Daniele Piombi
IL GENTLEMAN DELLA TV
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Il gentleman della tv italiana è identificato con il Gran Premio Tv della
Rai, è un vero peccato che l’emittente televisiva di Stato si dimentichi di lui
(nonostante gli abbia fatto condurre tre edizioni del Festival di Sanremo ed
altri spettacoli). Daniele Piombi ha dato il meglio di sé stesso, a parer mio,
allorquando la sua creatività si è espressa senza la burocrazia dei funzionari,
e cioè con alcune emittenti regionali. Ricordo che Daniele Piombi fu fra i primi
a partecipare a un programma di Telebiella, e a realizzare spettacoli come Ed è
subito sabato (Telesanterno), Controtestata e Slot machine
(Telemontepenice),
Effetto spettacolo (Antenna 3 Lombardia) e Strapiombando (Tve
Teletna).
Ultimamente compare a Telenova, ed è testimonial della Tommasi Case
(appartamenti sui Lidi Ferraresi) spot mandato in onda su molte emittenti
locali, ed è naturalmente, il conduttore del Premio televisivo della Rai con la
consulenza del "nostro" Gigi Vesigna.
Daniele Piombi nasce a San Pietro in Casale, in provincia di Bologna, il
14/7/1933, suo padre è un istruttore del
ministero della pubblica istruzione, la
madre è professoressa, famiglia borghese, composta anche da un fratello. Piombi
frequenta le scuole elementari a San Pietro poi va ad abitare a Reggio Emilia, a
causa del trasferimento del padre per ragioni di lavoro A Reggio frequenta il
liceo, poi si iscrive alla facoltà di scienze politiche dell’Università di
Firenze “fra i miei docenti ricordo il prof.Maranini di diritto costituzionale,
e poi Giovanni Spadolini docente di storia; mio fratello invece si laureerà in
giurisprudenza e diventerà un noto avvocato”. Il suo amore per il giornalismo e
per lo spettacolo risale agli anni dell’università: iniziai con divertimenti
goliardici, mi esibivo in riviste studentesche. Un giorno incontrai un
impresario modenese che mi offrì di presentare una tournèe dei sei cantanti in
gara a Sanremo 1956. Lucia Gonzales, Clara Vincenzi, Franca Raimondi, Tonina
Torrielli, Ugo Molinari, e Gianni Mazzocchi, si esibirono per tutta l’Emilia
Romagna presentati da me. Mi notò Gian Stellari il quale mi invitò a fare
provino alla Rai di Torino, i selezionatori mi dissero: “lei è alla stazione di
Tarvisio e sta arrivando treno di profughi provenienti dall’Ungheria, ci
improvvisi una telecronaca”, io improvvisai qualcosa e loro dissero “bene,
grazie, arrivederci, le faremo sapere”. Sulla scheda scrissero: “abile
improvvisatore adatto per giornalismo” Non mi chiamarono, del resto non ci
speravo molto. Nella seconda metà degli anni ’50 arrivai a Milano per ragioni
sentimentali, il mio impatto con il capoluogo milanese fu stupendo: erano gli
anni del boom economico, per gli artisti e per coloro che volevano emergere nel
mondo dello spettacolo la una città ideale. La mia prima casa milanese era in
viale Monza, allora non c’era ancora la metropolitana, corso Sempione dall’altra
parte della città. Allora le sedi Rai più importanti erano quella di Torino e
soprattutto quella di Milano, qui si registravano Lascia o raddoppia? ed altri
programmi di successo di quell’epoca. Il centro di produzione Rai di Milano era
attivissimo, la città era simbolo di modernità ed efficienza, capitale culturale
e morale d’Italia. Ai miei tempi la metropoli produceva moltissimi programmi. Da
troppo tempo, invece, si contano sulle dita di una mano le trasmissioni che si
fanno qui; si è sempre parlato di progetti, proposte, ma tutto è rimasto a
livello di parole. Per fortuna si utilizzano gli studi milanesi per il quiz
quotidiano L’eredità di Amadeus, che stimo moltissimo, e Quelli che il calcio…,
altrimenti sarebbe il deserto”.
Daniele Piombi fa il suo esordio ufficiale in televisione nel 1955 con il
programma Viaggiare, che segna l’inizio di una lunga carriera di presentatore
radiofonico e televisivo, e l’abbondano delle aspirazioni giornalistiche. Allora
il ruolo di giornalista e quello di conduttore erano due cose distinte, far il
giornalista era considerata attività di serie A, era impensabile un
giornalista-conduttore, oggi è vero il contrario.
“Il programma Viaggiare – ricorda Piombi – per la regia di Bruno Ambrosi, era
curato da Gian Maria Tabarelli, mi provarono come conduttore e me lo affidarono
assieme a Renè Longarini, che poi avrebbe recitato per Federico Fellini e
lavorato con Enzo Tortora. Viaggiare andava in onda il lunedì sera dopo il film,
era una rubrica che informava i telespettatori (o teleabbonati, come allora si
chiamavano) sugli orari dei treni, sui nuovi itinerari che offriva l’Alitalia,
sulle possibili mete turistiche italiane ed europee, racconti di viaggio,
racconti di manifestazioni che si svolgevano in Italia, gastronomia da
esaltare”. Geografo del turismo ante-litteram Daniele Piombi è ormai considerato
dai funzionari Rai un viaggiatore, “divenni il jolly della tv, da quel momento
mi fecero condurre tutti gli special dell’ultimo dell’anno, dell’estate, delle
festività e anniversari da diverse località italiane come Rimini, Riccione,
Roma, Saint Vincent, Venezia ecc.”
Daniele Piombi continua comunque ad abitare a Milano, si trasferirà in viale
Morosini, in zona Porta Romana, e a girare l’Italia nel suo ruolo di conduttore.
Arrivano gli anni ’60, il boom economico era una realtà, Milano era la meta
preferita degli italiani di tutte le regioni. Io però sentivo l’esigenza di
tornare al mio paese, nella natia Emilia, appena avevo un po’ di tempo libero”.
Gli anni ’60 sono anche fra i più felici della storia della canzone italiana,
non solo per le hits e per gli interpreti evergreen, ma anche per molti festival
canori che sono presentati proprio da Daniele Piombi, ad eccezione del Festival
di Sanremo (alla cui conduzione arriverà negli anni ’80, ma già negli anni ’60
conduce La caravella dei successi di Sanremo), di Canzonissima e del
Festivalbar,
Ma Piombi è inviato per Radio Montecarlo a Sanremo, nel 1967 dopo le prove dei
cantanti è intervista Luigi Tenco e Dalida, in tale occasione Tenco descrive la
canzone che avrebbe cantato di lì a qualche ora, dicendosi pure certo di vincere
il Festival. Purtroppo non andò a finire così.
Piombi presenta tre edizioni del Cantagiro, sette edizioni del festival di
Napoli, cinque edizioni del Festival di Castrocaro, negli anni ’70 condurrà
anche Un disco per l’estate. Piombi ricorda molti colleghi con i quali ha
condiviso l’esperienza di conduttore come Nuccio Costa, Enrico Maria Salerno,
Renato Rascel ed altri, e il mitico patron Ezio
Radaelli. Il
Cantagiro è stata
la manifestazione estiva canora degli anni ’60 e ancora oggi è identificato con
quel magico decennio; la prima edizione si svolse nel 1962, l’ultima nel 1970.
Fra i vincitori Adriano Celentano, Peppino Di Capri,
Gianni Morandi, Paolo
Mosca, Rita Pavone, Mariolino Barberis, l’Equipe 84,
Massimo Ranieri,
Caterina
Caselli, Rossano, Paolo Mengoli; fra le hits Stai lontana da me, Non ti credo,
In ginocchio da te, La voglia d’estate, Notte di ferragosto, Io ho in mente te,
Pietà per chi ti ama, Il volto della vita, Rose rosse, Mi piaci da morire.
Piombi ha quindi una grande intuizione: “Mi accorsi dell’importanza della
televisione che era ormai entrata nelle case di tutti gli italiani, stava per
nascere il secondo canale (l’odierna Rai2). Tornando a Reggio Emilia, dove
gestivo un locale, l’Astoria Club, e dove presentavo il gran Gala della stampa
emiliana, parlando con il mio amico Sandro Gasparini nacque l’idea di inviare un
tagliando ai giornalisti che si occupavano di tv sui maggiori quotidiani e
settimanali italiani. La televisione era ormai un fenomeno di massa al punto che
ogni quotidiano ed ogni settimanale aveva un critico, un esperto di tv. Io e
Gasparini inviammo 30 tagliandi ad altrettanti giornalisti, su di essi
chiedevamo quale fosse, a parer loro, la
miglior regia televisiva dell’anno. Con
grande stupore ci risposero tutti, li invitammo alla cerimonia di presentazione
che si svolse nel 1960 all’Hotel Astoria, con il patrocinio dell’Ente per il del
Turismo di Reggio Emilia. Alla cerimonia di presentazione arrivarono i critici e
registi del calibro di Antonello Falqui, Sandro Bolchi,
Enzo Trapani, Romolo
Siena, Gian Maria Tabarelli.” Nacque così il Premio Nazionale Regia Televisiva,
sul quale molti storici della televisione, conduttori e artisti hanno fatto,
volutamente o non confusione, gli Oscar della tv italiana, programma inventato e
condotto da Daniele Piombi. La prima edizione, quella d’esordio, ha subito
grande successo che si ripete nel 1961, l’anno successivo io e il mio amico
Gasparini decidemmo di trasferire la manifestazione nella località turistica
termale di Salsomaggiore Terme. “Contattammo l’av
vocato Pollastri presidente
della struttura soggiorno e cure di Salsomaggiore che, dopo qualche esitazione,
ci sponsorizzò. Ricordo che ci accolse con diffidenza, noi eravamo reggiani,
l’avvocato Pollastri era parmigiano, e fra queste due città come sappiamo non
corre buon sangue. Pollastri ci disse in dialetto:
“cosa vogliono due reggiani teste quadre in una città ducale come Salsomaggiore”
dopo avergli spiegato cos’era festival regia televisiva, Pollastri ci disse: “ma
non fatemi perdere tempo.” Io a quel punto per riuscire a convincerlo a
sponsorizzare la manifestazione gli dissi che gli avrei portato la televisione
che avrebbe ripreso tutto, Pollastri a questo punto disse: “Piombi, se mi porta
la tv facciamo un discorso altrimenti il discorso è finito”. Riuscii a fare
arrivare a Salsomaggiore il regista Rai Alberto Gagliardelli della Rai, e la
manifestazione si trasferì a Salsomaggiore, ripresa dalla Rai. Dal 1962 al 1979
il Premio Regia Televisiva si allargò dai registi ai conduttori, la Rai riprese
la manifestazione di Salsomaggiore, arrivarono Mike Bongiorno,
Alighiero Noschese,
Corrado, Walter Chiari,
Sandra Mondaini,
Raimondo Vianello, Raffaella
Carrà, i cantanti Canzonissima. Un ulteriore svolta si ebbe nel 1969: “una sera
passeggiando per via Montenapoleone incontrai Gigi Vesigna, giornalista di
Tv Sorrisi e Canzoni, settimanale del quale sarebbe poco dopo diventato direttore.
Gigi mi convinse ad allargare la manifestazione da premio della critica a premio
del pubblico, avrebbe promosso la manifestazione sulle pagine di
Tv Sorrisi e Canzoni, invitando i lettori a votare. E così al premio della critica si
affiancò quello dei lettori di
Tv Sorrisi e Canzoni, che sponsorizzò anche la
manifestazione e assicurò al mio Premio anche la presenza di alcuni divi
internazionali”.
Nella seconda metà degli anni ’70 Daniele Piombi, che continua a condurre per la
Rai il suo premio diventato Oscar della tv, è fra i pionieri delle prime
emittenti televisive private, alternative alla Rai. “A dire il vero iniziai con
TeleCapodistria, emittente della Jugoslavia in lingua italiana, con un programma
musicale, poi fu la volta di
Tve Teletna, emittente catanese. Il giovedì sera
Daniele Piombi presenta Strapiombando, un programma, ricorda Piombi a quasi trent’anni di distanza, che iniziava alle 21 e terminava alle 2 del mattino,
Tve Teletna la prima tv privata siciliana, una delle
prime in Italia. L’emittente e il programma erano visti in tutta la Sicilia, in
Calabria e in parte della Tunisia, fu un successo incredibile, in quelle zone
riuscimmo a battere Mike Bongiorno e la Rai”. Quindi è la volta dell’emittente
bolognese
Telesanterno dove Piombi conduce Ed è subito sabato per la regia di
Giampaolo Gulmanelli, il titolo – ricorda Piombi – era tratto dalla parodia
della celebre poesia di Ungaretti, cinque stagioni, un talk-show con gioco,
intervenivano famosissimi ospiti del mondo dello sport, della politica, del
teatro e della canzone. Cinque stagioni e grandissimo successo per il bravo
Daniele Piombi che passa quindi a Tele Monte Penice, storica emittente di Pavia,
captata in quasi tutta la Lombardia e il Piemonte, il programma si intitolava
Contrtoestate ed era curato da Ruggero Muttarini, due concorrenti venivano
interrogati su domande inerenti notizie apparse sui quotidiani della settimana,
la stessa idea venne presa da Mike Bongiorno che con Flash propose domande
basate sull’attualità e tratte da notizie sui maggiori quotidiani.
Nel 1980 la Rai e il Comune di Sanremo pensano a un rilancio del festival della
canzone italiana, che l’anno precedente ha vissuto una delle sue stagioni più
brutte (chi ricorda il vincitore, Mino Vergnaghi, con Amare?), presentatori sono
Claudio Cecchetto, Roberto Benigni, Olimpia Carlisi (è la famosa edizione del
Wottilaccio e del bacio di Benigni alla Carlisi), dall’Ariston presenta Daniele
Piombi, “ricordo che Claudio Cecchetto mi dava la linea dall’Ariston, Alberto
Bevilacqua scrive sul Corriere della Sera: “mentre da una parte (l’Ariston) c’è
una coppia di presentatori giovani, dall’altra dal Salone delle feste del Casinò
c’è un vecchio pastore tedesco come Daniele Piombi, io interpretai il commento
come un complimento”.
Per il premio Oscar della Tv, giunto alla sua ventunesima edizione, ideato e
presentato da Daniele Piombi altra svolta nel 1980:
“Ero a Catania, dove registravo Strapiombando per Tve Teletna , al termine della
trasmissione (erano le 3 del mattino), il portiere di Tele Etna mi avvicinò e mi
disse: “dottò, ce sta il sindaco di Naxos che l’attende al bar”. Si presentò al
mio cospetto un uomo con l’accento siciliano che mi domandò: “dottò le posso
chiedere di portare a Naxos il suo Oscar della tv? Io risposi che non potevo
poiché il premio si chiamava Nazionale e non avrei potuto pertanto portarlo in
Grecia. “Come? - mi rispose il sindaco - ma lei non sa che esiste Giardini Naxos
in provincia di Taormina? Lei deve venire a visitare il nostro paese, domani le
mando un vigile del comune che l’accompagnerà a Giardini a Naxos”. L’indomani
venne il vigile a prendermi mi fece fare un giro turistico a Giardini Naxos, ne
rimasi affascinato e decisi così di trasferire in Sicilia la manifestazione.
Daniele Piombi, da galantuomo quale è, mi dice che prima di firmare con Giardini
Naxos inviò due righe agli organizzatori di Salsomaggiore informandoli di ciò e
scusandosi. Può apparire cosa naturale, eppure per chi come me si occupa da
tanti anni di tv come docente e come giornalista non lo è: sono infatti stato
testimone di molte sicurezze accadute nel mondo dello spettacolo, di tanti
ingiusti oscuramenti dal video, di tanti conduttori senza talento che hanno
fatto carriera, e di tanti artisti con talento che purtroppo non hanno fatto
carriera. Daniele Piombi è un talento con carriera, è un signore, nel senso di
persona corretta e professionale, che raramente ho incontrato nel mondo del
giornalismo e dello spettacolo. Ricordo a Piombi che Giardini Naxos all’inizio
degli anni ’80 non era ancora una meta turistica ambita, che vi pernottavano
soltanto i turisti che non trovavano posti letto a Taormina, che il boom di
Giardini Naxos fu dovuto al suo premio, ma Piombi precisa: “può essere stato
anche quello, ma molti turisti vennero attratti dal nome esotico”.
Il 1980 è un anno importante anche per la vita privata di Daniele Piombi, il 6
giugno di quell’anno si sposa a Palazzo Marino, officia le nozze l’allora
sindaco di Milano Carlo Tognoli, pranzo a Villa Erba. Sempre nel 1980 Daniele
Piombi è l’intrattenitore-principe azzurro di un’immaginaria discoteca
frequentata dai personaggi delle fiabe nel programma di Enzo Trapani C’era due
volte, con Ilona Staller, in arte Cicciolina. “Le favole erano appunto travisate
dalla fantasia dagli autori e dalla brillantezza di Enzo Trapani, erano una
sorte di musical con ospiti, fra di essi ricordo Tony Renis. Io comparivo
indossando solo gli slip e coperto da un velo, così anche la Staller, per la
prima volta in televisione si intravidero dei seni, quelli della Staller…”
Di nuovo conduttore del festival di Sanremo nell’edizione 1982 (quella vinta da
Riccardo Fogli con Storie di tutti i giorni), Daniele Piombi sempre nel 1982 si
ripropone in chiave autoironica (nel ruolo di sé stesso) nello scanzonato
varietà Due di tutto, sempre per la regia di Enzo Trapani: “c’erano ospiti vari
che in due minuti dovevano dare il loro meglio, Trapani mi vestì con un frac e
mi fece raccontare delle barzellette in bolognese”. Nel 1983 il terzo festival
di Sanremo, nel 1984 il divorzio forzato fra Piombi e
Tv Sorrisi e Canzoni,
siccome il settimanale che sponsorizzava il premio con la Rai era stato
acquistato da Silvio Berlusconi, presidente della Fininvest,
concorrente della Rai, Gigi Vesigna ideò un nuovo premio, quello dei Telegatti, che venne
registrato dapprima al Teatro Lirico, quindi al Teatro Nazionale di Milano. “Con
Gigi Vesigna ho mantenuto comunque sempre un rapporto di amicizia, rapporto che
dura ancora oggi”. Anche in tale occasione si vede l’uomo Piombi, il vero amico:
“sarà proprio lui a volere Vesigna in qualità di Presidente dell’Accademia del
Premio Regia Televisiva, quando, “sceso in campo” Berlusconi in politica,
Vesigna sarà defenestrato dalla direzione di Sorrisi.
Negli anni ’80 Daniele Piombi conduce su Telelombardia
(allora TeleLombardia1)
Giovedì alle nove trasmissione curata da Ruggero Muttarini, poi è la volta di
Martedì otto ½ per la regia di Roberto Valentini. Piombi intervistava nel corso
dello spettacolo personaggi della politica, della cultura, dello sport, e dello
spettacolo affrontando i grandi temi della vita italiana o quelli che, più in
particolare, riguardavano la nostra Regione. Davanti alla telecamere di
Telelombardia 1, caddero barriere “ufficiali”: Piombi improntò i colloqui alla
massima schiettezza, un clima di vivace ed esplicita cordialità”. Ancora una tv
regionale, questa volta
Antenna 3 Lombardia, con Effetto spettacolo.
Nel 1990 Daniele Piombi partecipa all’edizione parodistica de I promessi sposi
del trio Lopez-Solenghi-Marchesini, nel ruolo di un improbabile presentatore di
“Miss Lecco” conduce nel castello di Don Rodrigo.
Piombi si definisce “il jolly della televisione”, colui che viene chiamato a
presentare un grande evento, e ricorda un’edizione di Fantastico con i testi di
Enrico Vaime, quella presentata da Enrico Montesano e Anna Oxa: “Io ero
l’oggetto dell’ironia. Montesano fingeva di farsi male a una caviglia e diceva:
“me fa male, me fa male, me devono sostituì, il sostituto deve essere Daniele
Piombi. Dopo alcune ospitate a il Gioco dei nove e a Fra moglie e marito
condotto da Marco Columbro, nell’estate 1995 Piombi presiede una giuria di vip
formata da cantanti, attori e ballerini, nel festival-circo di Rai Uno Stelle
sull’acqua, trasmissione in onda dal lido di Jesolo, condotta da Carmen Russo e
Nino Frassica e animata da pattinatori acrobatici, funanboli, giocolieri.
Nel 1993 l’Oscar della televisione dopo dodici edizioni a Giardini Naxos si
trasferisce a Milazzo, e qui si terrà per due edizioni consecutive (1993 e
1994). “Grossi problemi – ricorda Piombi – vi furono nel 1995, siccome era
cambiato l’assessore regionale al turismo, il nuovo amministratore, non eletto
nella circoscrizione di Catania, ci trasferimmo ad Agrigento, e così ci
trasferimmo nella città che diede i natali a Pirandello. Ma siccome la struttura
del palazzo dei congressi venne dichiarata non agibile, dovemmo trasferirci,
in fretta e furia (mancavano otto giorni alla premiazione) a Trapani. Brando
Giordani, allora direttore di Rai1, mi suggerì di trasferire il premio a
Sanremo, e da allora l’Oscar della tv si svolge li”.
Nel 1998 Daniele Piombi conduce Linea bianca: “ c’era Linea blu dedicata al
mare, Linea verde dedicata alla campagna, io pensai ad
un programma dedicato
alle più belle località montane italiane, dall’Etna al Monte Bianco, dall’Alto
Adige fino alle montagne laziali.”
Poi il silenzio, da anni è relegato agli “Oscar Tv”: possibile non le facciano
altre proposte? “Negli ultimi anni ho ricevuto alcune offerte ma ho rinunciato
perché non mi interessavano. Sono stato conduttore di festival della canzone e
di tanti programmi giornalistici, quindi, oltre alla musica, mi sento portato a
trasmissioni legate alla mia cultura. In mancanza di queste opportunità
preferisco presentare manifestazioni prestigiose che nel nostro Paese sono
molte. Una mi sta particolarmente a cuore, quella di cui mi occupo da anni, che
avviene in Liguria, a Ospedaletti, il “Festival della canzone dialettale”,
organizzato dal Comune. Sono emiliano, legato alle tradizioni, le difendo e ci
tengo che ogni dialetto venga conservato come lingua.
La manifestazione, però, non è mai stata ripresa dalla Tv, nonostante lo abbia
chiesto varie volte alla Rai, solo un servizio di un minuto e mezzo… Il Nord è
sempre stato troppo trascurato, un vero peccato, perché abbiamo cose magnifiche.
Per esempio, da quasi trent’anni, sono portavoce a Quattro Castella (Reggio
Emilia), di un corteo storico che rievoca l’incoronazione a vice regina di
Italia di Matilde di Canossa. Una manifestazione che riporta al Medioevo alla
quale partecipano attori famosi che ambiscono ai ruoli di Matilde e di Enrico V,
eppure qui la Tv non è mai arrivata, nonostante la presenza di decine di
migliaia di persone”.
Non rimpiange la mancanza di visibilità televisiva? “È più importante credere in
quello che si fa. Così mi sono sfogato un po’ con la radio e sono stato
soddisfatto dell’ultimo impegno televisivo per Rai International, dieci puntate
sul made in Italy, dedicate ai nostri stilisti, alla moda di gioielli e
pelletterie. Poi ho avuto una bella gratificazione con L’itinerario di Colombo
nella Repubblica Dominicana, documentari venduti in mezzo mondo. Esperienze che
ho scelto, basate sulla qualità e sulle mie competenze”. Episodi da dimenticare?
“Nessuno, stimo tutti i miei colleghi e faccio serenamente il mio lavoro da
giornalista. Preferisco non fare buffonate, cialtronate, vivere come mi piace,
semplicemente, andare al mare, stare con mia moglie, il cane, la mia barchina.
Dopo tanti anni di carriera non sento nessun bisogno di apparire”. Cosa pensa
della Tv di oggi? “Guardo programmi giornalistici, mi collego via satellite e
scopro il mondo...Cosce e tette mi interessano sempre meno.” L’Oscar della tv
nel 2005 è giunto alla sua quarantaseiesima edizione, la decima sanremese, sono
intervenuti fra gli altri Giorgio Forattini, Luca Goldoni, e lo stilista Armani,
Daniele Piombi condotto come al solito con maestria, quest’estate sarà in giro
per l’Italia a presentare serate, a settembre sarà a Montecarlo, questo
conduttore dal volto bonario, gentleman di stampo anglosassone, anche se
emiliano naturalizzato milanese, mi parla della “sua Milano”: “decisamente mi
sento milanese, anche se bevo lambrusco e adoro la cucina emiliana, anche se
giro poco per la città. Oggi Milano è decaduta, eppure quando ci sono lontano ne
sento la mancanza, Milano offre sempre un’ampia offerta culturale e di
spettacoli, basta aprire le pagine del Corriere della Sera per rendersene conto:
ogni sera c’è una conferenza stampa, un incontro, un concerto, spettacoli
teatrali, mostre, presentazione di libri”
Daniele Piombi è il gentleman del piccolo schermo con alle spalle centinaia di
successi. Un conduttore colto, ironico, competente, di classe che, non si
capisce perché, non sia arrivato ai vertici della popolarità, e ci si ricordi di
lui solo una volta all’anno in occasione degli “Oscar Tv”,

