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ADRIANO CELENTANO

 

VENERDI' 10 NOVEMBRE 2006 E' USCITO UNICAMENTE CELENTANO, NUOVO CD DELL'ADRIANO NAZIONALE, UNA SINTESI DELLA SUA CARRIERA. IL DISCO E' ACQUISTABILE ANCHE PRESSO GLI UFFICI POSTALI A UN PREZZO CONVENIENTE RISPETTO AI NEGOZI (25 EURO ANZICHE' 30), SI TRATTA DI UN TRIPLO CD CON 42 CANZONI, PIU' UN'INEDITA VERSIONE DI OH DIANA CANTATA INSIEME A PAUL ANKA E CON UN TESTO CAMBIATO RISPETTO ALL'ORIGINALE. SE IL BRANO DI ANKA ATTACCAVA CON "I'M SO YOUNG AND YOU'RE OLD" (IO SONO COSI' GIOVANE E TU COSI' VECCHIA) ED ERA ISPIRATO ALL'INNAMORAMENTO DEL QUATTORDICENNE PAUL PER LA SUA GOVERNANTE, LA CANZONE DI CELENTANO, RISCRITTA DA MOGOL, RIVIVE NEL DUETTO CON ANKA, INIZIA COSI': "CERTO, NON NE HO VISTE MAI BELLE E SEXY MEGLIO DI LEI, MA A ME SEMBRA CHE E' UN PO' TROPPO GIOVANE PER TE, TI CAPISCO, SE PERO' SOFFRIR NON VUOI, OH, FUGGI DA LEI... DIANA".

Adriano Celentano nasce a Milano il 6 gennaio 1938 da genitori pugliesi, immigrati nel capoluogo lombardo nel 1927, la madre faceva la sarta. La sua prima casa milanese è in via Gluck al numero civico 14, Adriano frequenta un corso serale per orologiaio all'Istituto Cesare Correnti di Milano. muove i suoi primi passi artistici al Santa Tecla di Milano, al Teatro Smeraldo di Milano insieme ad Elio Cesari (poi Tony Renis) presenta, con il nome di battaglia GLI ALLEGRI MENESTRELLI DEL RITMO, una divertente parodia musicale della coppia Jerry Lewis-Dean Martin; nel 1956 si esibisce a Primo applauso, programma televisivo per dilettanti condotto da Silvana Pampanini. Al Santa Tecla Adriano incontra il campione di rock-boogie Bruno Dossena che lo invita a partecipare al Festival del Rock'n'roll, organizzato dal quotidiano milanese Il Lombardo. E' il 18 novembre 1957 quando Adriano al Palazzo del Ghiaccio di Milano si esibisce con il complesso dei Rocky Boys composto da Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Luigi Tenco, il festival dura una settimana, l'unico cantante rock è lui "Adriano il Molleggiato", il primo e l'unico in tutta Europa. Con Ciao ti dirò sbaraglia la concorrenza. Tre giorni dopo firma il suo primo contratto con la casa discografica milanese Saar (etichetta Music) per la quale debutta incidendo Rip It Up, Jaihouse Rock e Tutti Frutti. Adriano compare per la prima volta in un film: I frenetici.  Nel 1958 Adriano effettua un tour che lo porterà fino in Germania, con lui Gaber, Tenco e Jannacci, nel 1959 presenta Il tuo bacio è come un rock, con cui vince il Festival di Musica Leggera di Ancona.  La canzone di lì a poco scala il primo posto delle classifiche di vendita e fa esplodere in tutta Italia la fama di Adriano Celentano. Da ora in poi non ci sarà anno in cui Adriano non abbia uno o più 45 giri nei primissimi posti delle classifiche di vendita.  Adriano si impone subito come “il molleggiato”, così lo definiscono i giornalisti per il suo stare in scena. Interpreta il rock and roll dando voce alle nuove passioni giovanili, si fa portavoce delle problematiche giovanili I ragazzi del juke box, Sabato triste, Il problema più importante, Le notti lunghe, Ciao ragazzi, Chi ce l’ha con me. Come il suo mito Elvis anche per Celentano spopola al cinema in Urlatori alla sbarra di Lucio Fulci, che esprime, seppur senza essere troppo rivoluzionario, lo scontro generazionale delle nuove leve con le vecchie. Tali messaggi saranno contenuti anche nei film successivi: Urlatori alla sbarra sempre di Lucio Fulci, e è del 1961 Io bacio… tu baci di Piero Vivarelli. Celentano è già allora un fenomeno di costume al punto da essere stato immortalato in una sequenza nel film di Federico Fellini La dolce vita; poi è la volta di Dai Jonny dai e di Sanremo la grande sfida. E a Sanremo Adriano, che intanto sta svolgendo il servizio militare, partecipa nel 1961 in coppia con Little Tony presentando 24.000 baci. Adriano ha una licenza speciale per partecipare al Festival intercede per lui il sottosegretario alla Difesa Giulio Andreotti... 24.000 baci non vince, si classifica al secondo posto, ma il suo sarà il disco più venduto, superando il milione di copie e conquistando un nuovo primo posto nella classifica. Desta scalpore il fatto che al Festival si sia presentato volgendo le "spalle" al pubblico: la discussione viene addirittura spostata dai salotti degli italiani alla Camera dei Deputati, cui viene dedicata un'interrogazione parlamentare. Nel 1961 lascia la Saar e fonda il "Clan Celentano", il primo esperimento di un artista italiano che sceglie di autoprodursi, oltre che produrre giovani cantanti e musicisti. Il Clan è un caso raro di utopia realizzata: il fondatore immagina un luogo in cui un gruppo di amici "lavora giocando e gioca lavorando". Il Clan diventa subito una realtà discografica e di "costume" e sceglie di restare indipendente tra gli indipendenti. E' l'unica etichetta discografica con 36 anni alle spalle ad essere rimasta totalmente italiana. E' una scelta originalissima, il cui modello va ricercato nel Clan Sinatra, a cui nessun cantante italiano prima di Adriano aveva osato pensare. Fanno parte del Clan amici, parenti e colleghi (Detto Mariano, Don Backy, Ricky Gianco, Guidone, Gino Santercole, I Ribelli, Milena Cantù, Pilade, Ico Cerutti, Miki Del Prete, Natale Massara, Dario Baldan Bembo, Claudia Mori, sua futura moglie, Maria Letizia Veronese, futura moglie di Lucio Battisti). Celentano lancia nuove canzoni e nuovi cantanti, pare un novello Sinatra, nel ruolo di organizzatore culturale e discografico. Nel 1962 inizia una collaborazione con Mogol, autore con cui lavorerà ancora alla fine degli anni ’90, che traduce per lui Stai lontana da me (versione italiana di Tower of streight di Burt Bacarach),  è il primo disco del Clan: vince il Cantagiro e arriva in vetta alle classifiche, superando la cifra record di 1.300.000 copie vendute. Il 10 ottobre esce "Pregherò", altro grande successo di Adriano Celentano, versione italiana di "Stand by me" di Ben E. King. Poco dopo vengono pubblicati "Grazie, prego, scusi" e "Il tangaccio". Il Clan è conteso da ogni editore/distributore discografico, ma Celentano non ha mai voluto cedere quote del Clan a nessun'altra azienda discografica o multinazionale. Nel 1963 nuovi successi con Il tangaccio, Sabato triste e Grazie prego scusi. Adriano recita nel film Il monaco di Monza con Totò e in Uno strano tipo di Lucio Fulci, sul set di questo film conosce Claudia Mori che sposerà l'anno successivo. Nel 1964, quasi a salutare il costituendo Clan, Celentano lancia la canzone Ciao ragazzi, nuovo grande successo. Buone le vendite anche per i brani incisi dagli artisti del clan: Amico, L’ombra del sole (Don Backy), Droga, Pippo Rerry (I Fuggiaschi, Stella d’argento, Questo nostro pazzo mondo, Il nostro tempo (Gino Santercole), Non c’è più età, Te ne vai, Vedrai che passerà (Ricky Gianco), Il contadino, L’amore è blu (I Ragazzi della Via Gluck), Lei non può, Un po’ di vino (Pilade), Che importa a me, La farfalla (Milena Cantù), Un uomo come me (Ico Cerutti), A la buena di Dios, Alle nove al bar (I Ribelli).  Nel 1965 Celentano spopola con Pregherò (versione italiana del grande successo internazionale Stand by me), Grazie, prego, scusi, Il problema più importante, Chi ce l’ha con me ed altri brani che lo impongono come una star. Nel 1966 torna al Festival di Sanremo presentando Il ragazzo della via Gluck, con la quale Celentano poi si impegna in una campagna ecologica, la canzone supererà il milione e mezzo di copie vendute, entrerà nella coscienza collettiva del paese e all'estero, come pochi altri brani di musica leggera. Verrà tradotto in oltre 18 lingue e finirà nell'album dal titolo omonimo realizzato insieme al famoso gruppo de "I Ribelli" con gli arrangiamenti e la direzione di Detto Mariano. In autunno lancia "Mondo in mi 7a", un altro grande successo nel quale si parla per la prima volta di temi quali il nucleare, la droga, la corruzione, la caccia, l'ecologia, anticipando, ancora una volta ciò che oggi è più che mai di attualità, il brano dura oltre sei minuti, un'anomalia se si considera che i pezzi dei tempi duravano al massimo due o tre minuti.   Nel 1966 si chiude fra polemiche, soprattutto con Don Backy, l’esperienza del Clan, Giorgio Gaber, che ne era rimasto estraneo, ironizzerà sulla vicenda nella canzone C’era una volta un Clan. Nel 1967 ancora due brani con messaggi moralistici: Conosci i miei passi e Tre passi avanti, nel 1968, anno della contestazione, Celentano, anticonformista per eccellenza, propone la disimpegnata Azzurro (testo di un giovane Paolo Conte), Una carezza in un pugno e Canzone (brano “scippato” all’autore ed ex socio del Clan Don Backy).  Il 15 luglio 1968 nasce la figlia Rosalinda; Adriano torna al festival di Sanremo con Canzone, in coppia con Milva. Arriva terzo ma la canzone è prima in hit-parade. Ma il 1968 è soprattutto l'anno di Azzurro, altra canzone storica del panorama della musica italiana, scritta da Paolo Conte. Il 45 giri, che come facciata B ha Una carezza in un pugno, staziona a lungo al primo posto della classifica dei dischi. Chiamato da Pietro Germi debutta nel cinema d'autore con Serafino, vince ai festival di Berlino e Mosca. Tedeschi, sovietici, francesi ed europei in genere impazziscono per Adriano Celentano. Partecipa con Claudia Mori al Festival di Sanremo del 1970: la coppia vince con Chi non lavora non fa l'amore, brano scritto da Paolo Conte ed ironicamente ispirato all'autunno caldo. C'è chi interpreta la canzone come un inno contro gli scioperi. La svolta cinematografica con Serafino, ha segnato l’avvio di una carriera da protagonista che gli darà popolarità e successo commerciale anche se lo allontanerà, soprattutto negli anni ’70, momentaneamente dalla canzone. La canzone, anche se le colonne sonore dei film hanno successo, sembra in questa fase meno importante per Celentano, che, pur non diradando gli impegni discografici, e continuando a vendere, lo impegna meno. Nonostante ciò basta elencare i 45 giri dal 1968 in poi per renderci conto di quanto Celentano sia ancora un fenomeno canoro: Sotto le lenzuola (1971), Un’altra volta chiudi la porta (1972), L’ultima chance (1973), Prisencolineisinaiciusol (1974), Yppi du (1975), Svalutation (1976), La barca (1975), A woman in love (1976), Geppo il folle (1977). Nel 1977, dopo una decina d’anni senza concerti, Celentano si esibisce al Bussola di Focette, per l’incredibile (per l’epoca) cachet di 15 milioni a serata, poi intraprende un altro brevissimo tour negli stadi (ovvero nei futuri scenari, e in questo è ancora una volta anticipatore, dei grandi eventi rock degli anni ’80) nel 1979, quindi altri starà altri quindici anni senza esibirsi dal vivo come cantante. Celentano lo si potrà vedere solo in televisione e al cinema. Ancora alcuni 45 giri di successo: Ti avrò (1978), Soli (una delle prime canzoni scritte da Toto Cutugno, 1979), Il tempo se ne va (semrpe di Toto Cutugno). E poi successi anche per Claudia Mori (Buonasera Dottore, Non succederà più). Ma gli anni ’70 e gli anni ’80 sono quelli del cinema e della televisione. Sul piccolo schermo il “molleggiato” aveva esordito nel 1964 con Adriano Clan (1964 e 1965), ero poi comparso in Centodieci e lode (1965), Stasera Adriano Celentano (1969), eccolo in C’e Adriano (1972),  Arriva il celebre (1977), Paura di un trionfo (1979), Un po’ artista un po’ no (1981), ma la sua fama di provocatore e di geniale conoscitore dei media trova conferma nelle quattordici puntate e nell’esplosivo intervento all’edizione 1987/88 di Fantastico in cui lancia le sue invettive contro “i mali del secolo”, che scatenano addirittura interrogazioni parlamentari. Seguono, negli anni ’90, Adriano Celentano a notte rock (1991), Svalutation (2 puntate del 1992).  Anche sul piccolo schermo, dopo essere apparso ne La dolce vita nella parte di sé stesso, e nei musicarelli degli anni ’60, abbiamo, come abbiamo visto, la svolta di Serafino, con gli anni ’70 e ’80 Celentano è ormai attore e regista: Er più er meno storia di amore e di coltello (1971), Bianco rosso e…, L’emigrante, Rugantino, Le cinque giornate di Milano (1972), Yuppi du (1975, diretto da sé stesso), Di che segno sei? (1975), Culastrisce nobile veneziano, Bluff storie di truffe e di imbroglioni (1976), Ecco noi per esempio, L’altra metà del cielo (1977), Geppo il folle, Zio Adolfo in arte Fuhrer (1978), Mani di velluto (1979), La locandiera, Qua la mano, Sabato domenica e venerdì, Il bisbetico domato (1980), Innamorato pazzo, Asso (1981), Bingo Bongo, Grand Hotel Excelsior (1982), Segni particolari bellissimo, Sing Sing (1983), Lui è peggio di me (1984), Joan Lui (1985 diretto da sé stesso), Il burbero (1986), Jackpot (1992).  Fra i registi che lo hanno diretto ricordiamo: Alberto Lattuada, Sergio Corbucci, Dario Argento (nel suo unico film non giallo), Castellano e Pipolo, Pasquale Festa Campanile.  Nel 1994 dopo quindici anni Celentano torna in tour per l’Italia e l’Europa, è ancora lui: applauditissimo e seguitissimo, la tv manda in onda il concerto registrato dal Forum di Assago, a metà degli anni ’90 Celentano si esibisce in uno spot per le Ferrovie dello Stato.

Durante gli anni '90 escono i dischi Il re degli ignoranti, Arrivano gli uomini, Alla corte del re-mix..Un vero successo di pubblico e critica è il lavoro del 1998 Mina & Celentano in cui due delle voci più apprezzate della musica italiana duettano nello spazio di 10 canzoni, le copie vendute superano il milione. Solo un anno più tardi esce il disco Io non so parlar d'amore che raggiunge la cifra record di oltre 2.000.000 di copie vendute e la presenza tra i primi cinque posti della classifica italiana per circa 40 settimane. Alla creazione dell'album partecipano Mogol e Gianni Bella. Celentano realizza per RaiUno un programma dal titolo Francamente me ne infischio, in cui accosta alla musica, che scatena polemiche per la durezza di alcune immagini trasmesse (guerra, povertà, morte sono i duri temi affrontati). Il programma, condotto insieme a Francescca Neri vince la prestigiosa Rosa d'oro al Festival internazionale della tv di Montreaux.   Nel 2000 esce Esco di rado e parlo ancora meno, la coppia compositiva Mogol-Gianni Bella, accompagnata dalle chitarre di Michael Thompson e dagli arrangiamenti di Fio Zanotti, ha ancora una volta indovinato la formula per una nuova pozione magica. Nel 2002 esce il cd Per sempre, il nuovo disco del molleggiato scritto ancora con Mogol e Gianni Bella, oltre a diversi illustri ospiti. Il disco, con una copertina pittoricamente illustrata da Roger Selden è disponibile anche in una versione arricchita da un dvd al quale ha collaborato anche Asia Argento che ha affiancato Adriano nello show su Raiuno 125 milioni di caz..te, in questa trasmissione fa la sua ultima apparizione televisiva il grande Giorgio Gaber, che rievoca con Adriano i tempi degli esordi. Gaber scomparirà prematuramente nel gennaio 2003 lasciando un vuoto incolmabile nel mondo della cultura italiana, il suo amico Adriano non mancherà ai funerali per dare l'ultimo saluto al grande Giorgio. Alla fine di ottobre 2003 esce Tutte le volte che Celentano è stato 1, un the best che raccoglie 17 tra le più belle canzoni di Adriano Celentano, scelte tra le oltre 100 che hanno raggiunto il primo posto in classifica. Alla fine del 2004 esce C'è sempre un motivo; il cd contiene Lunfardia un brano inedito del grande Fabrizio De Andrè. Nel 2005 il ritorno in tv con Rokpolitik e ancora una volta è polemica... Il duetto con Paul Anka? E' storia dei nostri giorni.
Come per Mina, e per pochi altri grandi della canzone, è impossibile stilare una discografia completa di 45 giri, 33 giri e cd, compilation comprese, di Celentano, ci limitiamo pertanto a citare soltanto i più importanti degli ultimi anni, tralasciando quelli degli anni ’60 (alcuni ristampati successivamente) dove l’imprecisione è più facile. Con me nel Clan (1971), Er più (1971), I mali del secolo (1972), La storia di un ragazzo chiamato Adriano Celentano (1973), Nostalrock (1973), Yuppi du (1975), Il meglio di Adriano Celentano (1975), Il meglio di Adriano Celentano (1975), Svalutation (1976), L’altra metà del cielo (1977), Disco Dance (1977), Tecadisk (1977), Ti avrò (1978), Geppo il folle (1978), Mi live (1979), Soli (1979), Antologia 1957-1980 (cinque album del 1979), Un po’ artista e un po’ no (1980), Deus (1981), Cinema (1982), Uh uh… (1982), Atmosfera (1983), Celentano hit parade (1983), Il ragazzo della via Gluck (1983), Il tempo se ne va (1983), Il cinema di Adriano… (1984), Le volte che Adriano è stato primo (1984), Mi live (doppio album, 1985), A woman in love (1985), I miei americani (1985), I miei americani n.2 (1986, Joan lui (1986),  Non è vero (1986), Le robe che ha detto Adriano (1987), Adriano rock (1987), Conto su di te (1987), Il forestiero (1987), La pubblica ottusità (1987), Antologia 1957-1987 (sei album, 1987), Susanna (1989), Il re degli ignoranti (album del 1991 nel quale riprende i temi del pacifismo e dell’ecologia), Adriano rock (1991), Atmosfera (1991), Deus (1991), Superbest (1992), Il punto (album del 1994 nel quale, con intuito si adegua al nuovo genere rap, da lui già intuito vent’anni prima in Prisencolineisinaiciusol), Alla corte del Re mix (1995), Arrivano gli uomini (1996), Mondo in mi settima (raccolta del 1996), Mi live (raccolta del 1996), Le origini di Adriano (1998), Mina Celentanto (1998), Io non so parlar d’amore (album del 1999 con testi di Mogol e Gianni Bella), in cui compare L’arcobaleno, dedicato a Lucio Battisti, da poco scomparso), Esco di rado e parlo ancora meno (2000), Il cuore, la voce (2001), Per sempre (2002), Tutte le volte che Adriano è stato primo (2003, nel quale dedica la canzone Un albero di trenta piani al sindaco di Milano Gabriele Albertini), C’è sempre un motivo (2005).  La carriera artistica di Celentano si può dividere in cinque periodi, come si fa con i pittori famosi: il periodo ribelle rockettaro (1956-1962), il periodo di brani che vendono oltre il milione di copie con generi musicali disparati come il gospel e il tango (1963-1966), il periodo del messaggio universale con un repertorio vario (1966-1970),  il periodo monumentale dell’attore e telepredicatore, con canzoni meno significative (1970-1994), e, infine, il periodo della maturità (dal 1994 ai nostri giorni).  E’ limitante definire Adriano Celentano un fenomeno di costume, perché le mode passano ma Celentano, nel bene e nel male, resta. La sua carriera è fatta di grandi numeri: dai dischi venduti, agli incassi cinematografici, alle audience tv. Celentano è un artista a tutto campo definirlo solamente un cantante è limitante, è già stato ricordato che ad un festival di Sanremo cantò un’intera strofa in una tonalità sbagliata, quando se ne rese conto bloccò l’orchestra e ricominciò da capo, lo fece con una tale naturalezza da dare al pubblico la sensazione di uno scherzo. Ciò che ad un altro cantante non sarebbe stato perdonato diventò l’arma vincente dell’istrionico Celentano che da grande anchorman televisivo e uomo di spettacolo rimane un grande.

Massimo Emanuelli e Nicolò Perone