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Dentro la tv

di Michele Avola

 

Michele Avola è uno dei massimi esperti di televisioni locali che abbiamo in Italia, collabora con Il Giorno, L’Opinione delle Libertà e La Padania. Le sue rubriche si intitolano Telenorditalia, Dentro la Tv e La tv di traverso.

Iniziamo a pubblicare una rassegna dei suoi articoli, presto Michele Avola ci proporrà degli inediti.

 

A DANIELE VIMERCATI, "ROMPISCATOLE"

L'Opinione 30.3.2003

 

E' una ferita ancora aperta. Un vuoto incolmabile quello lasciato da Daniele Vimercati. Difficile da riempire, specie fra chi il "Vim" (come veniva chiamato affettuosamente) lo conosceva da vicino. Da molto vicino. Gli amici, i colleghi e, soprattutto, il suo pubblico.  Ed è nel giornalismo, quello vero, quello libero, quello lontano da ogni faziosità, che il solco è ancora profondo. Non ancora colmato. E non si scorge alcun segno di continuità nell'esperienza professionale di Vimercati. Un modo di fare giornalismo e informazione che stenta a riapparire.  "Vim" era un Signore dell'informazione. Schierato?  Certo. Ma dalla parte della Lbertà.  QUella libertà che ha casa ovunque ci siano persone di buon senso. E per ricordarlo, a un anno dalla sua scomparsa, giovedì 27 marzo è in edicola in tutta la Lombardia - voluto da Sandro Parenzo, editore di Telelombardia - un libro allegato a Il Giorno: DANIELE VIMERCATI, RITRATTO DI UN GORNALISTA CHE AMAVA LA LIBERTA'. Il libro non è un ricordo di Vimercati - scrive nell'introduzione al volume Federico Guigla, curatore del progetto, oltre che amico e collega - ma tanti ricordi di Vimercati. In queste pagine ciascuno ha scritto o descritto Daniele secondo i suoi sentimenti e il suo stile.  Ed il volume raccoglie, oltre ad alcuni articoli pubblicati quando era editorialista de IL GIORNO e le famose interviste fatte a Indro Montanelli e a Silvio Berlusconi, storie, emozioni, momenti che hanno accompagnato i tanti amici e colleghi nelle esperienze di vita e di lavoro con il "Vim":  da Luigi Bacialli a Mario Cervi, da Gianfanco Funari a Marco Travaglio, da Francesco Rutelli a Umberto Bossi, e molti altri fino a Giampiero Testa, sindaco di Vertova, paese della bergamasca caro a Vimercati e nel quale, oggi, riposa:  "se ora lo ricordiamo - prosegue Gugilia - ora che è passato un anno dall'improvvisa scomparsa, è anche per risentire quell'aria fresca e pungente, che non soltanto i ghiacciai sanno emanare. Un magnifico "mosaico di emozioni" tutte, davvero, capaci di raccontare Daniele Vimercati come era, con un intento in più:  tener vivo il ricordo, oltre che umano, professionale: "aveva un rapporto non neutrale ma sempre onesto con la politica - sottolinea Francesco Guglia - solo i fanatici, del resto, credono che possa esistere un giornalismo "obiettivo", e lui, fra l'altro, era un moderato. Non coltivava il dubbio di avere torto, ma quello, più nobile, che l'altro potesse avere ragione".  Al progetto di Federico Guiglia hanno collaborato due giornaliste televisive molto vicine a Vimercati: Manuela Ferri, giornalista di TeleLombardia, e Sonia Sarno, cronista politica per Telepadania, Odeon Tv e il Circuito Cinquestelle.  "Ho cominciato con lui - racconta Manuela Ferri - la mia carriera professionale su Antenna 3 con SILENZIO STAMPA. Poi, quando è diventato Direttore dell'informazione su Telelombardia, l'ho seguto ed ho lavorato alla realizzazione di ICEBERG. Tutte esperienze magnifiche e che porto ancora dentro.  Certo, era difficilissimo lavorare con lui, era molto esigente, chiedeva non dieci, ma venti; poi,quando gli davi venti, lui diceva puntualmente: "avresti potuto fare ventuno". Quanti pianti ho fatto!  Ma mi è servito molto e oggi...  mi manca tantissimo.  La cosa più straordinaria è inoltre il ricordo ancora presente nel suo pubblico, fra i suoi lettori, i quali - spiega la Ferri - percepiscono ancora questa mancanza. Viva, attuale.  Specialmente in un momento politico così delicato, con una guerra, un governo alla prova dei fatti, il ritorno del terrorismo e delle Br.  Manca un giornalista come lui capace di spiegare "vicende" e "fatti".  Il suo pubblico sente la mancanza del dibattito vero. Daniele Vimercati avrebbe dovuto approdare alla Rai. Avrebbe dovuto, anche, comprare una Jaguard. Ma ha preferito la libertà nella direzione dell'informazione di Telelombardia e la sua vecchia auto: "a lui non piaceva nè sentirsi, "in quota di qualcuno", nè ostentare - conclude Manuela Ferri - era espansivo, gentile, ma aveva un suo mondo dal quale escludeva tutti. Tu capivi sempre fin dove potevi arrivare, poi c'era un muro oltre il quale..."  Oggi questo libro, nell'armonioso collage di storie, ce lo ricorda, nella sua eleganza, nella sua forza, nella sua ironia e nel suo amore per la libertà.  Quella sana, quella di Daniele Vimercati. 

 

Intervista a Roberto Marelli: Se in onda vuoi tornare... il programma te lo devi pagare.

Roberto Marelli racconta perchè Storie di Lombardia non va più in onda su Telenova

 

Duello tv  Ferrante-Moratti. Vince TeleLombardia.

L'Opinione 23/2/2006

 

Lui, vestito da Prefetto. Lei da insegnante di algebra delle Orsoline. L'altro da giornalista imparziale. Lui, camicia a righe, cravatta scura e pochette nel taschino. Lei, gonna di lana al ginocchio e un paio di scarpe color "traa sur de ciuc": bordeaux (per chi legge da fuori Milano. L'altro un paio di clarcks. Lui amante della pizza, delle passeggiate e del cinema nostrano. Lei, cuoca, che non ha tempo per il cinema e alla quale piace molto il risotto alla milanese e gli spaghetti al pomodoro. L'altro, per una volta spumeggiante arbitro neurale. La monetina, che decide chi comincia fra i due candidati a sindaco  Bruno Ferrante (Unione) o Letizia Moratti (Cdl), vola in cielo. Verso i riflettori dello studio di TeleLombardiai in via Colico 36. Testa o croce... testa o croce...  No, un momento! Si tratta di una moneta da un euro tedesco  Per cui: aquila o croce?  Aquila!  Tocca alla Moratti. Sarà lei a partire per prima, a inaugurare il primo faccia-faccia televisivo sullo stile Bush & Kerry. Infatti la struttura e le regole sono all'americana. David Parenzo, il conduttore, l'ha però subito ribattezzata "all'ammatrciana". In effetti di americano c'è ben poco e lo si capisce fin dalle prime battute. Restano le regole a stelle e a strisce. Rigidissime. Rispettatissime. Per il resto... Scusate, ma dov'erano i duellanti?  Mah...  Così.  "Sua Maestà Regjna Noia" ha governato per due interminabili ore.

E, se non fosse stato per la dicitura "esclusivo" che cambiava ogni minuto posizione sullo schermo e per la frizzante conduzione del nipotino del Parenzo-patron-di Eurovision (ovvero Tl più Antenna 3 più Canale6) sarebbe stato come vedere un film di Takeshi Kitano.  Due palle!  La Signora Moratti e il Dottor Ferrante sembrano, infatti, essere d'accordo un pò su tutto. Pare che nessuno dei due abbia il coraggio di "dire" ancora prima di "fare".  Appaiono come due forestieri capitati per caso in città.  E in alcuni momenti si fatica persino a capire da quale parte siano. La Moratti è di destra o di sinistra? Boh.  Ferrante è di sinistra o di destra?  Mah!  La confusione è tale che anche lo sbadiglio esce confuso e disorientato.  Eppure le domande di Parenzo e quelle del selezionatissimo pubblico, scelto dai rispettivi staff (manco fossimo in Bielorussia) incalzavano. Ma le risposte latitavano. L'unico brio arriva in due occasioni.  La prima:  Moratti  - chiede Parenzo - dica qualcosa di destra." Lei, scena muta.  La seconda: "E sulla scuola di via Quaranta? E Ferrante (allora Prefetto) non sapeva dell'esistenza fino a quando l caso della scuola illegale non è scoppiato. "Nessuno me ne ha mai parlato."  Tragico.  Con sfumature comiche. E per chiudere in bellezza. Lei, con sei quintali di lacca per tenere in piedi la pettinatura. Lui, con quella "zeta" un pò così.  E quell'altro il vero vincitore del faccia-faccia.

Mestieri Artgiani: un pezzo di tv da assaggiare.

23/3/2006

C'è un pezzo di tv da guardare. E da salvare. Ogni tanto succede. Mi rendo conto quanto sia difficile ormai anche solo sperarlo, eppure ogni tanto qualcosa di buono accade. Sulle tv locali, naturalmente. Certo scordatevi bellone ignude (purtroppo!), dimenticatevi i marziani, Drag Queen, parolacce, pugni, calci, rutti... Se cercate questa tv sapete bene dove trovarla. Qui c'è solo roba seria. E di qualità. Si chiama MESTIERI ARTIGIANI e va in onda il mercoledì alle 18,30 su Telenova. La "tv dei preti" che ogni tanto la imbrocca. "la induina" come dicono qui a Milano. Il programma, prodotto dall'Unione Artigiani della Provincia di Milano, dura 15 minuti e a condurlo è il "nostro" Massimo Emanuelli che è anche l'ideatore. Un pò rigido ed impacciato (il microfono andrebbe tenuto davanti alla bocca e se ruoti la testa per rivolgerti al tuo ospite ruota anche il braccio che regge il "gelato", se no a casa non si sente un accidente!) ma rispetto alle prime puntate dove a battarlo in rigidità c'era solo la "Bella statuina", si è sciolto, meno male. Resta ancora da sistemare la scenografia (tre persone sedute ad un tavolo da conferenze e inquadrate da una sola telecamera è troppo palloso), ma nel complesso, specie quando il "nostro" esce dallo studio per intervistare alcuni personaggi della tv e di Milano, la trasmissione acquista un suo perchè. Anzitutto culturale. Una breve ma intensa boccata d'ossigeno. Esistono, infatti, mestieri artigiani che è bello conoscere.  Magari scoprire. O addirittura riscoprire. Ed è bello parlarne perchè fanno parte della nostra cultura oltre che della nostra tradizione. Che va difesa, senza essere necessariamente leghisti! Dategli un occhio. "Assaggiatela". Merita. Davvero.

Telecity - 7 Gold: faccia a faccia si, ma coi milanesi

in L'Opinione 18/5/2006

Ore sette e cinquanta della mattina. E' presto, prestissimo. Ma Donna Letizia è puntuale, fresca come una rosa, mentre il resto del mondo si stropiccia gli occhi. Arriva negli studi di Telecity 7 Gold scortata. Scortatissima. Tra qualche minuto andrà in onda la puntata speciale di ARIA PULITA MATTINA (in onda tutte le mattine dalle 8 alle 9) condotta da un'effervescente Simona Arrigoni. Puntata speciale perchè vedrà l'ex ministra protagonista insieme ai milanesi e alle loro telefonate che andranno in onda "senza filtro". Ebbene si, secondo la collaudata formula che regala al telespettatore l'opportunità di essere in "prima linea". Per fare un pò il nostro mestiere. Si perchè Donna Letizia è favorevolissima ai "faccia a faccia" ma coi milanesi però, e con la città. "E' inutile confrontarsi fra candidati - dice la Moratti fuori onda, mentre si fa microfonare dall'assistente di studio - a me serve parlare con la gente".  Dopo un colpetto di cipria ed una sistemata al golfino rosso si parte. "Pronto?" una voce.  "Pronto" incalza Simona Arrigoni.  "Sono la Carla e vorrei sapere se è possibile parlare con la signora Letizia Moratti". "Ci sta già parlando".  "Ma è possibile?" ripete la Carla.  "Faccia la domanda Signora!". Esclama la conduttrice.  "Si, questa la so" dice la Carla, decisamente senza filtro. Ma è questo il bello. Le domande poi arrivano e toccano temi diversi: dalla casa (abbattimento dell'Ici per la fasce di reddito deboli) alle donne (MIlano ha bisogno della cura delle donne), dalla sicurezza (Ferrante avrebbe dovuto fare il Prefetto e non il politico) alla moblità (con il blocco delle tariffe Atm e i viaggi gratis per gli over 60), dai giardini pubblici (intesi come un'area verde e non luoghi per tossici come li vorrebbe Ferrante).  Poi i disabili che hanno tempestato di telefonate dimostrando che il clima della barriere architettoniche e del disagio sociale è vivo ed esige delle risposte. Chiare. Infine la chicca: strisce rosa per far parcheggiare le mamme. "Si - dice Donna Letizia - oltre alle strisce gialle e blu, anche le rose così da agevolare le mamme che devono scaricare e carica passeggini. Mah, spagellando, Donna Letizia si becca un sette se non altro per la freschezza (a quell'ora della mattinata!) e per la vicenda del risotto con funghi ed uva che cucina, da sempre, al figlio Gabriele. Un "7 più" invece alla conduttrice perchè per una vola, forse la prima nelle tv locali, siamo riusciti a capire qualcosa. Senza urla. Schiamazzi. Insulti. Bene. Brava. Bis. E si "bisserà" perchè venerdì è la volta dell'ex Prefetto Bruno Ferrante. Non mancheremo. Complimenti anche a Telecity. Voto 7,5. Davvero un bel modo di svegliarsi al mattino.

OdeonTv e LiberodiSera: quando la Tivù si fa intelligente

di Michele Avola

in l’Opinione delle Libertà 20/10/2005

 

Per i colleghi di Libero, il lunedì sera, è decisamente caotico. Diciamo, più del solito. Fra telecamere, cavi audio e video, cameramen, truccatrici, treppiedi e microfoni, muoversi diventa davvero un’impresa. C’è chi inciampa in un cavo video, chi urta il cavalletto di una telecamera, chi sorride dopo essersi scoperto inquadrato, chi si pettina, chi si prepara ad essere intervistato e chi va in onda con il “rimprovero” del conduttore di Odeon Mario Barone: “Ricordati sempre di guardare la telecamera”. Per una sera alla settimana, infatti, a partire dalle 20:30, la redazione del quotidiano di Vittorio Feltri si trasforma in uno studio televisivo. E diventa reality.

Intelligente, però. Sì perché l’occhio del Grande Fratello (questa volta è OdeonTv, il circuito composto da 13 emittenti che attraverso una syndacation trasmettono in tutta Italia) s’aggira fra i desk. Mica però fra quattro squattrinati scalzi che si scaccolano fra le noci di cocco, bensì giornalisti (veri) che commentano, anticipano e impacchettano le notizie del giorno. Un vero e proprio “dietro le quinte” del giornale, insomma. Una perla in un oceano di ostriche televisive. Roba da fantativù, verrebbe da dire. Invece… qui si fa della buona Tivù. Ritmata. Interessante. Senza urla, risse o schiamazzi da mercato del pesce di Catania.

Una Tivù intelligente, che si chiama “LiberodiSera” e va in onda tutti i lunedì dalle 20,30 alle 22,30 su Odeon, in diretta dalla redazione di “Libero” in viale Majno a Milano: “La trasmissione è stata testata lo scorso luglio - spiega Roberto Vallini, ideatore - ed ha raggiunto degli ottimi risultati, così l’abbiamo fatta partire ufficialmente. Lunedì scorso abbiamo fatto 1.700.000 ascolti, su tutto il territorio nazionale. Sta andando davvero molto bene”. Il format: un conduttore di Odeon, Mario Barone, gira in maniche di camicia, per la redazione seguito da una telecamera, con lui il direttore di Libero, Alessandro Sallusti, anch’egli in maniche di camicia ma con la variante bretelle rosse e la prima pagina del quotidiano incollata fra le dita. Sullo sfondo redattori e giornalisti con gli occhi puntati sulle tastiere.

Ma non solo: Feltri si fa intervistare da Vallini sugli argomenti della settimana e nell’ufficio di Sallusti (insieme a Carlo Sala, capo della cronaca politica, e Mario Barone) va in scena una riunione di redazione con l’ospite. Lunedì è stato il turno del nostro condirettore Paolo Pillitteri che alla domanda “chi vede come sindaco di Milano?” ha risposto “speravo di trovare qui da voi la sfera magica di cristallo, invece…” ribadendo che “grazie al tafazzismo della sinistra meneghina” sul caso Veronesi, “la CdL ringrazia”. E sulle liti del Nuovo Psi lombardo? “Beh, i socialisti hanno fatto la solite cose alla socialista, si sono divisi. Ma più che andare a sinistra dovrebbero pensare ad un polo laico…”. Un reality sull’informazione, fatto dentro l’informazione. Ben fatto. Era ora. Benvenuto “LiberodiSera”.
 

Taradash lascia Iceberg per Rete4 e Milo Infante starebbe preparando le valigie per una Tv nazionale

Fermento fra le Tv locali

di Michele Avola

Il “Generale Agosto” se ne va. Lascia anche le emittenti locali. I bollenti spiriti sono stati placati e si comincia di nuovo a respirare un’aria frizzante. Escludendo “Sua Emittenza Tv Generalista” dentro la quale l’aria resta pesante, fra le tre principali emittenti lombarde, Telelombardia, Telenova e Antenna 3 i palinsesti estivi stanno (ri)cedendo il posto alla programmazione tradizionale. Con qualche novità, anche se le scelte editoriali delle tre emittenti milanesi sembra vadano nella direzione del “format che vince non si cambia”. Nell’estate catodica delle reti lombarde se ne sono viste delle “belle”. Specie in seconda serata dove i programmi erotici e i tg piccanti - eccezion fatta per la cattolica Telenova - hanno ulteriormente scaldato le notti del nord Italia. In alcuni casi, però, si è scelta la qualità. Interessanti sono state le dirette dall’Ottagono in Galleria Vittorio Emanuele a Milano - fatte da Telelombardia - e le trasmissioni d’intrattenimento utili a quei vecchietti che hanno popolato la “Milano Chiusa d’agosto”. Ora però, con il primo di settembre, i palinsesti tornano alla normalità, anche se con qualche gustosissima novità. Specie fra le conduzioni. Tanto per cominciare, negli studi della principale emittente del Nord Italia, Telelombardia, si assisterà ad un clamoroso cambio. Infatti, a partire da lunedì 15 settembre, Iceberg - programma di punta dell’emittente - andrà in onda senza Marco Taradash, il quale con buone probabilità approderà sulla nazionalissima e tanto discussa Rete 4, dove condurrà un talk show sullo stesso stile del programma d’informazione politica ideato 8 anni fa da Daniele Vimercati. “Attualmente stiamo valutando fra una rosa di nomi interessanti - dice Raffaele Besso Amministratore Delegato di TL -. Non posso dire altro però. Entro il 15 scoprirete chi erediterà la conduzione di Taradash, con il quale siamo rimasti in ottimi rapporti e grazie al quale Iceberg ha conseguito ottimi risultati, specialmente negli ultimi mesi”. Nel resto della programmazione targata TL e capitanata dall’editore Sandro Parenzo, “la struttura di base rimarrà inalterata - spiega Besso - salvo qualche miglioramento nei servizi e nelle inchieste in seconda serata. Sono confermati Netc@fé, il calcio di Qui studio a voi stadio, Telemotori e Televiaggi”. Per ora non partiranno ancora, ma lo faranno entro l’anno, le trasmissioni di economia Alto Rendimento (anch’esso cambierà conduzione, non sarà più di Claudio Kaufmann) ed il programma sul lavoro di Walter Passerini, Eureka. “Restano - prosegue Besso - Orario Continuato tutti i giorni dalle 13 alle 14 con David Parenzo e Prima Serata dalle ore 21, il mercoledì condotto da Parenzo e il giovedì da Roberto Poletti il quale tornerà con Buongiorno Lombardia, tutte le mattine dalle 7 alle 10 e Tutta un’altra musica, il Venerdì alle 20,30 e su Canale 6 tutte le sere”. Un altro clamoroso cambio di conduzione, anche se qui il condizionale resta d’obbligo, vedrà protagonista Antenna 3 ed il talk show d’informazione politica Silenzio Stampa. Milo Infante, direttore dell’informazione e conduttore del programma in onda il lunedì sera, sembra stia già preparando le valigie per raggiungere, presto, una rete nazionale. Dunque, grande fermento. Ma dagli studi fieristici di Antenna 3 non sembrano giungere grosse novità per quello che riguarda il palinsesto che rimane identico alla stagione passata. “Il sabato sera e la domenica dedicate al calcio con Antenna Tredici - spiega Renzo Pesci, Direttore dei programmi della rete lombarda - condotto da Sandro Sabatini. Il mercoledì sera, e da questa stagione anche il martedì, Azzurro Italia il talk show settimanale dedicato al mondo del calcio. Ci sarà inoltre Maurizio Mosca che con il tg d’informazione sportiva Sport Daily seguirà il calcio. Oltre ad A tutto calcio condotto da Sabatini e Mosca, una specie di contro-processo alla Biscardi”. Per ora le trattative con Marino Bartoletti sono ancora in corso anche se “i tempi si stanno prolungando troppo - confida Pesci - anche perché dall’ipotesi iniziale nella quale Bartoletti avrebbe dovuto dirigere l’informazione sportiva della rete, si è ora giunti ad una proposta di collaborazione. Vedremo come finirà”. Per il comparto informazione e politica “rimane Silenzio Stampa, il lunedì sera dalle 20,30 alle 22,30, anche se la conduzione è da confermare, e la striscia settimanale di Vittorio Feltri, Liberamente. I tg saranno potenziati con maggiori servizi e tornerà, visti gli ottimi risultati raggiunti e gli ascolti con numeri a 3 cifre, Spicy Tg, che partirà alla fine di settembre dalle 23,15”. Cambiando canale invece e raggiungendo gli studi dell’emittente cattolica Telenova, si respira aria di continuità. Anche qui. La brava Adriana Santacroce “resta alla guida del programma d’informazione politica Linea d’ombra” - dice Fioravante Cavarretta, Direttore Generale dell’emittente del gruppo San Paolo -, smentendo le voci “pre-estive” lanciate dalle colonne de “la Padania” che davano la Santacroce in Rai. “Era solo una battuta di Adriana - commenta Cavarretta - a chi non piacerebbe andare a lavorare in Rai. Linea d’ombra resta. La Santacroce, anche. Ci saranno comunque importanti miglioramenti sia scenografici che contenutistici e non verrà più trasmesso il lunedì sera, dove c’è sempre stato un affollamento nel dibattito politico, ma il venerdì, in prima serata”. Il resto della programmazione tornerà come l’avevamo lasciata prima delle vacanze “il telegiornale nelle nostre 3 edizioni - prosegue Cavarretta - fra cui quella delle 22,30 (gli unici a realizzarla) ed una striscia di 30 minuti dedicata al calcio. Verrà rafforzato lo spazio dei motori e per l’intrattenimento torna il cabaret di Lista d’attesa”. Una novità nel palinsesto ci sarà, ma verso la fine di settembre quando, dagli studi di Telenova di via Silva, partirà un nuovo programma del quale, per ora, restano top secret sia conduzione che titolo, “posso dire che sarà uno spazio dedicato interamente all’informazione sul sociale una realtà che spesso i media fanno passare troppo sotto sordina o, come nel recente caso di Rozzano, viene raccontata male: solo il brutto della città. Con questo nuovo programma intendiamo dar voce alle cose positive di Milano e della sua periferia, con dibattiti dallo studio, servizi esterni in diretta. Scenderemo un po’ di più per le strade”. Dunque, al di là dei cambi di conduzione, unica vera novità, poco materiale nuovo viene inserito nella programmazione. Come sempre calcio e dibattito politico fanno da padroni e dominano per l’80 per cento. Ma non dovrebbero essere proprio queste emittenti dei “laboratori Tv”? Fucine di idee e luoghi dove sperimentare? Forse stiamo sognando un po’ troppo…

Intervista a Milo Infante

Nuovi arrivi sul Due

Ed è subito polemica padana di Michele Avola

Eppur si muove. “La compagnia del secondo canale Rai” comincia ad impacchettare le prime scrivanie e a caricare il Tir dei traslochi acquistato dalla Lega tempo fa. La striscia quotidiana Italia sul Due, condotta dalla bella ed elegante Monica Leofreddi, cambia casa. Dalla metà di settembre verrà trasmessa in diretta dalla sede Rai di Milano: fascia oraria dalle 15 alle 16,30. Che il tanto atteso, proclamato e pluri-festeggiato trasloco stia, dunque, per avere inizio? Ancora presto. Manca pur sempre il “Signore di Rai Due”: Antonio Marano. La sua poltrona verde pisello, la scrivania e il “ficus” non sono ancora stati caricati sul camion diretto in Corso Sempione. Ma c’è di più. La vera novità. Ad affiancare la Leofreddi nella conduzione del programma, un volto nuovo: Milo Infante. Per la Tv nazionale “terrestre” un viso fresco come una rosa, per le emittenti private del nord un personaggio arcinoto. Già vicedirettore dell’informazione di Telelombardia, all’epoca di Daniele Vimercati, poi direttore dell’informazione di Antenna 3 e conduttore del talk show d’informazione politica Silenzio Stampa, Milo Infante, è un bravo giornalista, che bene si “sposa” con la Leofreddi. Bel colpo! Si direbbe. E il primo “colpo” non si è fatto attendere. Basso, naturalmente. Mercoledì 3 settembre, sulle colonne de “La Padania”, pagina degli spettacoli, è apparso un grigio colonnino, non firmato, nel quale Milo Infante viene letteralmente massacrato. Nemmeno il tempo di lasciargli la possibilità di varcare i cancelli Rai senza più il badge da “visitatore” che subito è stato colpito dal velenoso morso del “diretur” Moncalvo…
Come mai? Che succede in quel della Rai padanizzata?
“Non credo si tratti di un vero e proprio attacco. È un articolo non firmato e sembra provenire proprio dalla direzione. Ha lasciato perplesso anche me”.
Allora un messaggio politico?
“Più che altro sembra scritto da un ubriacone in preda ai fumi alcolici. Si tratta di una colonna piena di notizie false”.
C’è scritto che lei sarebbe stato “fortemente raccomandato” dall’Udc, in particolare da Luca Volontè, capogruppo alla Camera…
“Ma è assolutamente falso! Una balla. Io Luca Volontè lo conosco ed è un bravo politico e professionista, ma l’ho visto 4 volte. Quattro! Per giunta ospite della mia trasmissione (Silenzio Stampa, ndr). Niente di più. Non ho mai avuto rapporti personali diretti con lui”.
E l’ipotesi del doppio incarico? Antenna 3 e Rai Due insieme?
“Anche questo è falso. Non è vero che sto tentando di firmare due contratti. La Rai ha l’esclusiva e non c’è mai stata una trattativa aperta, ho solo chiesto del tempo per poter comunicare agli editori di Antenna 3 il cambio e dar loro la possibilità di trovare un’alternativa”.
Ha ribattuto alle accuse?
“Assolutamente no. E nemmeno prendo in considerazione l’idea di farlo”.
Di fatto Italia sul Due è il primo programma Rai che se ne va da Roma. Diciamo, un “successo” leghista. Non è che lei ha bruciato il nome d’un altro padano?
“Non posso credere che la Lega voglia qualcuno in quota anche fra le conduzioni di trasmissioni del genere. Non ci devono essere quote. Non ha senso. Potrei capire le direzioni dei Tg, ma non posso pensare che anche i conduttori siano in quota di qualche partito. Allora anche Giletti, la Venier…?”.
Diffamazione?
“Legalmente no. Giornalisticamente è di poco conto. Le vendite della Padania sono irrilevanti. Non è affatto un grave danno”.
Ha già conosciuto la squadra di Italia sul Due?
“Sì, proprio mercoledì. Il primo impatto è stato molto bello. È una squadra giovane e brillante. Roberto Milone - responsabile della trasmissione - è una persona che ha una grande esperienza. Monica poi, è una persona piacevole, una conduttrice di alto livello, per bene, elegante”.
Dalle 15 alle 16,30 su Rai Due. Una fascia oraria difficile, che pensa di fare?
“Credo che insieme a Monica Leofreddi riusciremo a costruire qualcosa di molto bello. Ma lo vedrete molto presto”.
Lo vedremo. E quale sarà il suo ruolo?
“Quello lo costruirò col tempo. Monica fino ad ora ha lavorato alla grande. Una co-conduzione può far bene alla trasmissione, la può rendere più dinamica, veloce. Insomma, credo che ci troveremo bene e punteremo a superare gli ottimi risultati della passata stagione”.