ANDREA PENSOTTI
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Andrea Pensotti è nato a Giussano, in provincia di Milano, il 30 maggio 1985, scuole medie inferiori a Milano, liceo scientifico Vittorio Veneto a Milano, è iscritto al secondo anno di chimica farmaceutica all’Università Statale di Milano. L’incontro con Gianfranco Funari avviene nel 2002: “una sera facendo zapping mi soffermai nella visione del programma di Funari, da poco approdato ad Odeon Tv. Funari mi colpì positivamente, quanto diceva era nella mia testa, lo trovai in sintonia con noi giovani. Gli scrissi una lettera ma rimase senza risposta. Un anno dopo venni eletto rappresentante d’istituto del mio liceo, organizzai alcune assemblee alle quali invitai Gad Lerner e Bruno Ambrosi. Durante uno sciopero organizzato da noi studenti venni intervistato da Stefano Arquilla, direttore di Odeon Tv., gli dissi che volevo entrare in contatto con Funari per intervenire in trasmissione. Funari mi contattò e mi offrì la possibilità di fare con altri giovani una trasmissione di approfondimento politico con altri giovani. La trasmissione andò in onda a livello sperimentale su Odeon il 20 luglio del 2005. Aldo Grasso parlò di noi, anche se non positivamente, ma per noi fu importante, poiché una critica di Grasso è sempre piacevole. Dopo l’estate tornai ad Odeon per ringraziare Funari e per salutarlo, Gianfranco mi offrì di collaborare con lui”.
Andrea realizza dei cartelli, dei messaggi legando immagini e parole, “cerco di trasmettere un messaggio che abbia un legame con l’argomento delle puntate”, Andrea crea anche storielle, e slogan. Andrea ha una grande creatività e maestria anche nell’utilizzare il computer, “non mi identifico in nessun partito, per questo mi piacciono le idee di Funari, soprattutto quella di un movimento in divenire, di un nuovo socialismo. Sono sicuro che quanto sto apprendendo da Funari mi sia utile in futuro, dal punto di vista umano non ho ancora trovato nessuna persona che superi Funari in insegnamento e in esperienza, anche se in futuro farò il chimico farmaceutico o il farmacista, ma, data tale esperienza, potrei fare anche il giornalista scientifico”.