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ALCEO MORETTI

L'INVENTORE DELLA COMUNICAZIONE POLITICA TELEVISIVA IN ITALIA,

L'UOMO CHE VENDETTE TELEMILANO A SILVIO BERLUSCONI

di Massimo Emanuelli  

Alceo Moretti nasce a Pesaro il 13 maggio 1921, giovanissimo è attivo nella Resistenza, aderisce al Partito d’Azione ancora nel periodo di clandestinità, conosce personalmente Ugo La Malfa.  Nel dopoguerra Moretti arriva a Milano, interessato, oltre che alla sua attività professionale, allo sviluppo del Partito d’Azione, soprattutto fra i giovani. Come allievo ufficiale dei Bersaglieri da Pola andava spesso in licenza a Trieste, dove si era formato parecchie amicizie. A Trieste gli viene l’idea di convincere un gruppo di giovani, fra i quali Cesare Rubini (che divenne poi il famoso “principe” del basket italiano), Fabio, Di Tacco, Pellarini ed altri, a trasferirsi a Milano, dove li fece alloggiare in una modesta pensione sui Navigli.  Con questi giovani Moretti fonda l’Olimpia Basket (poi Armani Basket).  Ricordandosi di Sergio Raganella (suo compagno dei bersaglieri e olimpionico di basket, diventato in seguito il direttore generale della Borletti) lo convince a finanziare l’iniziativa. Nasce così l’Olimpia Borletti (oggi Olimpia Armani). Fu il primo caso di sponsorizzazione in Italia. Moretti usa la parola “sponsor” oggi, nel nuovo millennio, ma allora non si parlava di sponsor e di sponsorizzazioni, si può dire anzi che la sponsorizzazione fu lui a inventarla in Italia, così come fu primo in molte altre situazioni.  Moretti negli anni ’50 avvia un’attività di pubbliche relazioni e all’inizio degli anni ’60 darà vita alla Federazione Italiana di Pubbliche Relazioni (F.E.R.P.I) di cui sarà poi presidente, e svolge attività di public relation man e di pubblicitario.   La sua attività professionale si divide fra Milano e l’America, dove apprende tecniche e novità che porta in Italia, parallelamente prosegue la sua attività politica seguendo Ugo La Malfa nel P.R.I. Uomo di fiducia dello stesso La Malfa, Moretti verrà incaricato nel 1972 di curare la campagna elettorale, dal punto di vista pubblicitario, per il P.R.I., è lui a coniare lo slogan POTETE E POSSAMO FIDUCIA: VOTATE PRI, VOTATE LA MALFA. E’ sempre Alceo Moretti a decidere di fare una campagna pubblicitaria anche su TV SORRISI E CANZONI: era la prima volta che un partito si rivolgeva ad un settimanale, per di più popolare come SORRISI, per fare una campagna pubblicitaria. Fino a quel momento infatti le campagne elettorali erano state fatte con manifesti e comizi nelle piazze. Sulle pagine del settimanale più letto dagli italiani nella primavera del 1972 compare un’intera pagina con il simbolo dell’edera e la scritta: “BISOGNA METTERE L’ITALIA SULLA BUONA STRADA I REPUBBLICANI VI DICONO CHE ORA SI PUO’”, creata da Alceo Moretti. 

Nelle case di una famiglia italiana su due entra TV SORRISI E CANZONI e pertanto tutti possono leggere lo slogan, la vicenda suscita reazioni negative da parte dei lettori ai quali così risponde il direttore in un suo editoriale: “...molti lettori ci hanno scritto o telefonato per rimproverarci di essere repubblicani dopo aver visto una pagina di pubblicità del PRI pubblicata su SORRISI.  Il nostro settimanale – come è ormai sua tradizione ventennale – è un organo libero-indipendente, apartitico, ne fanno fede, oltre che le nostre pagine di oggi e di 20 anni fa, la nostra assoluta obiettività d’informazione e l’assenza di ogni polemica di carattere politico. Il fatto che poi si pubblichi pubblicità a pagamento per qualsiasi partito è perchè la si prende come la ditta X o la ditta Y che vogliono reclamizzare i propri prodotti...”

A partire dal numero successivo TV SORRISI E CANZONI pubblicherà infatti pubblicità a pagamento anche di altri partiti:  PSDI, PSI, e DC. Gli altri partiti seguono dunque l’esempio di Moretti e del PRI e si convertono alla pubblicità elettorale sui settimanali, soltanto i misoneisti comunisti guardano con diffidenza a tale forma propagandistica e non la usano.

Di pubblicità in televisione non si parla, vi è soltanto la tribuna politica di Jadar Jacobelli, ma è ancora una volta Moretti ad anticipare i tempi.  Durante la campagna elettorale, viaggiando su un treno che lo porta da Torino a Milano, Moretti legge su LA DOMENICA DEL CORRIERE un articolo inerente Peppo Sacchi e TeleBiella e pensa di dar vita a una televisione via cavo, non per informare o per intrattenere la comunità locale, come sta facendo Sacchi, ma per fare propaganda politica.  Arrivato a Milano nel parla col suo collega di partito Giacomo Properzy che ne rimane entusiasta, i due ne parlano a La Malfa che risponde loro: “fate pure questa televisione, chiedetemi tutto ma non i soldi”.  Moretti e Properzy costituiscono quindi da soli a Milano 2, dove entrambi abitavano Telemilanocavo, Moretti aveva già fondato un settimanale, LOMBARDIA DOMANI, per propagandare le proprie idee, ma è convinto che il futuro sarà della televisione. “Il settimanale – ricorda Moretti ad anni di distanza – era d’area laica repubblicana, ma non schierato, avrei voluto come direttore Gino Palumbo”.  Accorgendosi che Milano2 era cablata Moretti si accorge che sarebbe stato facile far nascere una televisione via cavo: “io e Properzy affidammo l’incarico di cablare 5000 appartamenti a nostri uomini di fiducia. “ Milano 2 (Segrate) era allora considerata zona periferica, non erano molti (a differenza di oggi) i milanesi che ci abitavano, chi aveva costruito case era un giovane e intraprendente imprenditore, tale Silvio Berlusconi, che tre anni dopo sarà nominato Cavaliere del Lavoro, il più giovane d’Italia, e da allora viene chiamato “il Cavaliere”.  Berlusconi era quindi il “padrone di casa” di Moretti e Properzy, ma era ancora un imprenditore del settore edile, un “palazzinaro”, come dicevano dispregiativamente gli invidiosi, che, con il passare degli anni e dei successi, aumenteranno.
Properzy e Moretti vogliono dare vita ad una televisione a scopo politico, al fine di fare aumentare i consensi del partito dell’edere in quel di Milano 2, e, arrivando a collegare anche la zona di Lambrate, in Milano città.         Il 15 marzo 1974 viene costituita la società Telemilanocavo, soci Giacomo Properzy e Alceo Moretti, tre mesi, tolte le vacanze estive, di intenso lavoro:  si effettuarono circa 500 collegamenti nelle case di altrettanti residenti in Milano2, si cercò l’aiuto (gratuito e volontario) di amici tecnici per gli studi televisivi (molto spartani) e il materiale: due microfoni, una sola telecamera, scenografia inesistente, si parte comunque l’1 settembre 1974 hanno inizio le trasmissioni di Telemilanocavo che trasmette da un negozio sotto i portici di Milano 2.  Una piccola vetrina, un piccolo locale, 50 metri quadrati compresa la cantina, questa la prima sede di quello che diventerà il primo network privato italiano. Moretti ricorda che Telemilanocavo era una “tv di condominio”: nell’ambito della trasmissione IL CONDOMINIO infatti venivano invitati alle trasmissioni (rigorosamente in onda soltanto alla sera) i condomini di Segrate centro. “Quella della tv era una scusa per conoscersi fra residenti di una zona dormitorio, per parlare, ci si incontrava nella sede di Telemilano, si comunicava fra di noi e intanto si andava in onda, si entrava nelle case di altri residenti che non erano usciti.” Oltre a questo programma stile assemblea condominiale in diretta televisiva, venivano mandati in onda alcuni film (tre alla settimana, a quell’epoca la Rai ne mandava in onda ancora solo uno alla settimana), qualche cartone animato, tutti in bobina, pellicole e videonastri, non esistevano naturalmente dvd e videocassette.  Ma la novità più sconvolgente di Telemilanocavo, che fu anche l’origine della sua nascita, furono le tribune politiche.  Moretti si ispira agli Stati Uniti d’America e alle tribune televisive ivi esistenti. “Fin dai tempi di Kennedy la campagna elettorale in America era televisiva, come pubblicitario trascorrevo molti mesi negli Usa per lavoro, e avevo avuto occasione di guardare le campagna elettorali in tv, i politici in Usa erano poi presenti tutto l’anno, non solo nei periodi elettorali”.  E Moretti importa anche questa idea e fa condurre un programma di interviste ai politici a un giornalista che anticipò così di quarantenni Bruno Vespa, purtroppo né Moretti né il suo socio di allora (Giacomo Properzy) ricordano il nome di questo giornalista.  “A volte – ricorda Moretti – quando il giornalista (che lavorava per una quotidiano milanese e che faceva la trasmissione gratuitamente) era impegnato perché doveva effettuare servizi per la carta stampata, conducevamo io e Properzy”. Ospiti? Beh inizialmente gli esponenti del Pri, poi, soprattutto in occasione delle elezioni amministrative del 1975 e delle successive politiche del 1976 anche esponenti di altri partiti, coloro che credevano nell’efficacia del mezzo televisivo (pochissimi), allora non vi era ancora la legge della par condicio, furono i partiti ad acquistare poi degli spazi (ecco i primi guadagni per Properzy e Moretti dopo tante spese) che erano autogestiti. Altri programmi dell’antenata di Canale5? Lezioni di bridge, ricette di gastronomia, un film serale, Moretti si ricorda anche di memorabili interviste con gli afgani profughi in Italia e con l’ex sindaco di Milano Pietro Bucalossi. Qualche documentario regalato dalla Mondadori (ad esempio LA STORIA DELLA FERRARI in onda in 6 puntate, monoscopio e musica dopo le 23, questo il primo palinsesto. Ma i primi guadagni ottenuti con la campagna elettorale del giugno 1976 non servono a coprire gli alti costi sostenuti fino a quel momento, Telemilanocavo aveva anche due dipendenti, uno di essi fa ancora oggi il cameraman in una tv locale lombardo, ma spese di affitto, tecniche, di cablatura ecc. erano insormontabili, nonostante l’aiuto volontario di amici come Mario Nicora, regista e titolare di un’azienda di audiovisivi.   Dopo le elezioni non arrivano altri introiti, nessuna impresa credeva allora nella pubblicità televisiva, a un certo punto si pensò di dare vita ad una cooperativa fra gli utenti, i condomini dei palazzi di Milano2, che avevano voglia di fare e di avere la televisione, ma i debiti accumulati sono troppi, sfiorano i 200 milioni cifra molto elevata per quei tempi (1976).    Telemilanocavo è per Moretti un hobby, il suo lavoro continua ad essere quello del pubblicitario, Moretti si accorge che i tempi non sono maturi per un’Italia dove ancora vige il monopolio, l’hobby inizia ad essere costoso, Alceo deve recarsi in America per una campagna pubblicitaria, e per condurre per una rete privata televisiva americana (li si che le emittenti private hanno fortuna) un programma, PANORAMA ITALIANO, dedicato agli italiani d’America. Moretti decide a questo punto di vendere Telemilanocavo, ne parla col suo socio Giacomo Properzy il quale non se la sente di andare avanti da solo.  Moretti e Properzy decidono di vendere, qualche mese prima, consigliati da Ugo La Malfa, era stata fatta richiesta di conversione dal cavo in terrestre. E così, ancora prima di passare al terrestre, Moretti e Properzy decidono di vendere.  Ma chi sarebbe mai stato quel “matto” che avrebbe rilevato una televisione piena di debiti, senza alcuna speranza, visto il monopolio della Rai e la concorrenza di altre tv locali che intanto stanno nascendo come funghi?  Franco Moccagatta, manager e conoscente di Moretti, dice ad Alceo:  “non ti preoccupare ho trovato io l’acquirente, è un giovane e intraprendente imprenditore, si chiama Silvio Berlusconi”.  Moretti è sull’aereo che lo porta negli Stati Uniti e dice a Moccagatta: “contento lui, se è giovane poi tanto meglio, magari riuscirà a portarla avanti questa televisione”.  Silvio Berlusconi stesso non immagina che l’acquisto di tale televisione sarà l’inizio della sua fortuna.  Berlusconi intende acquistare Telemilanocavo solo per dare un servizio aggiuntivo ai suoi acquirenti di case, unitamente al supermercato e al cinema,  solo due anni dopo si accorgerà che l’affare vero è quello della televisione.  Berlusconi acquista Telemilanocavo per la cifra simboli di 50.000 lire, accollandosi tutti i debiti (200 milioni di allora),  appuntamento per la stipula del contratto nell’ufficio di Properzy, al posto di Alceo Moretti, che è già in America, c’è suo nipote Franco Giannelli, che ha avuto la procura dallo zio”.

Nella seconda metà degli anni ’70 Moretti vive fra l’America e l’Italia, è lui a curare la campagna elettorale dell’emergente esponente politico liberale Renato Altissimo, “chiesi – ricorda sempre Moretti ad anni di distanza – il permesso ad Ugo La Malfa, Altissimo era un liberale, e vi era concorrenza fra repubblicani e liberali, il vecchio Ugo mi rispose: caro Alceo, se tu fossi un medico opereresti solo i repubblicani? Fai pure il pubblicitario, occupati pure della campagna elettorale di Altissimo.”  Nelle mani del comunicatore Moretti Renato Altissimo va benissimo: è eletto con moltissimi voti di preferenza e farà il ministro.

Dopo l’exploit elettorale di Altissimo, Alceo Moretti riparte per gli Stati Uniti, altri anni di intenso lavoro e di soddisfazioni, rientra in Italia all’inizio degli anni ’80, Telemilanocavvo intanto si è trasformata in Telemilano58, prima, e in Canale5, poi, Silvio Berlusconi è diventato l’editore di Italia1, Rete4 oltre che di Canale5.  Le sue trasmissioni non sono più condominiali, stile street radio, come durante la gestione Properzy-Moretti e i primi mesi della gestione Berlusconi, ma è passata molta acqua sotto i ponti, Berlusconi ha trovato l’uomo giusto in Mike Bongiorno.  E Moretti?  E’ tornato nelle natie Marche, ha fondato il settimanale MARCHE DOMANI, qualche anno dopo parte con un programma su Antenna 3 Marche e poi su Tv Centro Marche, GLI INCONTRI DI ALCEO MORETTI.  Un talk-show che va in onda da ormai venticinque anni, in onda ogni giovedì sera su Tv Centro Marche e in replica la domenica sera sulla stessa emittente. GLI INCONTRI DI ALCEO MORETTI dura 30 minuti, è l’unico programma che non viene interrotto dalla pubblicità. Nel salotto di Alceo Moretti sono passati in 25 anni di trasmissioni migliaia di personaggi, Moretti ha scritto anche alcuni libri nei quali riporta il meglio dei suoi INCONTRI, è impossibile ricordare tutti gli ospiti di 25 anni di trasmissione, Moretti mi cita soltanto quelli avuti nel corso di questi ultimi mesi: Zico, Corrado Passera, Francesco e Vittorio Merloni, Valeria Moriconi, Arnaldo Forlani, Raf Vallone, il presidente Goria, Claudio Cloutinho, Chen Wendong, Haber Lange Fangio, Niki Lauda, GIlles Villeneuve, Alessio Vlad e Maria Paola Merloni.

Alceo Moretti mi ha rilasciato questa intervista un giovedì sera, quando ha da poco terminato di intervistare Francesco Merloni per GLI INCONTRI DI ALCEO MORETTI, puntata che andrà in onda fra qualche ora su Tv Centro Marche..  Il nome di Alceo Moretti, come quello di Peppo Sacchi, è indissolubilmente legato alla storia  della televisione italiana, se il fondatore di TeleBiella fu il primo, si può dire che Moretti fu il primo a Milano, o meglio in provincia, ha intuito l’importanza della tv nelle campagne elettorali, i tempi però non erano maturi.   Il nome di Alceo Moretti è giustamente citato, unitamente a quello di Giacomo Properzy, nella STORIA DELLA TELEVISIONE ITALIANA di Aldo Grasso, ma sarà senz’altro sconosciuto all’”esimia docente” di storia della televisione di un’altra università milanese, colei che ha scambiato Peppo Sacchi per Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan, e che insegna per alcune baronie che fanno male all’Università italiana.

Tornando ad Alceo Moretti possiamo dire che anche lui, come Peppo Sacchi, che continua con TeleBiella ad offrire un servizio alla sua città, così Moretti è legato alla sua terra, è tornato alle sue origini, nelle Marche è un'istituzione, tutti ambiscono a passare nel suo salotto televisivo.