'ALLORA SINDACO CARLO TOGNOLI.

Come ricorda la Milano della sua infanzia?

"Una Milano quieta, con poche auto e qualche carrozzella, l'acqua del Naviglio che passava dalle parti di piazza Cavour, i giardini pubblici con gli animali e il chiosco con il latte fresco e i savoiardi, le tate in divisa, le carrozzelle
alte come rolls royce,  le luci discrete di sera,  i negozi  'speciali' di famiglia:  in via Manzoni..."

Elda studia in collegio: Dames des Anglais a Ginevra, Collegio reale delle fanciulle a Milano, un convitto privato a Lodi: tra tutti, otto anni. Quindi si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Torino: "ma c'era la guerra e ci consentivano di fare gli esami a Milano, alla Cattolica. I professori erano sempre diversi. A Torino, l'anno successivo la fine della guerra, era l'Università statale e il professore titolare era Nicola Abbagnano. Il professor Abbagnano parlava dell'esistenzialismo con una certa diffidenza. Incuriosita, forse più che interessata, andai a Parigi e studiai sociologia alla Sorbona, due anni ma in modo irregolare, docente Jean Paul Sartre.  Elda conosce anche Simone de Bevouir

Nel 1946, terminata la guerra, dopo l'esperienza francese ho incontrato un ragazzo che avrei sposato otto anni più tardi. Attraverso un'agente, Matilde Finzi, che lavorava per un editore argentino, ho iniziato un'intensa attività di scrittrice: romanzi a fumetti, sceneggiature, romanzi a puntate, novelle. Contemporaneamente mi sono impiegata presso una gioielleria di via Montenapoleone (F,lli Vassallo): esperienza che è durata forse soltanto due anni. Nel 1949 iniziai a scrivere novelle e sceneggiati per BoleroFilm, nel 1951 passai a tempo pieno a  Grazia noto settimanale che mi affidò una rubrica di arredamento. Ci arrivai per caso perchè il mio fidanzato di allora, che aveva frequentato un'accademia di pittura, mi faceva piccoli deliziosi disegni che illustravano il testo. Il caffè Giamaica era il luogo dove si incontravano tutti i giovani che a quel tempo e in quegli anni, parlavano di pittura e di arte: il mio fidanzato, Dova, i Pomodoro... e altri di cui ho perso traccia. Io ascoltavo e imparavo, non so disegnare... Ho sposato un uomo che avendo fatto l'Accademia si occupava per diletto di pittori moderni, quando eravamo ancora fidanzati mi portò al Palazzo Reale di Milano ad una mostra di Picasso e mi fece vedere dei quadri, me li spiegò, uscii ed avevo capito tutto, mi aveva rivoltato come un guanto, di questo gli sono molto grata, ancora oggi vado alle mostre con lui, e quando andiamo all'estero ci facciamo un elenco delle mostre e dei musei da visitare."

Nel 1952 vieni "scoperta" da Sergio Pugliese, allora direttore della tv, che ancora non esisteva...  Sei stata scelta dopo quattordici provini.  E così sei diventata il primo volto della televisione italiana. Elda, sei stata scelta per i tuoi studi e dopo lunghi provini, Elda, oggi invece presentatrici, le vallette, senza titolo di studi e non dopo provini ma...

"Forse qui ti do torto, perchè non hanno cercato me perchè avevo quasi una laurea, perchè sapevo parlare di pittori, mi  hanno cercato perchè sapevo scrivere quattro righe di arredamento su un giornale, che non era Le Figaro, ma era Grazia, Grazia di allora, scelsero una ragazza  carina, che sapeva parlare, con una bella voce, che entusiasmò Franco Enriquez (disse: questa è una bella voce che prende lo stomaco" e mi portò davanti alle telecamere), scelsero una ragazza qualunque, che per caso era anche colta, che per caso sapeva anche scrivere, che per caso non era stupida, cercavano una ragazza normale, una ragazza modesta, un pò spigliata che non si innervosisse davanti alle telecamere. Tutto mi avrei potuto immaginare tranne che un giorno mi avrebbero chiamato in televisione, io non sapevo neppure che esistesse, e in effetti non esisteva ancora essendo il 1952, per scrivere dei testi che poi sarebbero stati letti e recitati in televisione."

Elda, oggi si cercano in altro modo le donne che devono apparire in televisione.  se i dirigenti Rai o Mediaset cercassero una ragazza che conosce Sartre o Schopenauer non la trovano... la cultura non è più un vanto.

"Beh ma se la trovano è quella, se invece vogliono una che mostri le tette e il resto tutti sanno dove mettere le mani."

Per due anni davanti a quelle telecamere Elda è sola: l’unica capace di sorridere, parlare, intrattenere. Sperimentare per sé e per gli altri il nuovo mezzo . Elda condivide questa esperienza entusiasmante con attori che diventeranno poi famosi. “In quegli anni durante i quali la neonata televisione sperimentava soprattutto sé stessa io affrontavo ogni giorno, spesso nello stesso giorno, generi diversi: trasmissioni per le signore, i ragazzi, la moda, la politica, il teatro. Due anni che hanno influito sulle abitudini degli italiani.”

Direttore della televisione sperimentale era Attilio Spiller, un personaggio poco ricordato, lo puoi presentare ai nostri lettori?

"Attilio è stato il personaggio più controverso che io abbia avuto la fortuna di incontrare. Quando l'ho conosciuto era direttore dei programmi (che non c'erano) della televisione italiana (che non c'era). Lui era famoso come autore di rivista e soprattutto di riviste radio. Gli avevano dato uno studio enorme e lussuosamente lucido e nuovo, una targhetta sulla porta, e gli avevano augurato buona fortuna. E lui ne ha avuta. Ha chiesto di me, perché avendo letto i miei articoli su Grazia avrebbe voluto affidarmi i testi di una trasmissione per le signore (allora le donne si chiamavano ancora così) che una giovane bionda, fatale e bellissima che lui aveva in testa, avrebbe presentato. Franco Enriquez mi ha imposto, invece, come presentatrice di questa fantomatica trasmissione, (la commedia) Prego Signora che è andata in onda l'8 settembre del 1952, da uno studio scalcinato di corso Sempione, alle nove di sera. Fu la prima trasmissione della televisione sperimentale. Da quel momento Spiller ha potuto immaginare la televisione come qualcosa di concreto, che si poteva fare. Conoscendo tutti i comici e gli artisti di rivista del momento, fabbricava trasmissioni sulla loro misura, che andavano in onda la sera, sempre con la mia faccia che 'presentava': ero la presentatrice ma anche l'unica sicurezza che avevano. Spiller è stato un genio, e mi stupisce che la TV che in certe cose ha memoria lunga, se ne sia dimenticata. Aveva il senso del ritmo, dei tempi scenici, della battuta... Tutti i comici e gli attori di quel periodo, che erano ancora piccoli e quasi sconosciuti, hanno imparato davanti a quelle telecamere. E dietro a tutto c'era sempre lui: Attilio Spiller. Io gli sono grata non soltanto di avermi insegnato un lavoro che non avrei mai fatto in vita mia (ero timida, ma davanti a quelle telecamere io 'potevo tutto'), ma mi ha insegnato i ritmi della comunicazione, il rapporto tra chi comunica e chi ascolta, che mi è servito nella mia professione successiva. E' stato un grande maestro, e non soltanto per me che ero poca cosa, ma per molti che poi sono cresciuti e sono diventati grandi."

Elda e Fulvia Colombo sono state le prime donne della tv: "Fulvia è stata la prima annunciatrice, io sono la prima presentatrice, il termine l'hanno inventato per me. Fulvia Colombo era bellissima, elegante, piena di scollatura, sempre pettinatissima e truccatissima, era un simbolo. Io ero una presa dalla strada e messa li. Nessuno sapeva che cosa sarei stata e che cosa avrei dovuto fare. Ce lo siamo inventati. Nella stessa giornata passavo dal programma del pomeriggio, casalingo, alla rivista per la sera, cambiandomi soltanto il vestito. Quando la rivista era a Torino, mi cambiavo in macchina. La televisione per iniziare ha avuto bisogno di due gambe, e le ha trovate buone tutte e due."

Elda torno un attimo su quella tv, sui ben 14 provini che ti hanno fatto, oggi in Rai entrano solo zelanti zerbini del Pd e mignotte del Pdl, la battuta non è mia, ma di Luca Barbareschi. Era forse meglio la tv bacchettona (ma pedagogica e culturale) democristiana?

"I tempi sono cambiati, ti posso dire che io avevo una mia ideologia politica, io non ero una bellezza sfolgorante, ma sapevo parlare. Ero disinvolta e informata, oltre che femminista... L'illuminazione, per me, era stata la lettura de Il secondo sesso di Simone de Beauvoir. Alla donne, in televisione, dicevo: imparate a camminare bene da sole, se volete camminare meglio in due. Era un periodo di passaggio e di fermento. Inoltre io ero una socialista militante..."

Socialista? Penso non sia stato facile in quegli anni essere una donna con la testa e per di più femminista e socialista. Incredibile ma vero. Non c'erano pressioni politiche come oggi?

“Essere socialisti, in quegli anni, significava stare dalla parte degli intellettuali, dei lavoratori e degli studenti."

Oggi essere "democratici" significa invece stare dalla parte della finanza e dei banchieri...

"Devo ammettere che, in una televisione completamente democristiana, non ebbi mai noie per le mie scelte politiche. Al direttore Filiberto Guala, che girava con il crocefisso appuntato sulla giacca, Andreotti disse che ero socialista, e lui replicò: ma lei è brava!”.
 

Un tuo grande amico è stato Giorgio Gaber, come l'hai conosciuto?


"Attraverso un amico comune, ma il nostro incontro e' stato subito speciale. Mi piaceva Maria Monti, così decisa, spontanea, intelligente. E mi piaceva lui, così Giorgio Gaber. Noi eravamo già sposati, era anche nato mio figlio: Giorgio e Maria venivano a casa nostra, ci facevano sentire le canzoni che aveva composto davanti al camino del nostro salotto, lui cantava o cantava lei: la chitarra, i miei panini al salame, la torta della nonna. E noi. Alcune delle sue canzoni sono state provate nel nostro salotto, davanti a un camino acceso, la chitarra,  fette di pane e salame nel piatto. Una delle sue canzoni, Le strade di notte, mi commuove ancora. Giorgio Gaber era speciale perché era intelligente e umanissimo. Educato, perbene, riflessivo. Spiritoso e altruista. Ho letto da qualche parte che fosse modesto: mai. Era timido, ma sapeva assolutamente quanto valesse e che cosa pretendere. Mi è difficile parlare di Giorgio senza commuovermi. Non amava i complimenti e la stupidità lo rendeva furioso. Aveva pazienza, dote rarissima. Non ci sono episodi da raccontare: è stato un periodo della nostra vita in cui per caso, come spesso accade, ci siamo trovati compagni sulla stessa strada. Lui cominciava a cantare, io a lavorare in TV: tutte e due un po' spaventati e impreparati, ma ostinati ad andare avanti. Giorgio è stato una delle persone che hanno inciso nella mia vita: in silenzio, soltanto con un gesto o con un sorriso."

         

ELDA LANZA CON WALTER CHIARI, ELDA LANZA in COPERTINA RADIOCORRIERE TV, ELDA LANZA CAPODANNO 1953


Dall'8 settembre 1952 al 3 gennaio 1954 presenta moltissime trasmissioni della tv sperimentale, è lei con Febo Conti a condurre la prim
a puntata di Un, due, tre spettacolo che sarà poi di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello.  Ho presentato tutto quello che mandavano in onda; dal programma per le signore del pomeriggio, ai programmi per ragazzi, alle riviste serali, agli incontri, alle interviste... Non si facevano troppe distinzioni, perché non c'erano palinsesti. Alle nove di una certa sera doveva andare in onda una rivista o uno spettacolo e lo si faceva. Questo, naturalmente, tra il 1952 e il 1954 - data di inizio delle trasmissioni ufficiali. Tuttavia non ci sarebbe stata nessuna ufficialità se non avessimo per due anni sperimentato la televisione, i tecnici, le macchine e tutte le possibilità che la televisione offriva. Mi sono sempre considerata, in quei due anni, manovalanza. Ma sono stati due anni fantastici che sono felice di aver vissuto. Dovevamo lavorare perché registi, nuove presentatrici (che intanto arrivavano, superavano i provini, qualcuna restava e altre venivano sostituite definitivamente), annunciatrici, tecnici imparassero il loro mestiere. Mi e' difficile ricordare tutte le trasmissioni di quegli anni, a volte passavo da una all'altra, nello stesso giorno, soltanto cambiandomi d'abito. La famosa trasmissione del professor Cutolo  era stata ideata da me e per due o tre settimane l'avevo presentata io; quando è arrivato lui, gliel'ho ceduta  perché mi era sembrato più adatto di me, e lo e' stato certamente. Questa era l' atmosfera nella quale lavoravamo."

Con la nascita ufficiale della tv, il 3 gennaio 1954, Elda conduce la rubrica settimanale Vetrine. Di cosa si occupava il programma, Elda?

"Di tante cose: ricette, lavori a maglia, moda... Fu un grande successo... Poi arrivò mio figlio, e quand'ero incinta mi proposero di fare pubblicità per la Pavesini, molto ben pagata. Fui costretta a rinunciare alla televisione, allora non si potevano fare entrambe le cose. Vetrine è durata fino al 1957, "l'anno della nascita di mio figlio", mi richiamarono in tv nel 1958 per condurre un programma di libri per ragazzi, Avventure in libreria, che andò in onda fino al 1965: "Io sceglievo i libri, io li presentavo, io parlavo degli autori: Italo Calvino, Dino Buzzati, Giovanni Arpino e molte scrittori per grandi che scrivevano libri che io ritenevo giusti per i ragazzi: Rodari, Manzi... Non ho presentato Cuore per esempio"

21 LUGLIO 1955 CHIESA DI ZONE (LAGO D'ISEO - BRESCIA) ELDA SI SPOSA CON VITALIANO DAMIOLI DOPO 8 ANNI DI FIDANZAMENTO. / ELDA ALLA CONDUZIONE DI AVVENTURE IN LIBRERIA.

Nel 1966 ha inizia a condurre un programma per la fascia meridiana destino alle telespettatrici più giovani. Il programma cambiava titolo ogni giorno: Per te Elisabetta, Per te Giovanna, Per te Chiara, i nomi cambiavano secondo il santo (o la santa) che cadeva il giorno della trasmissione.

Elda ha conosciuto alcuni fra i più grandi personaggi della cultura contemporanea e non, ecco i suoi ricordi di alcuni di loro:

Totò

A parte qualsiasi ovvietà sulla sua grandezza d'attore e la sua signorilità, era un uomo timido.

Walter Chiari

È stato il compagno più simpatico, allegro, divertente, intelligente e altruista che abbia mai avuto come partner.

Federico Fellini

L'ho molto amato e ammirato da lontano, non l'ho mai incontrato in televisione. Ai miei tempi lui era ancora giovane.

Vittorio De Sica

L'ho presentato una sola volta al Teatro Nuovo di Milano, in una trasmissione dal vivo - come si diceva allora. Io ero timida e intimidita, e lui è stato cortese. Forse in cuor mio l'avrei preteso affettuoso.  

Domenico Modugno

Ricordo la sua prima volta in televisione, nella mia trasmissione pomeridiana, quindi negli anni ‘53/’54. In collegamento con uno studio di Roma lui ha cantato “U' piscispada”. Era un artista che non aveva bisogno della TV per essere grande e conosciuto in tutto il mondo.

Ingrid Bergman

Di passaggio a Milano, intervistata in una trasmissione serale. A lei piaceva parlare italiano, credo fosse il suo periodo rosselliniano, e io faticavo a capire quello che mi diceva e a tradurlo per gli ascoltatori. Molto cortese. Molto molto alta.

Dario Fo

Il ragazzo più intelligente e divertente che abbia conosciuto - e la sua carriera mi dà ragione. Era ragazzo, aveva appena conosciuto Franca Rame e impazziva per lei. Al Piccolo lo avevano ingaggiato con Giustino Durano per uno spettacolo di mimo. Un intero spettacolo muto, fatto soltanto di gesti. Non ho mai visto niente di più straordinario e esilarante. Dario mi ha insegnato a ridere di me stessa, mi ha insegnato molte cose.

Umberto Eco

Quando la televisione cominciò ad assumere una fisionomia meno improvvisata, al settore Culturali arrivarono per concorso due neolaureati: Umberto Eco e Furio Colombo. Umberto era un monello irriverente che faceva scherzi malandrini. Oltre a combinare scherzi malandrini, ci recitava in rima le teorie di Kant o di Hegel, per fare il saputello. Non ci siamo più rivisti per anni, anche se io ho sempre seguito la sua storia e i suoi successi. Fino al giorno in cui ci siamo per caso incontrati a un mercatino di cose usate e ci siamo abbracciati come se ci fossimo lasciati il giorno prima. Da allora ci scriviamo per mail, ci spediamo libri, e non ci siamo più rivisti. Ma non occorre. Io so che lui c'e'.

Furio Colombo

Furio era educato, molto rispettoso, persino ansioso di capire quello che succedeva. Era uomo di carriera e carriera ha fatto, ed era uomo di grande stile e l'ha sempre dimostrato. Non l'ho più rivisto, ma ho letto i suoi libri, l'ho seguito sull'Unità, mi fa piacere sapere di averlo conosciuto.

Elda hai anche conosciuto il personaggio del momento, tutti parlano di lui, come tutti i grandi: o lo si ama o lo si detesta: Beppe Grillo, e qualcuno del suo Movimento 5 Stelle mi ha detto che vi siete recentemente incontrati...

"Beppe era agli inizi, già bravissimo . A volte collaborava con sketchs esilaranti alle nostre convention. Gli davamo i giubbotti di Reporter, che a lui piacevano. Poi, negli anni, ogni tanto ci siamo rivisti, l'ultima volta nel 2006 o 2007,  credo, a Cuneo. Ci ha invitati e siamo stati suoi ospiti. Per la prima volta abbiamo parlato di politica. Io sapevo che aveva in testa. Mi ha sottoposto il marchio 5 Stelle e gli ho risposto che l'eccellenza stava fra una stella e l'altra: lui ha capito benissimo...  Lo so dove vuoi arrivare, Emanuelli...  Non aggiungo commenti al suo Movimento, ma Grillo è una persona onesta, intelligente, persino fanatica. A me lui piace, del suo movimento so troppo poco..."

In tanti anni di tv avrai senz'altro mille episodi divertenti da raccontare...

"Gianni Granzotto quando era un importante giornalista politico aveva accettato di intervenire nella mia trasmissione Vetrine per un breve inserto di politica al femminile (questo era il mio modo di parlare alle donne!!!): seduto dietro una scrivania commentava un fatto e lo spiegava meravigliosamente con parole semplici e chiare! Davanti, sulla scrivania, aveva un foglietto con gli appunti, ma gli seccava farsi vedere che andava a leggere. Allora gli ho insegnato un trucco: tenere la penna fra le due mani, in modo orizzontale, ogni tanto abbassare gli occhi come a guardare la penna e intanto leggere. Cosa che ha lui ha fatto e da allora per sempre. Persino lo hanno parodiato con quel gesto che ormai era diventato suo. Tra parentesi, quando è diventato direttore generale della Rai, non sono mai andata a salutarlo e  a chiedergli un posto. Questione di pelle...  Con le tue domande mi hai fatto ripensare a tante cose che avevo dimenticato: questa è una di quelle."
 

Elda hai condotto più di mille programmi: "Ho citato le trasmissioni che hanno avuto un titolo e una certa ripetizione. Capitava a volte che la Tv mandasse in onda riviste alle quali partecipavo soltanto come legame tra un numero e l'altro, o interviste a personaggi, o presentazioni di festival (internazionale del jazz a Sanremo), o dibattiti politici, o interviste a  artisti (Lucio Fontana e altri).

Elda è vero che ti contattarono per condurre il Festival di Sanremo e che hai rifiutato, se si in quale edizione?

"Si, è vero, l'anno non me lo ricordo, ma tu, come storico della tv potresti risalirci, era l'anno in cui il Festival venne presentato da un'annunciatrice... credo fosse quello. Inoltre era certamente vicino, se non nello stesso anno, al Festival Internazionale del Jazz. Salone delle Feste del Casinò. Purtroppo non ho altro..."

Era l'edizione del 1958 presentata da Fulvia Colombo e Gianni Agus, quella vinta da Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu, subito nota come Volare.... ma perchè hai rifutato?

"Ho rifiutato perchè avevo il panico da palcoscenico, pessima prova in quel senso il jazz, quindi non me la sono sentita. Niente di speciale. Ho detto semplicemente: no, grazie. Una cosa non per me..."

Elda ti sei cimentata anche nella conduzione radiofonica: "Ho avuto una trasmissione per sette anni, I conti in tasca. Ero la signora che parlava alle donne in TV, e l'ho fatto anche in radio. Ancora oggi, quando mi intervistano in radio, io sono molto più felice di quando mi capita in tv - anche se la televisione è stata la mia casa. Io sono timida, ma in radio mi sento coraggiosissima. E felice...!"

Elda resto sempre affascinato ogni volta che parlo con te, di tutto, in particolar modo quando ti sento raccontare la tua tv, quella delle origini, la Rai che esce da questa intervista è lontana anni luce dalla Rai attuale, che trovo becera, volgare, e senza alcuna professionalità (fatta qualche rarissima eccezione), una Rai, la tua, che meritava di essere ricordata perchè fa parte della storia del nostro Paese.  Con i tuoi della Rai delle origini, Elda, ci hai fatto respirare le atmosfere del pionierismo, avresti potuto rifare quell'esperienza e rivivere il pionierismo con Antenna 3 Lombardia, ti contattò Enzo Tortora, è vero?

"Certo eravamo molto amici io ed Enzo, ci stimavamo molto. Tortora mi voleva con sè in questa sua nuova avventura, ma io non me la sono sentita."

Elda, hai detto no anche a Silvio Berlusconi...

"E' vero, nella seconda metà degli anni '70 non c'erano ancora i suoi network, aveva una piccola televisione (Telemilano 58), mi convocò. C'era uno stanzone con tre persone che lavoravano, non era ancora arrivato Mike Bongiorno. Ho detto di no, ma non perchè era una piccola cosa, ma perchè la Rai era stata come la mia mamma."

Nel 1971 Elda dopo vent'anni ed oltre mille trasmissioni, si ritira dalla televisione per dedicarsi ad un nuovo esperimento all'avanguardia per quel periodo: la comunicazione. Apre un'agenzia di comunicazione d’impresa, pubblicità, giornalismo, grafica, architettura e arredamento. Politica. Una costante curiosità per tutto ciò che è movimento. Attualità. In un arco di oltre trent’anni, protagonista di eventi sociali e culturali. Contemporaneamente organizza corsi accademici sull’evoluzione del costume; all’Accademia d’Arte di Osaka è attivo un suo corso sull’Evoluzione del costume e della Tavola dal Medioevo a oggi. Su questi temi ha scritto testi, articoli, libri. Ha collaborato con Corriere della Sera, Il Giorno, La notte.

"Ero giornalista sapevo scrivere. Quando mi sono avvicinata ai problemi della comunicazione d'impresa, avevo alle spalle anni di socio-psicologia e molti viaggi in paesi dove la comunicazione d'impresa era già matura. Ho scelto una strada difficile,  in un periodo in cui  le relazioni pubbliche (che allora ci ostinavamo a chiamare Public Relations) in Italia erano ancora sconosciute. Era un lavoro di prestigio: l'ho fatto bene per oltre trent'anni. Ho avuto clienti come Cartier, come Reporter, come Hoover, FIAMM e le corse automobilistiche... e tanti altri, alcuni per un'azione particolare, altri per anni. Alcuni li ho raccolti piccoli e nazionali, e li ho lasciati grandi in tutto il mondo. Io non ho mai avuto 'lavori divertenti': era una cosa seria la televisione, e' stata una cosa seria anche la mia agenzia. Trent'anni, sono un percorso che merita tutto il mio rispetto. Alcuni dei miei clienti mi mandano gli auguri di Natale ogni anno. I giornalisti che si occupavano di redazionali-stampa, ricordano che ero intransigente e poco simpatica."

ELDA LANZA A  UN CONGRESSO A NEW YORK E A UNA CENA DI LAVORO FRA VINCENZO BUONASSISI E NINO NUTRIZIO

 

Vi è poi una terza Elda, la scrittrice, autrice di romanzi e saggi. Fra i libri pubblicati ricordiamo: La tavola (De Agostini, 1999), I riti della comunicazione (Sperling & Kupfer, 1992), Ho una pazza voglia di amare (Sperling & Kupfer, 1992), Una donna imperfetta (Mondadori, 1993), La tavola (De Agostini, 1994), Signori si diventa (Mondadori, 1995), Una stagione incerta (Marsilio, 2006, opera con la quale ha vinto il premio letterario Antonio Sebastiani detto il Minturno), L’altra faccia della luna (Lula.com 2008).

"Sto scrivendo tre gialli, che forse proprio gialli non sono, legati a un solo personaggio; che nel primo romanzo è commissario, e nel secondo e terzo torna a fare l'avvocato. I titoli La signorina Olga (un'adorabile truffatrice di ottantadue anni), Il matto affogato (mossa degli scacchi, quando le proprie pedine impediscono al giocatore di dare (uno) scacco al re), l'intrigata storia di un omicidio; Morire d'inverno una storia di ricatti e di mafia"

Dall'incontro casuale e l'amicizia con Francesca Mazzuccato, scrittrice feconda e animatrice culturale, in Elda Lanza nasce una nuova passione: il blog. "Al computer sono arrivata da sola, nel 2000, ora sperimento il potere di internet, di facebook, del blog, e delle nuove tecnologie".

Elda oggi vive a Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, un paesino fra Milano e Genova, un paesino vicino a Volpedo: "è tutto un Pelizza".

Elda è tornata recentemente a Milano: "pochi giorni dopo l'inaugurazione del Museo del 900. C'era poca gente, molto spazio, poche code. Un'esperienza che ripeterò certamente. Alcuni di quegli artisti li ho visti crescere: Fontana, Dova, Guttuso, Messina, i due Pomodoro... Tutti calmi: nessuno di loro mi ha lasciato uno schizzo in ricordo, io li ho amati ugualmente. Ora li guardo attraverso le loro opere e sono immortali".

Come è cambiata Milano nel corso dei decenni dal dopoguerra a quando l'hai lasciata?

"E' una città stravolta. Dove c'erano, preziosissime, le vecchie librerie oggi si vendono scarpe e le librerie sono supermercati. Sparite le mercerie con i plastron colorati. Le tabaccherie. Il panettiere di Via Montenapoleone oggi è diventato non so cosa. I salotti - quello famoso della Maruccelli - dove erano invitate non le persone "in vista sui rotocalchi" ma quelle che davvero contavano nella cultura e nell'arte. I pomeriggi musicali al Nuovo, i teatri, la Scala. Mi dirai che almeno questi sono rimasti in piedi: ma gli spettacoli sono gli stessi? Soprattutto è lo stesso pubblico di allora, elegante, partecipe, colto, coinvolto? Da quello che ho visto recentemente dubito. Certo Milano è diventata una città da bere. Ma poi forse ci vuole un alkaseltzer per digerire lo smog, il rumore, la sporcizia, la volgarità, il disinteresse, la corsa al successo o all'ultima idea di... con insensate code davanti a vetrine di oggetti. Ho lasciato Milano dieci anni fa, ci ritorno sempre volentieri, soprattutto per le grandi mostre d'arte, che forse una volta non erano così grandi. Ci torno volentieri perché so che torno a casa, in un paese a misura d'uomo in cui oggi mi piace vivere davvero.

Stupisce l'incredibile contrasto fra questa quieta signora ultra ottantenne sorridente e una vita attraversata da eventi che hanno trasformato il mondo e la società nella quale viviamo.

Quale è la differenza più grande fra la tv degli anni '50 e quella di oggi?

"E' come paragonare il trenino a carbone della mia infanzia con l'alta velocità di oggi. Il nostro era un giocattolo per signorine di buona famiglia. Questo di oggi è un carrozzone altamente tecnologico che deve saper raccogliere di tutto per tutti?

Come è cambiata la tv dagli anni '50 ad oggi?

"Quando si parla di conformismo culturale degli esordi forse non dobbiamo dimenticare che Italia fosse, la Democrazia Cristiana al governo; le donne a casa, soprattutto quelle anziane, senza lavoro; suor Pasqualina che guardava la nostre trasmissioni e ne riferiva al Papa, a volte telefonando alla direzione per rimproverare qualche atteggiamento o per esprimere soddisfazione. Le ballerine con le calze e un vocabolario attentissimo, dove la vendita all'asta diventava vendita all'incanto, i membri del governo erano solo ministri o chiamati per nome; gli scapoli erano uomini non sposati...  Oggi è facile dire che fosse un conformismo becero, ma quella era un'Italia nella quale cominciavamo a sentirci stretti. Ce ne siamo liberati poco alla volta, per cadere nel conformismo opposto ma altrettanto becero: fare il peggio perché tanto oggi si può. Le ragazze tette e culi sono almeno belle da vedere, chiedono soltanto di essere guardate. Che male fanno? Trovo peggiore il conformismo politico e sociale che nella nostra televisione abbonda sotto la bandiera della libertà."

Non trovi che la tv degli esordi (quella di Guala) era più didattica e pedagogica (pur con le censure democristiane) di quella attuale?

"Credo che sia giusto definire soprattutto didattica la prima televisione.  Il maestro Manzi era un maestro e ha fatto una serie di
trasmissioni che hanno insegnato davvero a chi non sapeva leggere né scrivere. Jole Giannini ha 'inventato' un metodo straordinario per insegnare l'inglese attraverso piccoli fumetti e disegni (era bella e bravissima: un peccato che abbia lasciato la Tv troppo presto). L'amico degli animali ha insegnato l'amore per gli animali e il come trattarli e pensarli. Gli sceneggiati e le commedie sono diventate cultura 'popolare'.   Ancora oggi incontro uomini maturi che mi ringraziano perchè da ragazzi hanno imparato l'amore per la lettura dalla mia trasmissione  Avventure in libreria. La televisione di allora era diretta a un pubblico  che andava 'educato' alla televisione. Ci insegnavano a parlare lentamente per abituare i telespettatori a guardare le immagini e ad ascoltare le parole contemporaneamente. Perchè la televisione non era la radio; ma neppure il cinema, dove la storia può suggerire anche quello che non si è ascoltato o capito. La televisione era asettica: video e audio, e bisognava farsi capire. Oggi, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, una Tv 'maestra'  non avrebbe senso. Le trasmissioni di cucina, di attenzione alla spesa, di viaggi, di strapaese hanno orari che coinvolgono soprattutto un pubblico casalingo. Tanto più il pubblico si allarga e si estende, e tanto più la televisione diventa qualunquista. Io ho l'impressione che la televisione oggi non sia interessata alla qualità del pubblico a cui si rivolge, ma alla quantità. Ho sempre pensato, infatti, che la pubblicità avrebbe salvato e distrutto la televisione."

Cosa guarda Elda in tv?


"Guardo poco la televisione, perché di solito nelle ore buone io sto al computer. Se accendo per caso la tv mi capita di vedere una tipa con la minigonna e gi stivali sadomaso che parla con una signora che sta piangendo perchè ha perso la figlia. Allora mi spavento e chiudo. Perciò scelgo solo di guardare ciò che mi piace.  Guardo i telegiornali - mi piace quello de La7 perché Mentana e perché era al Liceo Manzoni di Milano con mio figlio: e anche se è un pò più grande gli ha insegnato la politica. Non mi piacciono i dibattiti politici. Mi annoiano i varietà. Che cosa resta? Quel poco me lo godo. La televisione è di casa in casa mia, mi ha nutrito".

Cosa fa oggi Elda Lanza?


Cose che mi piacciono e che scelgo. Sono docente di corsi sull'evoluzione del costume, che diventano anche lezioni di buone maniere civili. Sono stata presidente della biblioteca locale e ancora oggi promuovo per il mio paese occasioni di cultura e di divulgazione. Scrivo: sto terminando tre piccoli gialli che presto andranno in stampa. Scrivo articoli per giornali locali. Rispondo alle interviste intelligenti come la tua.  Vado ospite in televisione a raccontare la tv dei miei tempi. Ascolto molto e leggo molto. Una vita impegnata, per fortuna accanto a un compagno che, dopo 64 anni di vita in comune, ancora mi interessa e mi impegna la testa e il cuore.

Grazie Elda per tutto quella che hai fatto per la tv (e non solo) un posto nella storia della televisione e pertanto nel nostro sito lo meriti a pieno diritto.

Massimo Emanuelli

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Ottobre 2012 esce il libro Niente lacrime per la signorina Olga che in sole tre settimane arriva alla ristampa, Elda è anche autrice della presigla del libro E' la tv bellezza di Mariano Sabatini, Massimo Emanuelli intervista Elda e Mariano a L'ANGOLO DELLA SCUOLA.

Il libro di Elda Lanza è stato apprezzato da Umberto Eco: "Quando iniziai a fare televisione  Umberto Eco e Furio Colombo erano due giovani appena laureati che avevano vinto un concorso indetto dalla Rai, erano eruditi e furono pertanto assegnati al settore culturale del quale facevo parte anch'io. Erano un pò spaesati perchè non capivano dove erano capitati, io invece ero una che la sapeva lunga perchè ero li da tre anni, mi prendevano in giro, mi stuzzicavano, Umberto Eco si divertiva a parlarmi delle dottrine di Hume e di Kant, non sapendo che io ero laureata in filosofia come lui... Comunque siamo stati amici, poi ci siamo persi, ognuno è andato per la propria strada. Mi è capitato di rivederlo qualche anno fa, per strada, l'ho guardato, lui mi ha guardata e ha detto: "Elda Lanza.." "E tu sei Umberto Eco..." ci siamo abbracciati, a questo punto la nostra è diventata un'amicizia, perchè ci scriviamo, lui mi manda un libro, io gli scrivo, gli ho fatto i miei complimenti per li libro La misteriosa fiamma della Regina Loana, mi è piaciuto moltissimo perchè racconta anche un pò a mia storia di bambina con la guerra. Umberto Eco l'ho recentemente ritrovato alla bellissima mostra di Salani al Castello Sforzesco di Milano, mi ha salutato dicendomi: "Cara Elda, ho finito adesso di leggere il tuo libro". Io poi sono andata dal mio editore, Spagnol, il mio editore, e gli ho detto: "Umberto Eco ha letto il mio libro, gli è piaciuto" e Spagnol mi ha risposto: "Eh ci credo, in tre settimane sei alla ristampa". A quel punto mi è venuta la pelle d'oca. Niente lacrime per la signorina Olga sta ottenendo il successo che merita, Elda è sempre la numero uno in ogni sua attività, in ogni fase della sua vita, lo è anche come scrittrice.

Ascoltate la puntata

http://www.radiofree.it/page_96.html

Niente lacrime per la signorina Olga è stato definito "giallo condominiale" dopo il passaggio in radio da Massimo Emanuelli a L'ANGOLO DELLA SCUOLA Elda ha avuto altri passaggi ed interviste radiofoniche, ricordiamo quello su Radio Montecarlo ospite di Luisella Berino

 

Nel maggio 2013 uscirà un nuovo giallo intitolato Il matto affogato.

Una nuova Elda, mi pare di essere tornato ai tempi di Simenon, è giunta l'ora di proporre una trasposizione televisiva, ne parlavamo, sempre a L'ANGOLO DELLA SCUOLA con Mariano Sabatini, peccato che manchino i funzionari di una volta, come Umberto Eco, che non ci sia uno sceneggiatore come Andrea Camilleri, che manchi il pubblico raffinato, che siano scomparsi attori del calibro di Gino  Cervi, Andreina Pagnani, ecc. anche se Emanuelli, Sabatini e la stessa Elda Lanza hanno individuato in Luca Barbareschi un ipotetico attore-produttore.


ELDA LANZA E' LA TV

di Mariano Sabatini

C'è una signora che ha visto nascere la tv, per lei fu coniato il termine presentatrice, e ne è uscita con la discrezione l'eleganza che le è propria. Ha superato gli 80 da qualche anno, ha tre romanzi in attesa di pubblicazione, naviga in internet e partecipa, purtroppo di rado, alle trasmissioni. Su Telecity, del circuito 7Gold con Ketty Porceddu ad Aria pulita. Elda Lanza si è raccontata con semplicità, umiltà ed educazione, parole di una telespettatrice al telefono. E' stata recentemente ospite ad Apprescindere con Michele Mirabella. Seguitela.

http://www.facebook.com/mariano.sabatini#!/video/video.php?v=1866447351134&oid=45826000833&comments

http://www.youtube.com/watch?v=KBmriemZk3I

http://www.youtube.com/watch?v=LoD_f8SmRZU&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=v4eG6MJrcG8

 

Così Elda ha ringraziato me, Mariano Sabatini, i radioascoltatori, i suoi lettori: "ho avuto in questi mesi, grazie a tutti voi, più di quanto abbia avuto in vent'anni di tv. Sto diventando vanitosissima, ma ogni tanto mi fermo e mi chiedo: sei proprio tu? Ma certo che sono io.