Concetta Mobili
![]()
Concetta Di Palma, così si
chiamava per l’anagrafe, nacque a Santa Maria Capuavetere, in provincia di
Caserta, inizio l’attività di commerciante a Casapulla,k con il padre e i
fratelli gestisce un banco di frutta. Fra la fine degli anni ’60 e l’inizio
degli anni ’70 apre con il marito una bottega di mobili, gli affari vanno
subito a gonfie vele e Concetta si trasferisce a Napoli in un grande spazio
sulla Nazionale. Sul finire degli anni ’70 iniziò l’attività di teleimbonitrice
sulle emittenti locali campane. Più nota come Concetta Mobili, divenne ben
presto la regina tamar kitsch delle televendite dei mobilifici meridionali. Soprannominata “l’Aiazzone del Sud”, è nell’immaginario collettivo di paternopei
oggi quarantenni, cresciuti a pane e spot di Concetta Mobili. Concetta lavora
dapprima su una tv di Caserta, poi interviene anche come ospite fissa in un
talk-show di Canale 34 di Napoli condotto da Lino D’Angiò, fa anche qualche
comparsata al MAURIZIO COSTANZO SHOW e da Piero Chiambretti.
Concetta Mobili è morta il 26
aprile 2005 per un improvviso malore. Così l’ha ricordata un giornalista
napoletano: “Con Concetta se ne va un
pezzo della mia giovinezza catodica, quando in lunghi pomeriggi svogliati sul
divano di casa ci si inoltrava nel sottobosco dell’etere locale – che da noi
corrisponde alle emittenti della periferia napoletana, fonti inesauribili di
assurdità – dove proliferavano imbonitori litigiosi e maghi miracolosi,
cantanti flagellati e danzatrici con la cellulite, improponibili esperte e
maliarde appassite.
Concetta non si può definire
soltanto un’imbonitrice televisiva, sarebbe troppo riduttivo, anzi
offensivo. I suoi “concetti mobili” come
“a sposa e ‘a gnora v’avete ‘a volè tutto bene”, “a donna s’adda sta zitta e
l’ommo è ommo”, “tutte e napulitane, site belle e site canale!”. Il suo era un occhio vigile, una finestra
aperta sull’umanità: “Cuncè, nun tenimmo ‘e sorde” e “io ‘e vulesse pure
aiutà”, il suoi principi ecumenici “’o sposo e pure a mammarella ‘u sposo”.