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A VOI LA LINEA DI RUGGERO RIGHINI

 

Il volume ON AIR. A VOI LA LINEA! I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA ATTRAVERSO LA NASCITA DELLE EMITTENTI RADIOTELEVISIVE NAZIONALI, ESTERE E PRIVATE RICEVIBILI IN VERSILIA (edizioni Righini) ricostruisce minuziosamente la storia della radio e della televisione dalla nascita dell'Eiar e della Rai, fino alle emittenti digitali odierne. L'autore è stato un operatore radiotelevisivo ed ha iniziato a Radio Mare Versilia nel 1976, quindi a Tele Toscana Nord, poi a Radio Viareggio, ha inoltre lavorato per diversi settimanali e nel settore marketing e pubblicità.  Nel 2003 ha fondato a Viareggio la casa editrice Righini per la realizzazione e la valorizzazione di quegli scritti che altrimenti non vedrebbero la luce.    Il libro è suddiviso in due parti, la prima dedicata alle televisioni, la seconda alle radio.   Televisivamente parlando - scrive Righini - tutto iniziò il 21 gennaio 1954 (precisamente diciotto giorni dopo l'inizio delle trasmissioni ufficiali della Rai) con la prima diretta esterna televisiva per il Carnevale di Viareggio per la regia di Giovanni Cocorese, telecronisti Bruno Ambrosi e Gian Maria Tabarelli, postazione fissa in piazza Martini, quattro telecamere a disposizione, colonna sonora fatta con i dischi   Dopo avere ricordato la nascita del secondo canale (inaugurato il 4 novembre 1961), sempre facendo riferimento ai grandi eventi registrati in Versilia e in Toscana, l'autore presenta le emittenti straniere ricevibili: TeleCapodistria, la Televisione della Svizzera Italiana, Telemontecarlo e Antenne 2.  Quindi la scoperta delle tv locali: "per meglio seguire quelle immagini ricoperte di nebbia costruii con due stecche di legno e un filo una rudimentale antenna che posai sopra il televisore, poi con un cacciavite girai una piccola rotella e riuscii a vedere le nuove televisioni.    Righini  da grande esperto e conoscitore del mondo radiofonico e televisivo non ha dubbi sulla primogenitura in Toscana: la prima emittente via cavo fu TelePiombino, seguita da Tele Carrara;   la prima via etere Firenze Libera;  per quanto riguarda le radio il discorso è più complesso, Righini citata quali emittenti pioniere Radio Carrara Libera 103, Radio Massa, Radio Toscana 1, Radio Pisa, Radio Pisa International, Radio One, Radio Libera di Livorno, Radio Versilia, Radio Libera di Firenze, Controcanale 103 di Viareggio.  "Inizia un lungo romanzo" scrive Righini, infatti il volume, pur essendo un saggio, a volte ha la forma avvincente di un romanzo. Righini ricorda i pionieri, i primi conduttori, racconta aneddoti e curiosità.   Non solo una storia delle radio e delle televisioni versiliane, la zona nella quale Righini opera ed ha operato (ricostruita comunque accuratamente dall'autore) ma delle emittenti toscane e non solo. Tele Versilia, Tele Etruria 2000, Firenze Libera, Tvl Antenna 42 - Telelivorno, Tele Toscana Nord, Tele Grosseto, Canale 3, Rtv 38, Tele 37 ecc., emittenti delle quali noi di www.storiaradiotv.it possediamo i palinsesti pubblicati da TV SORRISI E CANZONI allora diretto da Gigi Vesigna e sulle quali andava in onda il programma SUPERCLASSIFICA SHOW di Maurizio Seymandi. Molto è lo spazio dedicato da Righini anche alla storia dei network e della syndication. 

La seconda parte è dedicata alla radio: dopo una sommaria storia dell'Eiar e della Toscana, e dopo avere presentato le emittenti straniere ricevibili in Versilia, segnatamente Radio Monte Carlo, non senza fare cenno a Radio Veronica, Radio Luxemburg, Radio Malta e Radio Skopje, si arriva quindi all'avvento delle radio "pirata"-private. Righini ricorda di essersi avvicinato alla radio negli anni '60, da bambino, la domenica pomeriggio ascoltava la trasmissione di Radio1 condotto in studio da Roberto Bertoluzzi TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO e faceva finta di essere collegato.  Poi nel 1974 la scoperta delle radio locali e la voglia di fondare una radio.   Righini ne parla con un compagno di scuola, i due progettano la sede, a casa dell'amico a Lido di Camaiore:  "riuscimmo a procurarci un mixer, due piatti e un registratore, mancavano però i soldi dell'impresa, ma trovammo il nome: Radio Mare.  Trovato il nome la mattina a scuola, nel laboratorio linguistico dell'Istituto Tecnico Commerciale di Viareggio, fanno alcune prove tecniche di trasmissione: pronto mi senti... a te la linea... Siete collegati in diretta con..." Ma la radio non partì e qualche mese dopo i due amici passeggiando per Viareggio si imbattono in un cartello: Radio Mare.  "Mi senii gelare - scrive l'autore - entrai e si presentò un uomo: ciao sono Carletto, questa è Radio Mare.  E Righini convince il titolare a fargli fare una prova, è l'inizio di un lungo percorso radiofonico e poi televisivo.  Molto spazio è naturalmente dedicato a Radio Mare e alle altre emittenti con le quali l'autore ha lavorato, ma vi è anche la storia di Radio Viareggio,  Radio Massa, Radio Toscana 1, Radio Libera di Livorno, Radio Libera Firenze, Canale7 Prato, Radio Diffusione Firenze Rdf, tanto per citarne alcune delle quali Righini ricostruisce la storia.  Il volume è arricchito anche da un censimento delle emittenti radiotelevisive da un'appendice nella quale si parla di Tascabile Tv, e da parecchie foto storiche. Righini descrive anche l'avvento del televideo, delle telestreet e delle tv satellitari.  Un libro la cui lettura è consigliata ai giovani che non hanno vissuto i tempi pionieristici della libera emittenza, ma anche a coloro che li hanno vissuti per riviverli (del resto quanto è accaduto in Versilia è accaduto in altre città italiane".  Un libro la cui lettura è consigliata anche ai (troppi) veline e veline che affollano il video e il microfono oggi, personaggi senza nè arte nè parte, che non sanno condurre, ai quali manca la gavetta e le tante battaglie per la libertà dell'etere.  Al termine del libro a molti che, come me, hanno vissuto in altre città quei tempi pionieristici sorgerà spontanea la domanda:  ma queste battaglie hanno poi generato le veline, ve e i tronisti? I reality e tante altre stupidate?   No, la tv-spazzature, le radio omologate attuali, non hanno nulla a che fare con le emittenti locali degli anni '70, è cambiata la generazione, ne sono passate almeno tre.  Oggi a salvarsi dal grigiore generale sono proprio le radio e le tv locali che sopravvivono, pur fra mille difficoltà.  Emittenti delle quali ci stiamo occupando da due anni noi di www.storiaradiotv.it. e delle quali Righini ha magistralmente ricostruito la storia.  Come scrive l'autore: "Basta avere la mia età per capire la ventata di novità e il boom della libertà di espressione che accompagnò la nascita delle televisioni e delle radio private, con i loro infaticabili conduttori tecnici che passavano venti ore al giorno nelle emittenti. Da qualcuna di queste parti è ancora possibile mandare una canzone e un saluto con tanto amore, sperando che, dall'altra parte, la persona dei nostri sogni stia ascoltando".E' lo tesso Righini a sottolineare la diversità della sua generazione rispetto a quella dei giovani di oggi: "ci sbucciavamo le ginocchia, ci rompevamo le ossa e i denti, ma erano solo incidenti: nessuno ne aveva la colpa. Non avevamo la playstation nè i videogiochi. Non c'era il satellite, le videocassette, il pc.  Uscivamo di casa e trovavamo gli amici. I giocattoli nuovi li ricevevamo a Natale e per il compleanno. Questa generazione ha avuto responsabilità, successi e insuccessi ed ha imparato a gestirli.